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Commenti

MILANO DA BERE

di Nicola Persico, Categoria Informazione, Data 22.07.2009

Il comune di Milano vieta il consumo di alcolici in luogo pubblico ai minori di 16 anni. E motiva il provvedimento con la necessità di contrastare una epidemia di alcolismo fra i giovanissimi. Le statistiche citate dal sindaco, però, non sembrano dare una solida base all'inasprimento delle norme già esistenti. Anche gli effetti sulla salute dei ragazzi saranno modesti. L'ordinanza ha invece una plausibile giustificazione di costo-beneficio su un altro aspetto: mettere un freno alla movida giovanile. Dove il beneficio primario è quello dei residenti nelle aree interessate.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • E se poi si va fuori città, ecco gli incidenti del sabato sera
    Nome: Andrea  Data: 31.07.2009

    Ok, no agli alcolici di notte nelle grandi città. No al rumore nei centri abitati. Poi i giovani per divertirsi devono prendere la macchina e andare fuori città. E poi accadono le stragi del sabato sera. In alcune città francesi in cui ho vissuto locali e discoteche si trovavano in centro città, era ben insonorizzate (così non danno fastidio al vicinato) e stragi del sabato sera non ce n'erano. Perché?

  • re: milano da bere
    Nome: martino  Data: 29.07.2009

    Debbo rispondere a Roberto che dopo aver lamentato che al "LIVING (locale della famigerata zona Sempione)" ha pagato 9 euro per un drink in totale mancanza di scontrini fiscali accusa di ciò i residenti e il comitato. Il salto logico non torna. In primo luogo mi domando perché non l'ha chiesto lei, temeva di far brutta figura? Di passare per quello moralista? Ma poi quale sarebbe il nesso tra i residenti e il rispetto della disciplina fiscale da parte dei gestori dei locali? I gestori di questi locali sono evasori fiscali di professione e lo sanno tutti, dalla Guardia di Finanza ai vigili, al sindaco. Cosa centro io residente non mi è chiaro. Vuole che spari? Oltretutto è la prima cosa che il comitato e, comunque, i residenti, hanno fatto notare al Comune già oltre due anni fa in una riunione cui partecipai anche io. La approssimazione è nemica della ragione. I locali hanno gestione Altrettanto priva di senso è la frase circa la paura di ritorsioni. semplficando, faccio notare che "i ricchi" qui sono quelli che gestiscono i locali e quelli che li frequantano. Non certo i residenti del comitato che non possono affatto permettersi aperitivi da 9 euro (fatti anche male, si dice..).

  • Stato "etico"
    Nome: Gerardo Fulgione  Data: 28.07.2009

    Scrivo solo poche righe: 1) Non esistono statistiche "serie" sul fenomeno alcol tra i giovani .... molte cifre sono solo sparate a raglio: non viene citato il campione rappresentativo, il periodo di riferimento etc... ed ho l'impressione che che questa "degenerazione sociale" sia piu' che altro espressione di una società sempre piu' mediatica; 2) qualsiasi repressione ha sempre prodotto effetti contrari: basti pensare alla Chicago anni'30: 3) diciamo la verità: dietro queste norme, così come la legge anti-fumo, non vi è nessuna intenzione di proteggere chi è colpito da esternalità (che non e' detto siano negative) ma dall'intenzione di imporre una morale fondata sul "divieto di vizio" tipico di uno stato etico, forma di stato che, si sa, vuole imporre un comportamento morale tramite norme ai propri cittadini.

  • MILANO DA BERE
    Nome: Assunta  Data: 26.07.2009

    Il problema avrebbe a mio parere una soluzione più seria e duratura partendo dal presupposto che è la famiglia ad educare, e non lo Stato (come un precedente commento già accennava). L' esponenziale abuso di alcool da parte dei giovanissimi si giustifica con la ricerca dello sballo, e non ha niente a che fare con la voglia di aggregazione. Ho "solo" 29 anni, e mi ci è voluto gran poco (grazie ovviamente all'educazione ricevuta) per capire che bere bene e con parsimonia è un piacere, oltre è solo stupido. Quindi il punto di partenza è (come sempre) la famiglia; in assenza, pene severissime ed esemplari.

  • drammatica emergenza
    Nome: Giuseppe Caffo  Data: 25.07.2009

    Come medico padre di un adolescente ho studiato a fondo il problema, giungendo alla conclusione che l'alcol assunto (anche in quantità non eccessive) in età inferiore ai 18-20 anni provoca danni devastanti e irreversibili sul cervello. Ben venga quindi ogni iniziativa, ancorchè insufficiente, volta a contrastare questa allarmante diffusione dell'alcol tra i giovani. Quello che mi meraviglia è il comportamento del Capo del Governo che pur appoggiando e lodando l'iniziativa del Comune di Milano, non è sceso in campo per affrontare questa drammatica emergenza. E poi si fa un gran parlare che i giovani sono il nostro futuro.

