Non è del tutto vero che non esista qualche principio valido per prevenire le crisi finanziarie: vale ancora il principio, oggi del tutto trascurato, della divisione dei ruoli tra i partecipanti al mercato, specialmente gli intermediari. Se questi diventano anche emittenti in via ordinaria di titoli, come le banche di investimento in USA e da noi le banche tout court, è difficile poi controllare il loro operato. Il conflitto d'interessi reso sistemico finisce per minare la fiducia del risparmiatore-depositante, che diventa, piuttosto, forzosamente, cliente-investitore. Anche senza invocare lo Steagal-Glass Act qualcosa si potrebbe fare, se si volesse...
La SOX esisteva o no ?
Nome: Massimo MerighiData: 03.10.2008
Non concordo che la iper-regolamentazione sia un problema, negli US dopo i crack di Enron, Worldcomm, Adhelpi si è aperto gli occhi che le corporate non erano gestite per prevenire i rischi, allora fu creato il Sorbane-Oxley Act. Chiunque abbia esperienza lavorativa si sarà reso conto che sono cambiate procedure, fatti seminari, introdotte policy di firme etc. ect. Ma poi in realtà si è cambiato il modo di lavorare? Si è diventi maggiormente consapevoli dei rischi e dei loro effetti, credo di no. Per cui più che i iperregolamentazione bisognerebbe parlare di creazione di strumenti atti a prevenire il Moral hazard, altrimenti siamo da capo e solo qui sta la radice della mancanza attuale di fiducia.
Crisi e nuove regole
Nome: Silvestro De FalcoData: 02.10.2008
Forse le investment bank dovrebbero essere tenute separate dalle banche commerciali? Non propongo un nuovo Glass-Steagall Act tout court ma certamente è necessaria una seria analisi del mercato finanziario per capire chi fa cosa e per verificare se la specializzazione del lavoro in questo settore non sia la strada migliore da seguire. I subprime non scompariranno, così come non sono scomparse le obbligazioni ad alto rendimento (junk bonds) dopo il disastro delle casse di risparmio. Per regolamentarli la Federal Reserve non deve fare altro che stabilire un loan-to-value ratio per i mutui ipotecari compatibile con la sua stance monetaria, così come stabilisce i margin requirement per i conti titoli. Infatti così come all'origine del crollo del '29 ci sono stati margin requirement molto elastici, non sarebbe peregrina l'ipotesi che alla base di questa crisi ci siano stati mutui - compresi first and second mortgages - che complessivamente ammontavano al 100% del valore (inflazionato) dell'abitazione.
Quanta fretta... ma i dettagli contano eccome...
Nome: Massimo GIANNINIData: 02.10.2008
Quanta fretta ma dove corri, dove vai? Se ci ascolti per un momento capirai. Lui è il gatto ed io la volpe, siamo in società, di noi ti puoi fidar. .. Il gatto e la volpe sono personaggi reali (Paulso, Bush o altri). Il piano Paulson é passato da 3 pagine a 400: i dettagli non contano? E ancora non corregge l'origine vera del problema: l'indebitamento di chi ha comprato case. 700 miliardi non servono quando in un giorno di borsa se ne perdono molti di più. Una goccia nel mare. Prima bisogna cambiare le regole.
Non è del tutto vero che non esista qualche principio valido per prevenire le crisi finanziarie: vale ancora il principio, oggi del tutto trascurato, della divisione dei ruoli tra i partecipanti al mercato, specialmente gli intermediari. Se questi diventano anche emittenti in via ordinaria di titoli, come le banche di investimento in USA e da noi le banche tout court, è difficile poi controllare il loro operato. Il conflitto d'interessi reso sistemico finisce per minare la fiducia del risparmiatore-depositante, che diventa, piuttosto, forzosamente, cliente-investitore. Anche senza invocare lo Steagal-Glass Act qualcosa si potrebbe fare, se si volesse...
Non concordo che la iper-regolamentazione sia un problema, negli US dopo i crack di Enron, Worldcomm, Adhelpi si è aperto gli occhi che le corporate non erano gestite per prevenire i rischi, allora fu creato il Sorbane-Oxley Act. Chiunque abbia esperienza lavorativa si sarà reso conto che sono cambiate procedure, fatti seminari, introdotte policy di firme etc. ect. Ma poi in realtà si è cambiato il modo di lavorare? Si è diventi maggiormente consapevoli dei rischi e dei loro effetti, credo di no. Per cui più che i iperregolamentazione bisognerebbe parlare di creazione di strumenti atti a prevenire il Moral hazard, altrimenti siamo da capo e solo qui sta la radice della mancanza attuale di fiducia.
Forse le investment bank dovrebbero essere tenute separate dalle banche commerciali? Non propongo un nuovo Glass-Steagall Act tout court ma certamente è necessaria una seria analisi del mercato finanziario per capire chi fa cosa e per verificare se la specializzazione del lavoro in questo settore non sia la strada migliore da seguire. I subprime non scompariranno, così come non sono scomparse le obbligazioni ad alto rendimento (junk bonds) dopo il disastro delle casse di risparmio. Per regolamentarli la Federal Reserve non deve fare altro che stabilire un loan-to-value ratio per i mutui ipotecari compatibile con la sua stance monetaria, così come stabilisce i margin requirement per i conti titoli. Infatti così come all'origine del crollo del '29 ci sono stati margin requirement molto elastici, non sarebbe peregrina l'ipotesi che alla base di questa crisi ci siano stati mutui - compresi first and second mortgages - che complessivamente ammontavano al 100% del valore (inflazionato) dell'abitazione.
Quanta fretta ma dove corri, dove vai? Se ci ascolti per un momento capirai. Lui è il gatto ed io la volpe, siamo in società, di noi ti puoi fidar. .. Il gatto e la volpe sono personaggi reali (Paulso, Bush o altri). Il piano Paulson é passato da 3 pagine a 400: i dettagli non contano? E ancora non corregge l'origine vera del problema: l'indebitamento di chi ha comprato case. 700 miliardi non servono quando in un giorno di borsa se ne perdono molti di più. Una goccia nel mare. Prima bisogna cambiare le regole.