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I CONTI CON LA BOZZA CALDEROLI

di Giampaolo Arachi, e Alberto Zanardi, Categoria Istituzioni e Federalismo, Data 19.08.2008

L'attuazione del federalismo fiscale non può prescindere dal problema della perequazione interregionale, per i forti divari territoriali del nostro paese. Qual è la posizione della proposta Calderoli sul tema? E' ancora troppo vaga per dirlo con precisione. Ma le stime suggeriscono che alcune Regioni potrebbero soffrire perdite non irrilevanti, mentre altre avere risorse in eccesso. E' perciò cruciale indicare regole chiare per la redistribuzione e definire un periodo di transizione. E affrontare la questione delle Regioni a statuto speciale.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Federalismo fiscale e capitale sociale
    Nome: Matteo  Data: 29.11.2008

    Una delle contraddizioni del sistema attuale e' che i governanti regionali hanno incentivi politici a migliorare la qualita' o la generosita' dei servizi (dagli elettori), ma nessun incentivo a farlo in modo parsimonioso. La spesa storica dimostra che in alcune regioni i gestori del servizio sanitario non hanno dovuto scegliere fra l'offrire un servizio di qualita' e abusare del servizio sanitario con pratice clientelistiche. In un regime di federalismo fiscale, i cittadini hanno una responsabilita' aggiuntiva nella scelta dei propri rappresentanti; il dovere di esercitare, attraverso la societa' civile, i media e il voto pressione e scrutinio sui governanti nella gestione dei servizi. In assenza di questo meccanismo politico, il federalismo perde la sua principale virtu'. Dato lo stato del sistema democratico di alcune regioni - in cui il candidato con agenda "riformista" rischia la vita - non e' chiaro fino a che punto i cittadini delle regioni oggi meno efficienti saranno in grado di esercitare adeguate pressioni a riallineare i costi e le prestazioni. Dare a elettori e societa' civile i giusti strumenti per esercitare scrutinio sara' centrale alla governance del federalismo.

  • Il declino del SUD
    Nome: Nicola Casale  Data: 14.09.2008
    Inutile che Berlusconi, con le chiacchere, cerca di rassicurare i meridionali sul federalismo fiscale e solo per tentare di mantenere i consensi, il federalismo aumenterà le distanze tra nord e sud, il nord sarà più ricco ed il sud più povero, allora passiamo direttamente alla fase successiva, la secessione, così accontentiamo i leghisti e non se ne parla più.
  • Molto in breve !
    Nome: marco tombetta  Data: 25.08.2008
    Non vorrei che la proposta calderoli sul federalismo sia della stessa qualità del porcellum.
    Risposta:

    La nostra valutazione generalissima è che la bozza del dl Calderoli, al di là di alcune scelte di fondo discutibili e di taluni profili tecnici da correggere, sia un interessante punto di partenza per la discussione, non radicalmente distante dalla proposta formulata dal governo Prodi nel corso della precedente legislatura.

  • Poche illusioni
    Nome: francesco  Data: 25.08.2008

    Che ci piaccia o no il Federalismo verrà fatto e verrà fatto dal Sig. Calderoli, il cui obiettivo principale è favorire chi lo ha supportato e chi gli ha dato il voto. E su questo poco potrà fare il ns presidente per il meridione, che con poche battute e qualche slogan ci rende tutti (noi meridionali) felici (vedi caso munnezza a Napoli). Detto questo come premessa, al di là di ogni illusione, e perdonatemi la franchezza, staremo a vedere in che modo verranno garantiti gli equilibri tra regioni così diverse e non ultimo in che modo ci tragheteranno dal vecchio al nuovo, cosa che al solo pensiero mi fà inorridire.

    Risposta:

