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La televisione degli altri

di Vittorio Emiliani, Categoria Informazione, , Data 25.05.2004
Molti paesi dell’Unione europea hanno costruito per le loro emittenti pubbliche statuti e organismi di garanzia che ne salvaguardano l’indipendenza e l’autonomia dal potere politico. In Italia invece i partiti hanno sin qui lasciato la Rai in condizioni di perdurante debolezza strutturale. Una dipendenza dalla politica che ora si accentua con la legge Gasparri. Per nomine e gestione prevede un meccanismo pesante che sacrifica ancor più la natura aziendale della Rai. Mentre un canone troppo basso non la garantisce dalla deriva commerciale.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Qualità RAI
    Nome: Giancarlo Parenti  Data: 29.06.2004
    Autorità per le comunicazioni, Antitrust, Garante della privacy, Corte dei conti, Commissione bicamerale di indirizzo e di vigilanza. Tutte hanno qualche potere di controllo sulla RAI. Quale di queste istituzioni ha il compito di garantire che il giudizio del cittadino, che è obbligato per legge a pagare un servizio tramite il canone, abbia la possibilità di essere espresso e conosciuto? E' ragionevole che il cittadino debba sottoscrivere un contratto quinquennale (la durata di una legislatura) per potersi esprimere circa la qualità e la completezza dell'informazione trasmessa tramite i telegiornali e circa una ragionevole possibilità di scelta su programmi che anche 'faziosamente' diano spazio alla voce delle opposizioni? Non sarebbe opportuno obbligare la RAI, sempre in virtù del canone, a raccogliere e pubblicare le osservazioni, le critiche, le richieste e le risposte a questionari? Non mi si dica che posso sempre cambiare canale se non soddisfatto. Ciò vale per canali liberi per i quali non pago il canone, qui si tratterebbe di dare via il televisore.
    Risposta:
    In effetti durante il CdA di cui ho fatto parte è stata curata la pubblicazione - ad uso però interno - delle telefonate di protesta e anche di proposta ricevute. Infatti esse si dividono quasi esattamente a metà. Dato interessante perché si telefona alla Rai o si scrive ai giornali soprattutto quando si dissente e più raramente quando si consente. Al "Messaggero" - ad imitazione (lo confessai esplicitamente) di quanto faceva El Pais" - istituii la figura e la funzione del Difensore dei lettori affidando l'incarico (che svolse con grande scrupolo)all'ex presidente della Corte Costituzionale, Giuseppe Branca dandogli ogni due settimane più di mezza pagina per questa rubrica. Che non tutti i redattori digerirono. Qualche mese dopo la mia sostanziale estromissione dalla direzione del giornale, Branca si dimise e la figura sparì. L'ha istituita "Repubblica" in forma di Garante, però non con quella pubblicità. In Rai esiste un organismo - la Consulta Qualità - presieduto da Jader Jacobelli e formato da esperti del ramo, che stila settimanalmente o bisettimanalmente alcune pagine di pareri, sovente critici, sulle trasmissioni riservati al CdA e al direttore generale. Non so quanto sia oggi operativo. In alcuni Paesi - per es. in Olanda - il CdA della Tv pubblica prevede una rappresentanza degli utenti. Cordiali saluti Vittorio Emiliani