
Dietro il sistema dei subprime non c'è né una bolla né un eccesso di avidità, ma un meccanismo razionale sostenuto da aspettative euforiche sull'andamento futuro dei prezzi immobiliari. Ed è questo forse l'unico elemento effettivamente non razionale. Quando i prezzi sono crollati contemporaneamente in tutti gli Stati Uniti, si è verificata la realizzazione di un rischio aggregato, come tale non diversificabile. Travolgendo le compagnie assicurative che garantivano il funzionamento di tutto il meccanismo. E che per lo stesso motivo sono poi state salvate.
Ma vogliamo illuderci che l'economia sia una scienza esatta o che gli economisti abbiano più fantasia della natura? Gli economisti sanno spiegare, solo a posteriori quello che è successo ed interpretano il futuro sulla base dei loro modelli basati su assunzioni ed ipotesi a loro volta suggerite da eventi passati. Vorrei far notare che invece la natura non si basa su assunzioni ed ipotesi e che c'è sempre un cambio di variabile che spiazza il ragionamento. Ricordando le lezioni sui banchi universitari di economia politica ed i modelli non convenzionali, trovavo così buffo, che successivamente ad un evento che spiazzava i modelli esistenti, venissero elaborati nuove modellizzazioni della realtà che spiegavano il nuovo fenomeno, ma che venivano a loro volta spiazzate dal successivo evento non prevedibile (guardate la letteratura sui modelli riguardanti gli shock petroliferi). Infine, i mercati ed il loro operatori, in questo momento si stanno comportando razionalmente od irrazionalmente? Il panico è razionale o irrazionale, oppure è razionale tanto quanto lo è il fatto (intrinsecamente irrazionale) di credere che i valori immobiliari sarebbero cresciuti all'infinito?
Gary Becker nel suo blog ha ammesso di aver sottovalutato grandemente la crisi. "Although I admit to having greatly underestimated the severity of this financial crisis, I am confident that sizable world economic growth will resume under a mainly capitalist world economy. " Anche Tomaso Monicelli ha "grandemente sottistimato la crisi finanziaria" un anno fa (cfr. LaVoce, UNA CRISI ESTENSIVA, MA BENIGNA, di Tommaso Monacelli 28.08.2007) ma ancora oggi non l'ammette. Monicelli non me ne voglia, ma credo sarebbe veramente l'ora che gli economisti discutessero onestamente di ciò che realmente capiscono delle dinamiche economiche.
Egregio Professore, mi riallaccio al testo di VINCE del 2 ottobre (quello che portava l'esempio del tizio che decide di buttarsi dal 10° piano alle 8:30 calcolando che tutte le mattine si trovava a cadere sul camion che trasportava rifiuti) per esprimere una semplice considerazione: ma come è mai possibile che tutti possono essere predatori? L'equilibrio del mondo si basa su una quantità di "prede" il cui numero è di diversi ordini di grandezza superiore rispetto a quello dei "predatori": quando tutti vogliono fare i predatori, succede che si estinguono sia le prede, sia i predatori, ed il ciclo vitale si esaurisce. Con ciò voglio dire che per l'igordigia di certi soggetti (più furbi, o meglio, convinti di essere "più agili" degli altri), si è distrutto uno strumento che doveva essere al servizio della collettività. In sintesi, ciò che era stato spacciato come uno strumento "virtuoso", la cui "tossicità" poteva essere contenuta a livelli "fisiologici", ha raggiunto valori "patologici", fino a causare una pandemia che ha distrutto tutto il sistema. Con la complicità di tutti e grazie all'esistenza dei paradisi fiscali che vanno aboliti.
Condivido l'analisi fatta da Monicelli ma chiedo se non sia il caso di verificare l'impatto sulla finanza dell'aumento del prezzo del petrolio. Ogni anno si producono quasi 3 miliardi di tonnellate di petrolio (nel 2006 ton. 2.908.000.000) che corrispondono a ca. 20 miliardi di barili, negli ultimi 5 anni l’incremento del prezzo del petrolio è stato impressionante toccando a luglio (se non ricordo male) i 140 dollari al barile. Facendo un conto approssimativo (mi si perdoni la generalità) se nell'ultimo quinquennio l'utile è di $ 15 a barile salta fuori la colossale cifra di 1.500 miliardi di dollari. Questa somma enorme può aver avuto un effetto dirompente e lacerante sull’intero sistema finanziario. Si è voluto riversare sull’economia reale questa valanga di soldi ed in particolare sulla casa favorendo oltre il lecito la concessione dei mutui. Anche lo sconsiderato aumento dei prodotti agricoli, è il frutto di speculazioni e manipolazioni. Oggi i prezzi sono a livello del 2006. L'aggravamento della crisi coincide con la forte riduzione del prezzo del petrolio, è solo un caso?
