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Commenti

DELL'ARABA FENICE E DI ALTRI OGGETTI IMMAGINARI

di Andrea Boitani, e Carlo Scarpa, Categoria Infrastrutture e Trasporti, Data 27.08.2008

I contorni del nuovo piano Alitalia non sono ancora del tutto chiari, ma i profili di fondo suscitano più di un interrogativo. I partecipanti alla cordata chiedono al governo una sorta di deroga antitrust per riprendere il controllo del mercato italiano. Ma dov'è il rilevante interesse generale dell'economia nazionale che dovrebbe giustificarla? Molto più evidente è l'interesse privato dei nuovi acquirenti. E cosa sarà dei debiti della compagnia accollati alla bad company? Si prospetta l'ennesima socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti (sperati).

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Alitalia
    Nome: maria alois  Data: 05.09.2008

    In aggiunta ai vari commenti vorrei solo far rilevare che di interesse economico o imprenditoriale nella cordata per l'Alitalia c'é ben poco: nessun imprenditore, con criteri imprenditoriali rischierebbe i suoi soldi in una simile impresa. 2 sono pertanto i motivi : 1°- non hanno "osato" mettersi contro Berlusconi, che avrà pure promesso eventuali contropartite; 2°- sperano ottenere in tal modo il lasciapassare da Bruxelles, per poi dileguarsi alla prima occasione, pagheranno gli innocenti e gli ingenui che hanno sostenuto con il loro voto tale governo.

  • Cavalieri bianchi
    Nome: Mario Di Gianni  Data: 03.09.2008

    Cari autori, chi sono i cavalieri bianchi che comprano Alitalia? Cosa vogliono in cambio? Da dove prendono i soldi? Ci sono nomi di perfetti sconosciuti che nel giro di pochi anni sono diventati miliardari e riescono persino a comprare la compagnia di bandiera. Da dove prendono le risorse imprenditori come Ligresti già pieni di debiti? Benetton i soldi li prende dai nostri pedaggi sulle autostrade come sappiamo. L'armatore Aponte chi è? Sono domande semplici per le quali vorremmo una risposta esauriente e semplice.

  • Le mire di Air France
    Nome: andrea  Data: 03.09.2008

    Sono allibito da chi non riesce tuttora a comprendere le motivazioni che aveva Air France nell'assumere il controllo totale di Alitalia. Si leggono su questo sito frasi assurde come "comprare Alitalia per chiuderla". E perche' avrebbe dovuto chiuderla, quando bastava controllarla? Il punto era (ed e` tuttora, perche' il pericolo di colonizzazione del nostro spazio aereo non si e` certo allontanato) decidere a Parigi le rotte del turismo mondiale in Europa, che non arriva certo in treno. Volare (anche con aerei Alitalia) da Mosca a Nizza, piuttosto che a Genova o Venezia. Collegare le zone ricche d'Italia con i luoghi di vacanze in Francia, non viceversa. E non solo il turismo ne sarebbe stato colpito. Quei contratti industriali ad altissimo livello in cui l'Italia compete con la Francia, come assicurarli con rotte e voli decisi dai nostri concorrenti? Se proprio si deve vendere, almeno si venda a una compagnia davvero pubblica, che pensa solo a far soldi. Non a una compagnia dove domina uno Stato che e` il piu' accanito nostro concorrente in tutto. Spinetta non e` un santo e se voleva comprare Alitalia con tutti i suoi debiti, le sue buone ragioni ce le aveva.

  • Ottima idea
    Nome: Giovanni  Data: 02.09.2008

    Non ho mai evaso un euro in vita mia, ho sempre pagato le multe auto, il canone RAI ed i bolli auto sempre in tempo ecc. ecc. Ma ora ho deciso che i circa 1000 euro che gravano sulla mia famiglia come quota del debito alitalia li detrarro' dalle tasse, una maniera la trovo. Mi dispiace pei i dipendenti che non lo potranno fare.

