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Commenti

FS RISPONDONO ALL'ARTICOLO DI BOITANI E SCARPA*

Categoria Infrastrutture e Trasporti, / Concorrenza e Mercati, Data 17.06.2009
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • RISPOSTA
    Nome: Federico Fabretti  Data: 11.01.2010

    La rete è di proprieta di Rete Ferroviaria Italiana che è 100% di Fs, la quale, a sua volta, è posseduta al 100% dal Ministero delTesoro. Anche Trenitalia risponde ad una analoga catena di controllo ma, al contrario di quanto afferma il lettore, e al contrario di quanto avviene ad esempio in Francia, da noi il materiale rotabile lo compra Trenitalia. Solo in taluni casi e laddove le regioni intendano farlo anche con i contributi che questi danno. in ogni caso, grazie 1) al risanamento di bilancio di Gruppo ottenuto nel 2008 con un anno di anticipo sui programmi annunciati; 2) alla ricapitalizzazione di Trenitalia, effettuta senza mezzi dallo Stato ma attraverso il conferimento di assett presenti all'interno del Gruppo; 3) ai nuovi contratti di servizio firmati con tutte le regioni (ad eccezione del Piemonte) della durata di 6 anni (più altri sei opzionabili), e 4) all impegno messo direttamente dall'attuale Ministero delle Infrastrutture e Trasporti in provvedimenti normativi e contributi finanziaria (500 milioni), Trenitalia ha potuto lanciare lo scorso settembre il maggior piano di investimenti in treni per i pendolari degli ultimi decenni pari a 2 miliardi di euro.

  • Hanno ragione sia FS che Autori di LaVoce
    Nome: GABRIELE  Data: 22.06.2009

    Senza semplificare troppo la cosa, ritengo che il nodo della questione siano regole che impongono alle Aziende operanti nei servizi di pubblica utilità di applicare ai clienti-utenti le cosiddette "tariffe politiche" il cui fine è quello di garantire un interesse costituzionalmente tutelato (es. Mobilità) facilitando, con prezzi sostanzialmente bassi, l'accesso di tutte le fasce sociali ai servizi pubblici. Rispetto a ciò esiste, però, un'alternativa basata su due elementi fondamentali: 1. Libertà tariffaria per le Aziende che potrebbero in tal modo fissare prezzi/tariffe coerenti con i costi di produzione del servizio pubblico (mi pare che oggi le tariffe coprano solo il 30-40-5 dei costi) 2. Detrazioni fiscali per gli utenti-clienti pendolari (proporzionati al reddito) al fine di garantire l'accesso di tutte le fasce sociali ai servizi pubblici. In questo modo, si potrebbero conseguire risultati importanti per tutto il sistema: a. Trasparenza nella gestione industriale e, conseguentemente, nei Bilanci delle Aziende (prezzi liberi e divieto di contributi/rimborsi dello Stato alle Aziende) b. Maggiore responsabilizzazione delle Aziende per la qualità dei servizi erogati (principale elemento che potrebbe giustificare tariffe più elevate) c. effetto redistributivo non indifferente (ad esempio, oggi per l’abbonamento della Metropolitana attualmente chi ha un reddito elevato paga lo stesso prezzo di chi ha un reddito minimo) d. emersione del servizio universale (ovvero delle zone geografiche dove il mercato non è sufficiente a garantire, con i suoi volumi, la copertura dei costi industriali) In questo contesto, lo Stato dovrebbe limitarsi a: - coprire i soli costi relativi al servizio universale “emerso” - monitorare l’applicazione delle regole concorrenziali laddove invece esista un mercato profittevole - avere il controllo esclusivamente delle Società “di Rete” (es. Rete Ferroviaria Italiana SpA) per garantire parità d’accesso e investimenti per lo sviluppo della Rete.

  • risposta
    Nome: pasquale  Data: 18.06.2009

    Ma se la rete è dello stato e RFI è finanziata interamente dallo stato quale sono le incombenze gravose che trenitalia deve affrontare per far funzionare il traffico passeggeri? E se il materiale rotabile viene acquistato dalle regioni e dallo stato ma trenitalia che servizio offre se non la sola remunerazione del personale di scorta e condotta dei treni, e dove sta il mercato? se essendo monopolita di fatto con il materiale già comprato, con i binari pagati dal contribuente chi non sarebbe capace a gestire le ferrovie? A proposito ma quante societa fanno parte del gruppo? E quanti dirigenti ne fanno parte in totale ai miei tempi si diceva che dove finiva la logica entrava la ferrovia oggi invece si privatizza i guadagni e si socializzano le perdite.... tutti buoni sarebbe bello vedere i bilanci di tutto il gruppo compreso TAV e Italferr SIS TAV