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ASPETTANDO LA RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI

di Tito Boeri, Categoria Lavoro, Data 01.10.2008

Sempre più immigrati compongono la nostra forza lavoro. Questo spiega come mai vi sono 300mila disoccupati in più rispetto allo scorso anno e al contempo è cresciuta anche l'occupazione. Ora è importante riformare il meccanismo degli ammortizzatori sociali. L'esperienza Alitalia insegna che, in Italia, solo una parte dei lavoratori riceve sussidi, mentre un'altra parte ne è totalmente esclusa.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Ammortizzatori sociali e mancata totalizzazioni per pensioni di anzianità
    Nome: giuseppe brescia  Data: 19.11.2008

    Egr. Professore, Le scrivo dopo aver ascoltato a Radio Radicale le giuste osservazioni fatte da Lei in tema di ammortizzatori sociali e quindi essendo un lavoratore di 62 anni che a fine anno verrà licenziato perchè la Società Cooperativa di servizi per la quale lavoro a part time (840 euro mensili) chiude e all'età di cui sopra, da un punto di vista lavorativo, sono out; ora la soluzione sarà l'indennità ordinaria di disoccupazione!!! non essendo prevista, per la Società di cui sopra, né la cig né la mobilità. Eppure nel mio caso basterebbe, sempre in tema di equità, risolvere questa discriminazione che vado ad esporle, ponendosi nell'ottica di una doverosa parità di trattamento fra i lavoratori. Quando racconto di avere 62 anni con 35 anni di contributi versati, mi dicono: allora sei già in pensione? Ebbene no e sa perchè? Ho versato 26 anni di contributi all'Inps, circa 5 alla Gestione Separata Inps, come co.co.co. ed altri 4 ( periodo ante 1996 sempre come co.co.co. con richiesta di riscatto in corso ).

  • Messaggio
    Nome: salvo  Data: 30.10.2008

    Il reddito minimo garantito esiste in tutta l'europa anche in autralia da moltissimi anni,però in italia nemmeno si discute di questo argomento. Perché si deve tutelare il lavoro nero.

  • Disoccupazione
    Nome: Giovanni Volpe  Data: 11.10.2008

    Nel nostro Paese, tanti imprenditori, a parole, considerano la motivazione un fattore determinante per sviluppare un’azienda di successo. Per competitività intendono, compressione del costo del lavoro, invece di considerare l’innovazione organizzativa e tecnologica. Per fronteggiare la disoccupazione è necessario incrementare gli stipendi e le pensioni medio-basse e concedere una indennità ai disoccupati (in linea con gli altri Paesi europei più democratici e civili del nostro). Inserendo nelle imprese e nella P.A. i lavoratori over 45, incredibilmente discriminati, detentori di grande esperienza e professionalità. Ai lavoratori, impiegati e knowledge workers, per svolgere le mansioni giornaliere sono sufficienti in media 6 ore. La Francia, da anni ha inserito le 35 ore con risultati positivi per la produttività, l’organizzazione del lavoro e l’incremento degli occupati. Zygmunt Bauman, che nel suo libro “La società sotto assedio”, afferma: ”Il modo in cui si vive diventa la soluzione biografica a contraddizioni sistemiche”. Meno TV e più letture di libri, più scambi di idee con amici e nuovi conoscenti, maggiore partecipazione a tutte le iniziative che la costituzione e le nostre coscienze condividono.

  • 7 anni anche agli insegnanti?
    Nome: marco de rossi  Data: 05.10.2008

    Brunetta sta eliminando qualche decina di migliaia di operatori della scuola (che notoriamente in Italia non vola..), saranno applicati 7 anni di mobilità al 80% anche a loro? E poi ai prossimi esuberi del settore sanità pubblica? Si tratta solo di sporche manovre politiche per indebolire la base del centro sinistra, scuola e sanità, e mantenere quella del centro destra, piloti e assistenti. Il problema poi non sono i sussidi ma la mancanza di posti di lavoro. I fattori della produzione: capitale, strutture, know how, sono stati trasferiti nei paesi dell'est e dell'asia dove il fattore mano d'opera non manca e costa e pretende molto meno di quello occidentale. Con il debito che ci ritroviamo i sussidi di disoccupazione urbi et orbi non ce li possimo permettere, ovvero ci si potrebbe anche indebitare in previsione di una eventuale reversibilità degli investimenti strutturali in occidente, ma chi spera?

  • erito e mercato
    Nome: gioegio  Data: 05.10.2008

    Basta con questa mistificazione gigantesca. Merito e mercato non c'entrano nulla l'uno con l'altro. "Io sono un sostenitore del merito e sono perfettamente d'accordo che ognuno venga retribuito in base alla responsabilità e difficoltà insita nel suo lavoro, ci mancherebbe!" Falso. Il lavoro è retribuito in base al valore *sociale* che non è minimamente collegato a fatica, impegno e complessità del compito. Questa faccenda del merito associato ad ogni cosa e citato ogni 3 per 2 è davvero populismo da 4 soldi.

