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ALITALIA: CHI HA PERSO LA SCOMMESSA

di Michele Polo, Categoria Infrastrutture e Trasporti, / Informazione, Data 02.09.2008

Presentato come una scommessa vinta per il paese, il Piano Fenice sembra invece un vistoso passo indietro rispetto alla proposta Air France-Klm, fatta naufragare in marzo. La nuova Alitalia sarà un vettore incentrato sul mercato italiano, con un sostanziale monopolio sulla rotta Milano-Roma per la fusione delle attività con Airone. In più, l'intera operazione è caratterizzata da un bassissimo grado di trasparenza. Ma a suscitare preoccupazione è soprattutto il modo in cui i media hanno affrontato la questione.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Complimenti
    Nome: Isci  Data: 13.11.2008
    Forse il più bello articolo sull'Alitalia e personalmente quello che più associo al vero specialmente la parte sull'antitrust e sui media.
  • La cultura nazionale influenza l'economia
    Nome: Piero Torazza  Data: 19.09.2008

    L'analisi è molto utile come al solito, il cittadino non avrebbe queste info. Ora però l'accordo è saltato. Se interessa vorrei azzardare un'analisi della mentalità del "popolo" italiano: è la base di ogni altro ragionamento tecnico/economico. Provo a far finta di essere un marziano che osserva un dramma comico in 2 atti: 1) In primavera una parte fa saltare l'accordo Airfrance x fini elettorali, un danno da 3 miliardi: con il tifo dei propri fans e le critiche degli altri in minoranza; 2) A settembre parti invertite: non è più possibile tornare indietro, forse era meglio assorbire i 3 miliardi di danno (comunque vada in gran parte ormai "da pagare"), ma la controparte fa leva sui privilegi di alcuni e fa saltare tutto per rendere pan x focaccia (anche se in termini di immagine secondo me sarà un autogol: i mass media non ricorderanno il danno di primavera). IN SINTESI: il "tanto peggio tanto meglio" è bipartisan.. è cultura nazional-popolare. La vera 1° riforma non sarebbe politica o economica: sarebbe culturale. Manca il senso dello stato in quasi tutti.

  • Scommessa Alitalia
    Nome: aldo solimena  Data: 11.09.2008

    Non sono affatto sicuro che quei 125 € calcolati dall'Economist a carico delle tasche dei contribuenti saranno restituiti sotto forma di vantaggi per il sistema paese.- Al contrario, temo che siano solo l'aperitivo di ulteriori batoste (basti pensare al prezzo della tratta Milano-Roma in condizioni di monopolio, o la prennunciata quasi chiusura di Linate, sono le prime due cose negative che mi vengono in mente).- E poi sarebbe stato lecito aspettarsi una restituzione di soldi ai contribuenti, non questo ulteriore addebito, visto il costo per le tasche dei contribuenti che Alitalia ha già rappresentato negli ultimi 20 anni.

  • SalvaAGIO all'italiana
    Nome: Valerio Guerra  Data: 10.09.2008

    Alitalia è stata accompagnata al fallimento da un sistema politico che, come in tante altre situazioni italiane, non ha saputo né voluto eliminarne le inefficienze della gestione e, soprattutto, ha preferito perdere Alitalia piuttosto che Malpensa, non eliminando un hub che tutti i piani dei più grandi vettori internazionali hanno poi reputato inutile e che è costato circa 200 mln di euro di rosso all'anno ad Alitalia. Ancora oggi la Lega e Berlusconi, attraverso il piano Fenice, oltre a fare un regalo alla cordata arrabattata per questioni di immagine, promuovono una mini compagnia che garantisca maggiori garanzie per Malpensa e il monopolio sulle principali rotte italiane. Il tutto, come sempre, sulle spalle degli italiani, a cui poco importa se l'operazione costerà oltre 2 miliardi di euro e quasi 5.500 esuberi in più, saranno sicuramente più curiosi di seguire i prossimi emozionanti spot elettorali.

  • Alitalia
    Nome: Fabrizio Arbasino  Data: 09.09.2008

    Egregi Signori, il sottoscritto è un semplice libero professionista (avvocato) di Voghera, con la forte sensazione di patire, paradossalmente, un "rischio" di impresa assai più forte di molti concittadini che posseggono la fama di essere grandi imprenditori (sempre più spesso finanzieri se non addirittura speculatori). Gli Italiani, forse, anche nel caso Alitalia, avranno solo quello che si meritano. Mi domando se nell'interesse del contribuente e del Sistema Italia il fallimento di Alitalia potrebbe essere più auspicabile rispetto al Piano Fenice.

