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MA COS'E' UN'ASTA AL CONTRARIO?

di Sandro Brusco, Categoria Finanza, Data 30.09.2008

Il piano Paulson era basato sull'acquisto da parte del Tesoro di attività finanziarie per le quali attualmente non esiste un mercato, detenute dalle istituzioni finanziarie in crisi. Per riuscire a stabilire un prezzo per questi toxic asset, si prevedeva l'uso delle reverse auction. Come funzionano queste aste e quali problemi lasciano aperti?

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Reverse auction
    Nome: lucio  Data: 05.10.2008

    Logicamente le banche cercheranno di vendere i loro assets peggiori, tutti lo sanno e tutte le banche cercheranno di farlo e quindi abbasserranno i prezzi; ritengo che questo sia proprio lo spirito dell'asta il valore teorico è 100 mi piacerebbe prendere dal governo 50 per titoli che valgono 30 ma sono in concorrenza con altre banche quindi abbasserò le pretese fino al valore che moi venditori consideriamo corretto. In più se qualche banca è in crisi di liquidità dovrà disfarsi a 30 anche di titoli più buoni.

  • Randomizzare la selezione dei titoli ceduti?
    Nome: Bruno  Data: 04.10.2008

    Scusate se banalizzo, ma il problema di asimmetria infromativa non potrebbe essere risolto semplicemente stabilendo che una volta determinato l'ammontare dei MBS ceduti, la specificazione dei titoli che passano di mano non avvenga a discrezione del cedente ma sia effettuata selezionando casualmente gli assett in base ad un'estrazione di "ticker" associati ai titoli presenti nel portfolio del cedente? In questo modo si ridurrebbero fortemente i rischi di moral hazard senza dover inserire ulteriori fonti di incertezza (e di distorsione) nell'operazione di vendita.

  • Il mondo al contrario
    Nome: Massimo GIANNINI  Data: 30.09.2008

    Sicuramente l'obiettivo che si deve prefiggere ogni intervento a sostegno delle banche è quello di ridurre la leva finanziaria delle stesse. Ora questo sarà difficile se non si sa nemmeno che prodotti ci sono in circolazione e quali sono le loro caratteristiche e come sono strutturati. E proprio li è l'inghippo e l'origine della crisi, che pochi spiegano. Questi prodotti sono stati impachettati e passati di mano, assicurati o riassicurati, talmente tante volte che non si sa più quanti ce ne sono in giro e cosa sono. Si é perso il controllo. E' stato un po' come le girate di un assegno, che alla fine è finito a vuoto. Ricostruire i passaggi riconoscendo le caratteristiche di ogni security mi sembra un'impresa di Sisifo. Non sarrebbe meglio che le banche se la sbrighino tra di loro con regole ferre che impediscono l'effeto leva? Ci vorrà tempo, ma lo stato non può entrare in questi meccanismi d'asta, già, deve emettere i propri titoli, comprati in buona parte dalle banche stesse.

  • Reverse auction
    Nome: Gianni Mastrilli  Data: 30.09.2008

    Ritengo che in parte alcuni effetti negativi del "reverse auction" possono essere attenuati dando la possibilità alle Banche, che vendono i titoli, di avere (a pagamento) delle opzioni di riacquisto dei titoli medesimi, dopo un determinato periodo da concordare, ad un prezzo prestabilito. In questo modo le Banche, che vendono titoli con sottastanti mutui, a loro giudizio solvibili, hanno tutto l'interesse a vendere i titoli ad un prezzo anche più alto e nel contempo ad acquistare le opzioni di riacquisto; mentre, per i titoli che hanno un sottostante di mutui non solvibili, non hanno alcun interesse ad acquistare a priori le opzioni di riacquisto. Nel contempo il Tesoro, già a priori, ha possibilità di differenziare i prezzi dei "reverse actions".

  • Voto dei repubblicani
    Nome: Emanuele Pisaman  Data: 30.09.2008
    Una cosa che mi sfugge nonostante la sua semplicità: come mai a bocciare il piano al congresso sono stati i repubblicani mentre Bush ha ribadito la sua validità e importanza?
  • E' meglio diventare più poveri che restare falsi ricchi
    Nome: giuseppe provenzano  Data: 30.09.2008

    Alla fine è meglio così. Si sgonfierà la falsa ricchezza di carta che alimentava consumi smisurati, nella convinzione che più si consuma più si diviene ricchi. Paradigma, questo, che è stato alla base del più recente sistema economico-finanziario che oggi sta scoppiando. Più consumi, più ricavi per le imprese, più titoli di varia natura da collocare su di un mercato capace di "consumare" prodotti finanziari alla stessa stregua dei beni e dei prodotti reali. Perchè non stupirsi che il consumatore di jeans si sia riempito l'armadio di capi da € 500,00 l'uno e stupirsi, invece, che lo stesso, in veste di investitore, sia stato disposto a riempirsi il portafoglio di bond Armani pagati, anch'essi, € 500,00 l'uno? Poi, più jeans comprava più cresceva il valore del suo portafoglio, arricchendosi di jeans e di bonds. Che bello! Consumare ed arricchirsi insieme! Il nuovo uovo di Colombo. Ma così come il jeans sostanzialmente non vale nulla anche il bond, finanziarizzazione del jeans, non vale nulla. Speriamo che finalmenti si capisca con le cattive ciò che non si è capito con le buone.

  • Reverse action rendere lo strumento più punitivo
    Nome: luigi barberio  Data: 30.09.2008

    Va bene la reverse auction, ma per le banche che fanno le furbe, avendo le informazioni sulla qualità delle operazioni sottostanti ai toxic asset, prevederei soluzioni più punitive, ovvero la costituzione di penali a fondo perduto in proporzione alla qualità delle operazioni sottostanti. Se vogliono essere salvate devono accettare il pagamento di penali più chiare e ben dichiarate sin dall'inizio del gioco della reverse auction. Se la MBS andrà a buon fine rispetto al prezzo pagato la penale sarà restituita, altrimenti incamerata e rappresenterà il costo che le banche dovranno restituire alla collettività per il caos generato.

  • Qualche dubbio
    Nome: Alessandro  Data: 30.09.2008

    Non ho capito l'impostazione generale dell'articolo. Mi spiego: tutta questa operazione architettata dal Tesoro americano non serve proprio per togliere le castagne dal fuoco alle banche? E cioè lo scopo non è trasferire la "fregatura" dalle banche alla collettività? In quest'ottica mi sembra ovvio che le banche cercheranno di rifilare al Tesoro i prodotti peggiori (sempre che siano capaci di distinguerli dagli altri). Cosa mi sono perso?

    Risposta:

    Per come è stata presentata al pubblico l'operazione consiste nell'intervenire per riparare a una crisi di liquidità, non una crisi di solvibilità. Se le toxic assets in mano alle banche non valgono veramente nulla allora le banche vanno fatte fallire. Se la cosa si fa in modo ordinato non succede niente di speciale: la settimana scorsa è fallita Washington Mutual, il più grande fallimento bancario della storia, senza praticamente alcuna conseguenza di rilievo dal punto di vista economico. Quali fossero le reali intenzioni della Fed e del tesoro americano non lo so, ma l'operazione è stata venduta dicendo che c'è un problema di liquidità, che il prezzo delle toxic assets è ingiustificamente basso a causa di informazione asimmetrica, e che i contribuenti possono acquisire questi toxic assets e poi magari rivenderli facendo un affare. C'è da dire che molti elettori americani non ci hanno creduto, che è la ragione per cui i loro rappresentanti hanno affossato il piano.