  • Amortizzatori
    Nome: DDPP  Data: 05.10.2008

    Sono direttore del personale di aziende private da molti anni. Come molti colleghi ho partecipato alla vita delle associazioni industriali. Ho partecipato alle contrattazioni nazionali e territoriali. A parte qualche episodio di intolleranza ideologica, i rapporti con il sindacato sono sempre stati corretti e sopratutto costruttivi. Nelle occasioni più conflittuali: chiusure di aziende, crisi aziendali, cassa integrazione, mobilità è sempre stato possibile trovare accordi nei quali si contemperavano esigenze dei lavoratori, ma anche il contesto complessivo dell'azienda. Osservando la vicenda Alitalia, mi è sembrato che l'attore sindacale non abbia mai tenuto in considerazione la sopravvivenza dell'azienda a lungo termine. Dietro le parole di rito: piano industriale, interessi del paese, si è sempre celata la conservazione degli interessi specifici di quei particolari lavoratori e del potere che da loro promana verso la rappresentanza sindacale. Un esempio: non sono riuscito in alcun modo a trovare in rete copia degli accordi integrativi di Alitalia. Ho chiesto ad un amico del ministero del lavoro mi ha detto che quei contratti sono visibili solo a livello di direzioni generali. Non so se corrisponda al vero, ma come cittadino sarei comunque interessato a prenderne visione. Da tutta questa vicenda promana un’aura di opacità e di sottobosco. Come potranno le nostre aziende ed i sindacati territoriali andare a discutere di mobilità o cassa integrazione per i dipendenti normali a mille euro al mese lordi come massimale se poi ad altri viene dato l’80% della retribuzione (e quale retribuzione quella di fatto, quella contrattuale o quella complessiva con le maggiorazioni?) per 84 mesi! Francamente avverto un profondo disagio come cittadino e come contribuente, se le parti che si ammantano degli interessi generali, Ministero del Lavoro (Welfare?) e sindacato non riescono raggiungere una sintesi che tenga in evidenza anche il resto del paese.

  • Gli ammortizzatori sociali-Welfare
    Nome: Rossi Guerriero  Data: 05.10.2008

    Io sono soltanto un operaio che ogni mattina si sveglia alle 6:00 per andare al lavoro. Tutto ciò che so di economia lo devo alle mie letture. Io so che i tipi di welfare si dividono in tre tipi: particolaristico, residuale, universalistico. Quello particolaristico è quello italiano. Esso eroga i sevizi di welfare soltanto a chi ricopre o ha ricoperto un lavoro. Esso è tipico dei regimi conservatori. Quello a cui si dovrebbe puntare è il welfare universalistico, tipico dei regimi socialdemocratici (Scandinavia). Per fare ciò, però, occorre un semplice ma difficilissimo cambio di prospettiva. Si deve capire che un welfare forte è possibile soltanto se tutti fanno il proprio dovere consentendo una drasticamente maggiore redistribuzione della ricchezza. I ricchi devono essere meno ricchi e i disonesti devono pagare le imposte.

  • Gli ammortizzatori sociali: anche questa una colpa dei sindacati?
    Nome: Gasil Cambrè Sensi  Data: 04.10.2008

    Mi pare ancora una volta eccessivo che ogni volta che si parla di lavoro e dei problemi dei lavoratori la responsabilità sia scaricata sul sindacato. Solo una lettura ideologica della attuale società può giustificare un atteggiamento di questo tipo. Il problema della riforma è urgente. Nell'immediato basterebbe solo controllare l'uso, corretto o meno, che se ne fa dello strumento: è utile ad attutire le ricadute sociali delle crisi o uno strumento di gestione del costo del lavoro?

  • La farsa
    Nome: salvatore  Data: 04.10.2008

    Continuiamo pure a fare elucubrazioni su come e perchè fare degli ammortizzatori sociali equi, ma ci dimentichiamo di considerare che chi dovrebbe governare, di destra di centro o di sinistra, non è altro che un insieme di politicanti controllati da mafia e camorra che devono costantemente pensare alla propria poltrona. Nel caso qualcuno dubitasse di questo, lo inviterei a considerare queste accoppiate: Berlusconin/Dell'Utri Veltroni/Bassolino Casini/Cuffaro. Ora vi faccio una domanda: pensate che con questi personaggi si possa andare da qualche parte? Se questa feccia non viene buttata fuori dal parlamento noi staremo a discutere di questi e altri problemi per altri 100 anni senza risolvere quello che, per esempio, in Spagna è risolto da tempo. E, nel caso pensaste che sono un maniaco antipolitico vi invito a leggere il libro "Il ritorno del Principe" e/o ascoltare http://ritornodelprincipe.dolmedia.tv/ Ultima domanda, dopo aver visto su RAI3 una trasmissione che ricostruiva alcuni fatti di mafia a Bagheria: che Paese è il nostro che dopo che è stato condannato Cuffaro a 5 anni questi viene portato in Senato da Casini? E Casini, fervente Cattolico, come lo collochiamo?

  • Cassa integrazione e ingiustizie
    Nome: Giacomo Dorigo  Data: 03.10.2008

    Premesso che a nessuno piace perdere il lavoro e finire in cassa integrazione e che non lo auguro a nessuno, trovo comunque che ci siano due ingiustizie in come viene gestita questa pratica. La prima è quella che fa notare il prof.Boeri nel suo articolo, cioè il fatto che solo i dipendenti di alcune aziende hanno il privilegio di poter accedere a forme di sussidio per la loro disoccupazione. La seconda è che con il meccanismo della cassa integrazione il sussidio corrisposto è proporzionale allo stipendio che veniva percepito prima di perdere il lavoro. Io sono un sostenitore del merito e sono perfettamente d'accordo che ognuno venga retribuito in base alla responsabilità e difficoltà insita nel suo lavoro, ci mancherebbe! Tuttavia mi pare fortemente ingiusto che i disoccupati, che sono tutti nella medesima condizione lavorativa, vengano discriminati in base alla loro storia passata.