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L’Iraq di Berlusconi

Categoria Internazionali, , Data 18.05.2004
Diverse forze politiche e molti commentatori hanno in questi giorni suggerito che Berlusconi, nel suo incontro con Bush, debba imporre a quest’ultimo una serie di condizioni, minacciando il ritiro delle nostre truppe dall’Iraq. Ma qual è il potere contrattuale del nostro primo ministro? Magdi Allam, Renato Mannheimer, Nicola Piepoli , Alex Stille e Salvatore Vassallo rispondono ad alcune nostre domande aiutandoci ad abbozzare una risposta a tale quesito fondamentale. Berlusconi potrebbe avere un interesse elettorale immediato a minacciare il ritiro delle truppe, ma quest’annuncio non modificherebbe più di un tanto la politica americana.  Pertanto è probabile che questo viaggio si risolva in un nulla di fatto.  Speriamo di essere smentiti perchè la situazione in Iraq diventa di giorno in giorno più intricata e non sembrano esserci le condizioni per una missione di pace.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • L'Iraq di Berlusconi
    Nome: Giuliano Regazzoni  Data: 22.05.2004
    Il Governo Bush sta svolgendo un "ruolo primario" nella cosiddetta "vicenda irachena". Ogni importante decisione, soprattutto di politica estera ma non solo, adottata da ogni Governo USA è sempre stata promossa e giustificata dal concetto di difesa strategica degli "interessi nazionali", degli USA. (...) Anche il Governo Berlusconi, o nell'ipotesi più sotterranea, il Presidente del Consiglio Berlusconi ritengo adottino ogni importante decisione, soprattutto di politica estera ma non solo, sulla base del concetto di difesa strategica degli "interessi nazionali", dell'Italia, con al vertice la sicurezza e l'economia. (...) L'inchiesta di lavoce.info riguarda il "vero potere contrattuale del nostro premier al cospetto del presidente degli Stati Uniti". Avrebbe forse dovuto considerare prima l'identificazione degli interessi nazionali dell'Italia (l'interesse economico, o quale altro?) perseguiti dal Governo Berlusconi o, comunque, andrebbe completata con questi. I "risvolti geopolitici e militari" e, aggiungerei, etici ne sono le conseguenze. Cordiali saluti
    Risposta:
    Molti commentatori hanno in questi giorni discusso cosa il nostro Presidente del Consiglio avrebbe dovuto "chiedere a Bush". Noi ci siamo posti un quesito a monte, vale a dire quale era il potere contrattuale di Berlusconi. La risposta che ci siamo dati è che ne avesse molto meno di quanto comunemente ritenuto. A riprova di tutto ciò il fatto che il suo viaggio sia passato pressochè inosservato negli Stati Uniti: nè il Washington Post, nè il NY Times hanno dedicato una sola riga all'avvenimento. Cordiali saluti