  • Un altro conflitto di interessi
    Nome: Giuseppe  Data: 02.09.2008

    Mi ha molto stupito lo scarso interesse destato, anche fra i critici più accesi dell’accordo, da uno dei suoi risvolti per me più scandalosi. Poco o niente sulla stampa e, qui sopra, solo uno dei commenti, a firma Agostino, tocca come si deve l’argomento. Mi riferisco al pesante conflitto di interessi in cui si trovano gli “immobiliaristi” membri della cordata. Ma i lucrosi affari che s’intravvedono per questi “salvatori” proprio nel settore immobiliare (opere pubbliche connesse all’attività della compagnia, dismissione di aree areoportuali appetibili per speculazioni, prime fra tutte quelle di Pianabella-Fiumicino) sono cose enormi, che dovrebbero aprire gli occhi ai ciechi. E non dico niente, perché è ancora presto per farlo, del “fuori sacco” verosimilmente promesso dal governo in cambio del patriottico intervento. Purtroppo, chi sa perché (forse, la butto lì, perché possiedono anche giornali), dei traffici di quelli che una volta erano i palazzinari si parla sempre meno. Rinvio, in merito, ai due soli articoli che ho presenti: http://www.eddyburg.it/article/articleview/11829/0/38/ http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=57895

  • La bad company non sara' quella dei nuovi azionisti?
    Nome: Francesco Silva  Data: 02.09.2008

    Credo che sia doveroso da parte di tutti noi, compresa Lavoce, tenere sotto i riflettori le mosse dei nuovi azionisti sui loro mercati gia' protetti o da proteggere ancor di piu' (e quelle del governo nei loro confronti). A parte quanto scritto su Intesasanpaolo, osservare le nuove rendite di cui gli altri potranno beneficiare, e anche le mosse di Calaninno/Piaggio.

  • Alitalia, AirFrance-KLM ed il turismo in Italia
    Nome: Giovanni S.  Data: 02.09.2008

    Per quelli che si ostinano, anche su questo sito, ad insistere con la corbelleria che AirFrance-KLM avrebbe comprato Alitalia per chiuderla ed affossare il turismo italiano a vantaggio di quello francese, voglio ricordare che chi gestisce una compagnia aerea in modo profittevole (e certamente tra questi è Spinetta, di AF-KLM) quando apre o chiude una rotta lo fa perchè c'è o non c'è domanda di traffico da parte degli utenti, non per far contento il governo francese e danneggiare l'Italia. Ma davvero c'è chi crede a 'ste baggianate? Ma avete idea dei flussi turistici che arrivano in Italia e tramite quanti vettori diversi da Alitalia ed Air France?.. evidentemente no. Al solito si confonde la causa con l'effetto: i problemi del turismo in Italia sono di competitività di questo settore rispetto all'offerta di altre nazioni, non certo legati all'esistenza o meno di Alitalia. Se il turismo tira (la causa..) le compagnie aeree crescono (l'effetto..): non viceversa!

  • Alitalia
    Nome: agata pisin  Data: 02.09.2008

    In questi giorni, nei quali si dibatte di questa torbida-chiarissima-ridicola vicenda Alitalia, strutturata con un piano imprenditoriale economico-finanziario da studente della prima ragioneria e che ci riempirà di nuove tasse all'infinito, cosa pensa l'opposizione? A chiedere il voto agli immigrati.........mitico.

  • I costi per i cittadini dell'operazione Alitalia
    Nome: Beppe Gamba  Data: 02.09.2008

    Tra i numerosi, e spesso condivisibili, commenti su Alitalia non ho ancora trovato (per la pochezza dei miei mezzi, of course) una sola valutazione che tenti di stimare i costi procapite che il contribuente dovrà sostenere per i salvataggio della Compagnia e una comparazione dei differenziali di costo (se esistono) tra le diverse soluzioni, compresa quella da nessuno voluta del fallimento secco. E anche una stima dei benefici e svantaggi per i consumatori. Perchè se non sono un pendolare Mi-Roma o To-Napoli, devo sopportare il costo di una compagnia nazionale fallimentare? In assenza di queste valutazioni basilari, come fa un cittadino a prendere posizione? In base alla "italianità" della livrea degli aeromobili?

  • Alitalia
    Nome: taretrusco  Data: 01.09.2008

    I quotidiani di oggi, quantificano in un miliardo di euro, il costo degli ammortizzatori sociali,da utilizzare per il lavoratori "esuberanti" di Alitalia. Intanto c'è il problema, rispetto all'indotto di cui nessuno quantifica il costo, così come si sottace sugli effetti contributivi. Chi è posto in cassa integrazione o mobilità a diritto al riconoscimento dei contributi figurativi, calcolati sull'ultimo stipendio percepito. Forse nessuno saprà mai quanto pagheremo, in più per questa fittizia difesa dell'italianità che finirà sembra sempre nelle mani di AIR FRANCE, che rispetto alla proposta che aveva fatto avrà meno vincoli e meno costi.