
La vera emergenza della crisi finanziaria consiste nel riportare il capitale di base delle principali banche al livello indispensabile a ridare la fiducia sulla loro solvibilità. Le autorità di vigilanza usano tutti i loro poteri di moral suasion, ma finora la raccolta di capitale fresco segue a debita distanza l'emersione delle perdite. E ciò può rendere la situazione più grave dal punto di vista microeconomico. In Italia le necessità di ricapitalizzazione sono forse meno urgenti che altrove, ma prima o poi si riproporranno con forza.
Anche solo accennare alla relativa salute delle banche nostrane rischia di fuorviare. 1) l'industria del risparmio gestito è stata praticamente cannibalizzata (anglosassoni e francesi saranno anche spregiudicati col capitale, ma forse sono le condizioni di estrema competitività dell'intera industria finanziaria che li costringe); 2) l'industria in senso lato boccheggia da anni ed è estinta in molti settori strategici (nessun capo espiatorio, per carità, ma un po' di responsabilità l'avranno anche le banche, in un'economia come la nostra); 3) la qualità dei servizi è inversamente proporzionale alla resistenza contro ogni misura di apertura e liberalizzazione, che sempre più spesso sfocia in ripetute e arroganti violazioni di legge... prima di finire in politica, non è che forse di alcune banche (o della loro ricapitalizzazione) non si sente affatto bisogno? non è che Basilea 3, 4 e 5 non risolveranno né gli eccessi di finanziarizzazione (altrui), né il deficit di legalità/accountability (nostro), se prima non si ridisegna la regolamentazione degli incentivi (personali) ed un effettivo sistema di valutazione/sanzione delle condotte (personali) che ne conseguono?