  • Si continua a guardare prima ai conti e poi all'Economia
    Nome: Claudio Giudici  Data: 07.09.2008

    Il caso Alitalia non può essere valutato in termini primariamente contabili e finanziari, ma primariamente strategici. Alitalia a maggior ragione, ma invero ogni azienda, non è una cellula a sé stante da guardare come si guarda un monolite; essa rappresenta parte del fulcro di un indotto che si chiama economia italiana e che si compone degli alberghi, dei bar, dei taxi, dei negozi, delle industrie, ecc. che poi avranno contatto con quei forestieri. Ciò vorrà conseguentemente dire maggiori entrate tributarie per il nostro erario. Dunque, quei 125 euri gravanti su ogni cittadino, calcolati dall’Economist, rientreranno moltiplicati (per quanto il sistema sarà in grado di rendere dinamico ed efficiente il complesso delle relazioni economiche) per il circolo virtuoso dell’economia nazionale. Anche nella prospettiva dei megaflussi previsti per il prossimo decennio da Cina, India e Russia, i francesi avrebbero avvantaggiato il mercato italiano o quello francese nel caso in cui Alitalia fosse diventata loro? Ed infine, perché la nazionalista Francia punta a rafforzare la propria compagnia di bandiera con l’acquisizione di quelle straniere?

  • Alitalia e i debiti
    Nome: Mario Lorenzo  Data: 07.09.2008

    Il tempo e gli errori del passato insegnano molto anche ai banchieri. In modo schematico: IntesaSan Paolo vanta dei crediti su Alitalia. Li recupera attraverso lo sdoppiamento tra bad company e CAI. I debiti li pagano i cittadini gli utili li intascano i "grandi industriali". Sbaglio o anche con Parmalat è stata fatta la stessa operazione ma in modo più brutale? Cioè, in quel caso si recuparono i crediti attraverso la vendita di azioni agli ignari investitori; adesso, nemmeno vendendo, ma obbligando tutti i cittadini ad "acquistare" una quota di debiti?

  • Alitalia
    Nome: francesco  Data: 06.09.2008

    La società intellettuale si indigna dell'accaduto: l'Alitalia è stata un'altra vittoria dei pochi sui tanti. I giornali, i giornalisti e gli intellettuali però manifestano posizioni critiche assolutamente inefficaci, non per la corretteza razionale delle argomentazioni, bensì per il modo in cui costoro fanno si che esse si diffondano e prendano piede all'interno dell'opinione pubblica. La vera colpa pertanto è di coloro i quali, padroni della conoscenza e della ragione, non spendono la propria vita a raggiungere risultati e si fermano, incapaci di agire, difronte alla complessità di questi deboli giochi di potere.

  • Il fallimento alitalia
    Nome: Alberto  Data: 05.09.2008

    Dopo la legge sulle immunità per le tre più alte cariche dello stato, il decreto alitalia è il più vergognoso provvedimento preso da questo governo. Senza essere esperti di economia, come del resto non lo sono nemmeno io, tutti possono capire che sia il paese, sia lo stato sia, la compagnia aerea hanno perso con il nuovo piano fenice rispetto a quello Air france-KLM. Infatti Alitalia sarebbe entrata nel più grande gruppo aereo europeo e non sarebbe diventata una piccola compagnia regionale che non riuscirà mai a ritagliarsi uno spazio nel competitivo mercato aereo europeo. Inoltre gli esuberi saranno molto maggiori rispetto al piano di Spinetta, il piano industriale è chiaramento meno ambizioso (perdiamo l'hub nazionale), e inoltre i debiti verranno pagati dalla collettività mentre Air France li avrebbe pagati interamente di propria tasca, senza mettere le mani nelle tasche degli italiani (come ama dire qualcuno!). Il governo ha dato prova di non avere rispetto delle norme di trasparenza e del libero mercato, ma di essere liberale solo a parole come ci si poteva immagianre dal governo di un quasi monopolista come Berlusconi!

  • Malitalia
    Nome: Rosella  Data: 05.09.2008

    Ma quando ci stancheremo di prendere mazzate dai nostri governanti? E per i danni che hanno provocato in anni e anni di malgoverno chi ci risarcirà?