Dal 10 settembre è in vigore la nuova legge (Bossi-Fini) sull’immigrazione ed è partita la mega-sanatoria per colf, badanti e lavoratori dipendenti. ..........
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
Immigrazione
Nome: PaoloData: 23.05.2003
Nell' articolo si fa presente che negli ultimi 30 anni il pattugliamento alle frontiere USA è aumentato 6 volte ma gli ingressi clandestini attraverso il confine non sono diminuiti, e se ne inferisce che i controlli di frontiera non servano a frenare il fenomeno. Non è possibile tuttavia che siano serviti a impedirne l' aumento, magari controbilanciando una crescente propensione dei messicani a immigrare clandestinamente negli USA?
Cordiali saluti
Risposta:
L'evidenza giornalistica degli ultimi anni e analisi econometriche più rigorose (si veda Gordon Hanson e Antonio Spilimbergo, 1999) hanno concordemente mostrato che le determinanti della immigrazione illegale sono innanzitutto differenziali di salario e che i controlli alla frontiera non servono a molto nel lungo periodo. Questo e' confermato in modo indiretto ma consistente dal fatto che i lavoratori meno educati della bassa California non beneficiano quando aumentano i controlli alla frontiera (Hanson, Robertson e Spilimbergo, 2002). Ci sono stati periodi episodi di controlli draconiani alle frontiere con il Messico (operazione wetback nel 1953) che sembra siano funzionati ma questo e' avvenuto per un periodo molto ristretto e a costi sociali che erano già difficile da accettare al tempo e sarebbero improponibili oggigiorno.
A.S.
Per saperne di piu':
Gordon Hanson e Antonio Spilimbergo "Illegal Immigration, Border Enforcement, and Relative Wages: Evidence from Apprehensions at the US-Mexico Border" American Economic Review. Vol. 89(5): pp. 1337-57. December 1999.
Gordon Hanson, Raymond Robertson e Antonio Spilimbergo "Does Border Enforcement Protect U.S. Workers from Illegal Immigration?" Review of Economics and Statistics. Vol. 84(1): pp 73-92. February 2002.
Immigrazione
Nome: GiovanniData: 30.11.2002
alcuni commenti sul'articolo di Tito Boeri e Antonio Spilimbergo sull'immigrazione.
l'articolo è lucido e puntuale ma non mi sono chiare le implicazioni di policy
- si dice che i controlli alle frontiere sono molto costosi e poco efficaci
che fare? eliminarli completamente?
- si dice di passare a definire quote di flussi regolari
cosa vuol dire? si fa entrare anche chi non ha un lavoro
(magari gli si danno 3 mesi di tempo per trovarlo
con visto turistico) o solo chi ha un lavoro
(o - come disse in una esilarante battuta D'Alema in un
faccia a faccia con Tremonti-
chi ha frequentato i corsi professionali del futuro ministro)
Risposta:
Non è giusto eliminare del tutto i controlli. Ma occorre sapere che servono a poco e sono costosi. Le spese dei controlli alle frontiere della UE andrebbero peraltro suddivise fra tutti i suoi attuali membri, cosa che si potrà fare quando ci sarà una comune politica dell'immigrazione. Sui flussi regolari, difficile imporre e verificare che abbiano già un lavoro. Vengono nella stragrande maggioranza per lavorare e vanno dove di loro c'è più bisogno, dove si fatica a trovare lavoratori, come nel Nord-Est. Dunque, una volta fissate le quote, meglio lasciare liberi gli immigrati di andare dove hanno maggiori opportunità di impiego.
Cordiali saluti
Tito Boeri