  • Solo propaganda
    Nome: Pietro  Data: 24.07.2009

    Come al solito quando non si sanno risolvere i problemi si fa credere come nuovo qualcosa che già esiste come citato e, secondo me, poco evidenziato dall'articolo: l'art 689 del codice penale. Questa è una finta prova di forza. L'ordinanza non verrà fatta rispettare fino ad agosto, quando molta gente andrà via o i negozi (bar compresi) chiuderanno per ferie o per le crisi. O la problematica è urgente ed allora l'ordinanza va fatta rispettare subito o è l'ennesima bufala (vedi il caso ecopass per i diesel che viene rimandato ad oltranza). La questione poi è puramente di educazione che dovrebbe partire dalle famiglie e dalle scuole (invece che tagliare i fondi all'istruzione). Ma quando si ha un'oca che comanda al massimo si vede qualche starnazzo.

  • non e' che fa più male che bene?
    Nome: Sara Guerra  Data: 24.07.2009

    Salve a tutti, in USA il consumo di alcolici e' vietato fino ai 21 anni; ovviamente si e' creato il mito della bevuta e dalla mia prima permanenza qui (12 anni fa, ultimo anno di liceo, Milano era gia' glamour, le campagne del Kansas no) ho osservato che le ubriacature sono all'ordine della sera nelle feste private. E non c'e' movida, Prada, Gucci e drink a 9 euro...il gusto del proibito esalta tutti. Apprezzo il decreto: responsabilizza gli adulti su un problema emergente (e + vasto della movida) che nessuno vuole vedere, ma per convincermi vorrei leggere qui tra un anno qualche dato rincuorante!

  • DATA
    Nome: Elia Berdin  Data: 23.07.2009

    Volevo solo commentare un dato che da giovane (quasi 24 primavere) mi lascia un po' perplesso. L'autore cita una ricerca secondo la quale nel trentennio che va dal '70 al 2000, la quantità di alcol consumato procapite nel nostro paese si è dimezzata, passando da 16 ad 8 litri. Non conosco i loro dati ne posso presentarne di miei, ma vorrei far riflettere sulla diversità del consumo tra gli inizi e la fine del trentennio in questione. Non credo mio padre bevesse molte caipirinhas o mojitos quando era giovane, cosa che invece sono solito fare io con i miei amici. Credo quindi che il dato vada visto sotto questo aspetto e credo basti andare in qualsiasi discoteca d'Italia per rendersi conto di come sono composti quegli 8 litri. Per il resto sono convinto anch'io che l'ordinanza servirà a poco, ma forse di una cosa si può essere relativamente ottimisti: qualcuno si è accorto che negli ultimi tempi si beve molto, anzi moltissimo! Lo dice uno che di anni ne ha 23 e non ha certo ambizioni paternalistiche. Concludo: se un modo c'è per limitare il fenomeno, lo si deve cercare in quell'effetto "parenting" che spesso manca dietro a quelle situazioni anche apparentemente normali di banale sballo adolescenziale.

  • LASCIAMO STARE MULTE E MANETTE, MEGLIO GLI INDENNIZZI
    Nome: AMSICORA  Data: 23.07.2009

    Vorrei, se possibile, rispondere a chi mi ha preceduto. 1- A chi invoca "Punitene 1000 per educarne 2000" (slogan vagamente inquietante) proponendo di sanzionare con "mirata crudeltà" (testuale!) ovvero multa di 2000 euro e 15 giorni di chiusura totale per il povero barista che commette il gravissimo crimine di...dare una birra ad un ragazzino. Singolare paese il nostro in cui si è ipergarantisti con dipendenti pubblici ladri e/o fannulloni, salvo poi essere forcaioli con gli odiati commercianti, che, almeno, fino ad oggi erano accusati solo di evasione fiscale e non anche di "spaccio di alcolici", per cui dovrebbero scattere addirittura le manette evocate da altri. 2- Vorrei ricordare che l'educazione dei figli è un compito della famiglia, non dello Stato (tantomeno del Comune). 3- Infine, a proposito di esternalità, vorrei chiedere al professor Persico: più che fare gli "sbirri fiscali" sui mancati scontrini, come chi evidentemente ignora l'esistenza degli studi di settore, i residenti delle zone della "movida" non potrebbero essere indennizzati economicamente dai proprietari dei locali per essere costretti a subire i disagi?

  • ordinanze antialcool: non servono
    Nome: mirco  Data: 23.07.2009

    Le ordinanze anti alcool o antiqualcosa in genere di solito contengono sanzioni di tipo amministrativo pecuniario e di solito sono molto bonarie con i gestori. Nel caso della vendita abusiva dell'alcool a minori dei 16 anni, è sufficiente l'art. 689 del codice penale.recentemente una sentenza di cassazione su un caso concreto ha confermato la condana di un barista per aver non solo venduto ma anche soministrato e qui sta la novità della corte, alcool ad un minore di 16 anni. Con questa sentenza d'ora in poi i baristi se hanno dubbi prima di vendere eversare alcol a giovani devono chedere la carta di identità e verificare l'età. altrimenti scatta la sanzione penale dell'art. 689 che presuppone la chiusura del locale.. Il resto le chiacchere, dei sindaci paternalistici.I giovani si educano con l'esempio e con la disciplina degli adulti non con i divieti. Se si sanzioneranno penalmente i baristi questi dibattiti su ordinanza si e ordinanza no spariranno con qualche barista in manette in piu, qualche locale in piu chiuso, la movida salva e i minori di 16 anni ancora in casa.