Io avrei un’unica domanda, Ma il Sig. Greenspan e i Segretario del Tesoro tutti questi anni dove erano? Capisco che con il senno del poi pure io sono “bravo” pero qua secondo me mancano le colpe della politica. Prof. Solow ha ragione quando dice che sia nel 29 che adesso Presidente dei Usa erano 2 ricconi e Segretari del Tesoro due ex-banchieri. Eh be te credo se lasci assicurare questi tipi di derivati alle compagnie assicurative ovvio che le banche investono, tanto erano coperte da AIG, Fanndie May e Freddy Mac etc. Per me le colpe più gravi sono dei politici, che alla fine pagheranno meno di tutti.
Gent.mo Prof. Monacelli, così come altri lettori, dopo aver letto il suo chiarissimo articolo sui meccanismi del "disastro", mi sfugge il motivo in base al quale le famiglie non sono più riuscite ad assolvere ai loro obblighi nei confronti dei mutui da loro accesi. Infatti se le rate continuassero ad essere onorate, non capisco bene perchè il meccanismo si dovrebbe inceppare. Forse le rate sono aumentate in modo sproporzionato e le famiglie non sono più state in grado di pagarle. Ma se questo è il motivo, perché le rate sono aumentate? Forse che il crollo del valore degli immobili ha determinato anche (per qualche "perverso meccanismo") un aumento delle rate? Da tutti questi "forse" si capisce che sto "tirando al buoi". Le sarei molto grato se mi volesse "chiudere il cerchio".
Studio Economia Aziendale e volendomi informare per costruirmi un opinione valida su questa crisi che sta scovolgendo i mercati, non potevo trovare miglior sito e migliore articolo di questo. Ringrazio oltremodo la chiarezza e la competenza del professore Monacelli, grazie al suo articolo ho potuto capire molte che prima non avevo chiare.
Nella situazione che lei ha descritto molto bene trovo che ci siano al contrario di quello che lei dice: "non un eccesso di avidità o di mancanza di etica, ma un meccanismo razionale" dei grossi problemi di etica, peraltro facilemente individuabili: 1 - se dice che il problema potrebbe essere la sbagliata regolamentazione delle agenzie di rating, non vedo come possa essere eclusa l'etica dalla questione, visto che addirittura si mette in dubbio la correttezza della legge in vigore, tanto da volerla cambiare. 2 - i tassi di interesse (che sono stati tenuti bassi e hanno amplificato il rilascio del credito), sono regolati da persone fisiche, per le quali non esiste alcuna garanzia sulla moralità delle loro azioni.
1) La crisi del mercato immobiliare determina un calo del valore delle garanzie rispetto a quello dei crediti garantiti. Ma se chi ha sottoscritto il mutuo continua a pagare cos'è che fa saltare il sistema? perchè la banca dovrebbe fallire? c'è effettivamente stato un incremento di fallimenti? o forse non sempre c'era un'ipoteca a garantire il mutuo? 2) l'autore dice " Se lungo la catena Abs le banche di “tipo B” sono molte, ed erano molte nel mercato finanziario americano, ecco che l’operatore assicurativo che garantiva il funzionamento del sistema si trova a far fronte a una richiesta di copertura rischi fuori controllo" qual è il ruolo esatto dell'operatore assicurativo? coprire la differenza fra valore della garanzia e valore del credito al momento del fallimento? il fatto di dare rating elevati a titoli che non ne avevano le caratterische (mi rifaccio a quanto detto dai telegiornali) è colpa di questi operatori?
L'articolo è fatto molto bene e spiega esaurientemente il problema dei mutui. Ma i mutui sono soltanto una delle cause, secondo il mio parere, della crisi che sta travolgendo tutte le economie. Dietro questa crisi ci sono grandissime responsabilità delle banche nelle figure dei manager che le gestiscono. La chiamano finanza-creativa, fatta di contratti aleatori, di cartolarizzazioni di prestiti e mutui infilati nei titoli più disparati, venduti poi a fondi d'investimento che non sanno neppure quello che comprano, fatta di derivati, di futures, di swap e chi più ne sa più ne scriva. Se si trattasse solo di mutui sarebbe stato troppo semplice, sarebbe bastato, mi passi la battuta, fare come il governo italiano, dare la possibilità a chi non pagava le rate di rinegoziarli in qualche maniera. Controlli ? Quì in questo mercato globale impazzito non si riesce a controllare più nulla, purtroppo.