
Nonostante la crisi peggiore del Dopoguerra, questo governo non ha preso finora decisioni di finanza pubblica. Se consideriamo i saldi netti, vediamo che il Dpef certifica che non ci sarà alcuna manovra per rilanciare l'economia o per migliorare i conti pubblici nel 2010. Ma ancor di più preoccupa l'assenza di una impronta riformatrice dell'esecutivo. Istruttivo in proposito il caso delle pensioni. Intanto, i conti vanno male. E la necessità di controllare la spesa pubblica dovrebbe essere una priorità. Non ci resta che sperare nella prima Decisione di Finanza Pubblica.
La auspicata manovra ritengo non arriverà mai fino a che rimarrà al governo Berlusconi e Tremonti. Non fa parte della cultura tremontiana (almeno a mio avviso) il concetto di intervento di Stato. Si lascia che l'economia giri da sola, augurandosi abbiano valore gli auspici di ottimismo, e non le si da alcun vero supporto.
I saldi non sono tutto, cio' che conta soprattutto é come vegono spesi i soldi, parità di saldi ci sono modi diversi di spendere: io potrei fare riforme che mi permettono di risparmiare in certi settori e reinvestire i risparmi in altri settori, pur mantendo i saldi inalterati, o sbaglio? Ci puo' essere una migliore allocazione delle stesse risorse che sia piu' efficace anche in termini di aiuti alla ripresa economica o per la copertura di maggiori ammortizzatori sociali. Il fatto che il programmatico sia uguale al tendenziale potrebbe essere spiegato in questo modo e il fatto di non intervenire ne per aumentare i saldi per una politica espansiva, ne di ridurli per migliorare in conti pubblici potrebbe essere dovuta proprio al fatto che nelle condizioni di debito pubblico in cui siamo non possiamo aumentare la spesa pubblica ma neanche diminuirla per non deprimere ulteriormente la crescita. Occorrerebbe quindi fare un analisi piu' profonda della composizione stessa della spesa pubblica e di come il governo intenda o non intenda riqualificarla e modificarne la composizione interna. E' chiaro che quando il PIL decresce, anche i saldi peggiorano.
A questo governo non si può nemmeno fare opposizione. Non sta facendo nulla. Qualche bel proclama, quello si, ma nulla di più.
L'incomprensibilità delle scelte di finanza pubblica e di contrasto alla crisi sono la cifra del governo. Don Abbondio quanto al controllo della spesa pubblica; don Rodrigo con chiunque faccia una qualche consideraione sensata; e grida per vendere come mirabolanti le iniziative assunte inutili quando non pro-cilcihe come la fantamagorica finanziaria pluriennale. Ed osceno il richiamo alla funzione di ammortizatore sociale assunta dalle famiglie per giustificare l'indegna assenza di normative decenti. O forse dobbiamo aspettare che ci pensi 'papi' sfornando qualche altro miracolo?
Le considerazioni (giustissime) degli autori sono addirittura benevole, se pensiamo che il Dpef di quest'anno non è stato di fatto presentato alle parti sociali e alle Regioni e gli enti locali (è questo il federalismo secondo Tremonti?), contiene i soliti "artifici" contabili come la evidente sottostima nella caduta del Pil nominale (basta confrontare le stime PdS, Ruef e Dpef per rendersene conto) e non dice una parola che è una sul sud, come se quel pezzo d'Italia e i suoi problemi non ci fossero. E che dire di un quadro macroeconomico che prevede una ripresa "lenta e non stabile" del commercio mondiale mentre invece l'Italia ripartirebbe miracolosamente al 2% l'anno, a partire dal 2011, pur in assenza di una ripresa dell'occupazione (sono le cifre e le stime del Dpef, non delle opinioni). Purtroppo, cambiare documento, da Dpef a DFP, cambierà poco. Bisognerebbe cambiare qualcos'altro. Ma temo che non sarà semplice, ne' indolore, ne' rapido.
Ma quanti comuni mortali si interessano di queste questioni che ricadranno sulla gobba dei nostri figli e generazioni future? Tutti sono distratti dalle porcherie del primo ministro, anche quelle pagate da noi. Chiedo scusa se il rimbrotto non è proprio pertinente, ma è così.
mi chiedo perchè uno scritto così terso ed analiticamente fondato non abbia ricevuto un commento. Tutti in vacanza? Non credo, Cose del tutto risapute, rimasticature? Neanche.La realtà è che v'è poco o nulla da aggiungere. Il compianto Walter Cronckite avrebbe tipicamente concluso "that's the way it is". La simulazione - non quella di tipo econometrico! -è l'arte di questo governo. Usque tandem...
In caso di recessione è meglio non intervenire: anzi, dal momento che le entrate diminuiscono servirebbe una decisa riduzione della spesa pubblica. Ancora più decisa di quanto si potrebbe fare nel caso in cui ci fosse ancora una politica monetaria "locale": alzare i tassi di interesse per eliminare la distorsione precedente basata su tassi più bassi di quelli dati dal livello di risparmio. La recessione pulisce gli errori, gli stimoli (che nel pensiero economico attuale sono pari alla moltiplicazione dei pesci e dei pani del vangelo) rallentano questo processo e introducono ulteriori distorsioni nel sistema produttivo ed economico. Se bastasse espandere il credito e se davvero i deficit di governo aiutano allora avremmo già la soluzione di tutti i nostri problemi, vivremmo già nell'età dell'oro. La mancanza di una solida teoria del capitale della scuola keynesiana (che domina ormai dagli anni trenta) ci farà commettere sempre gli stessi errori.
Ho ascoltato la conferenza stampa dedicata dal ministro Giulio Tremonti al DPEF e non ho capito alcune considerazioni esposte dal ministro. In particolare Tremonti ha sostenuto che le pubbliche amministrazioni (stato ed enti locali) devono ritardare il pagamento dei loro debiti verso i fonitori perchè altrimenti l' indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche verrebbe appesantito ulteriormente.Avevo sempre pensato che l' indebitamento netto fosse calcolato per competenza e non per cassa . Cosa c'entra il pagamento delle fatture con la spesa deliberata e consumata dalle AA.PP. ? In seconda istanza non capisco come funziona il patto di stabilità delle amministrazioni locali : in Piemonte, ma penso anche in altre regioni, alcuni imprenditori sono falliti perchè gli enti locali ritardano oltre ogni limite i pagamenti a causa del patto di stabilità . Ma il patto di stabilità non dovrebbe funzionare a monte e impedire che vengano approvate delibere di spesa per importi complessivi superiori a quanto consentito? Che regola è questa che consente di far eseguire i lavori e impedisce di elargire il corrispettivo a chi ne ha diritto?