    Il problema delle modalità di transizione dal vecchio al nuovo regime per le Regioni e gli Enti locali e' certamente il problema centrale dell'applicazione della riforma del federalismo fiscale. Tipicamente, i livelli di risorse che dovrebbero essere assegnati alle singole Regioni/Enti locali differiscono, come rilevato nell'articolo, in misura consistente dalle rispettive risorse storiche attualmente disponibili. Per evitare una repentina redistribuzione di risorse fra Regioni/Enti locali generalmente si prevede una fase di transizione sufficientemente lunga dal riparto storico delle risorse a quello teorico. Si tratta tuttavia di una soluzione che può incontrare forti resistenze politiche dal momento che la fase di transizione comporta in genere una riduzione delle risorse assegnate ad alcune Regioni/Enti locali, pur in presenza di risorse complessive eventualmente crescenti (la forte redistribuzione di risorse fra le Regioni che accompagnava la pur decennale fase di transizione per l'applicazione del d.lgs. 56/2000 è uno dei motivi che hanno determinato il blocco della sua attuazione). Una soluzione possibile è quella di utilizzare il nuovo regime non per ripartire le risorse complessivamente disponibili bensì solo quelle incrementali che si rendessero disponibili in relazione alla dinamica delle basi imponibile attribuite a livello decentrato.

  • I paradossi possbili di una riforma federale
    Nome: Roberta  Data: 22.08.2008
    E io che sono sarda, vivo a Roma e lavoro a Foggia dove dovrei pagare le tasse? Supponiamo che io le paghi nella regione di residenza, quali servizi mai potrei richiedere a quella in cui lavoro e alla cui economia "non" contribuisco?
    Risposta:

    La ripartizione territoriale delle imposte costituisce un problema assai intricato per tutti i sistemi di federalismo fiscale quando, come nel caso proposto, le molteplici manifestazioni economiche di uno stesso soggetto (la produzione del reddito, il suo impiego, la proprietà di cespiti che influenzano la propria capacità contributiva, ecc.) interessano territori differenti. In generale si utilizzano regole di ripartizione territoriale delle basi imponibile che devono fare i conti anche con l'effettiva disponibilità delle informazioni statistiche necessarie per applicarle. In particolare il ddl Calderoli prevede (con qualche ambiguità) che i tributi che hanno come presupposto i consumi devono essere attribuiti al luogo di consumo; quelli che hanno come presupposto la proprietà di un patrimonio alla localizzazione dei cespiti; quelli basati sulla produzione al luogo di prestazione del lavoro; quelli riferiti ai redditi alla residenza del percettore o al luogo di produzione del reddito.

  • Tasse e diritti
    Nome: Felice Di Maro  Data: 20.08.2008

    Premesso che il federalismo fiscale non potrà dare risposte sulla disparità delle aree geografiche che convenzionalmente vengono in generale indicate come Sud e Nord, ritengo che sia importante dibatterne gli orientamente in campo. Ma quali sono gli obiettiovi? Se il prelievo fiscale è considerato una tassa, questa dovrebbe continuare ad essere in proporzione al reddito o no? Oggi le tasse nell'insieme non sono in proporzione all'erogazione dei servizi sia di quelli minimi che di quelli legati alle aspettative dei cittadini che sonpo in funzione della crescita della società. Federalismo fiscale per che cosa? Per le opere pubbliche e per la sanità o anche per una erogazione di servizi di assistenza alla persona che magari non è più autosufficiente o che vuole elevarsi e non ha le risorse finanziarie per frequentare corsi di laurea o scule in generale? Non discutere anche dei diritti che sono sempre in divenire significa cambiare tutto per non muovere niente. Se si arriverà asd una legge di riforma del sistema del prelievo fiscale per legge vanno elencati gli obiettivi, e di crescita delle regioni e di quella di tutti i cittadini indipendentemente dalla loro residenza e domicilio.

  • Ma l'istruzione dov'è?
    Nome: Marco Esposito  Data: 20.08.2008

    Vorrei, se possibile, un chiarimento. Nella bozza Calderoli si dice esplicitamente che l'istruzione sarà tra i capitoli devoluti alle regioni, con perequazione al 100%. Nel vostro articolo si parla di istruzione ma non mi è chiaro se i relativi costi finiscono nella tabella. Secondo Bordignon, la nuova spesa delle 15 regioni ordinarie sarebbe di oltre 33 miliardi ma con spese procapite molto differenziate (si va da 535 dell'Emilia ai 1.008 della Calabria) per cui se si viaggia com'è giusto verso i costi standard le Regioni del Sud dovrebbe prendersi il compito di sanare anomalie che, immagino, si saranno stratificate nei decenni.

    Risposta:

    Nelle nostre simulazioni sul funzionamento del sistema perequativo riguardate le funzioni su cui dovrebbero riconosciuti livelli essenziali delle prestazioni si considerano soltanto le spese regionali per sanità e non quelle per assistenza ed istruzione che pure sono richiamate esplicitamente dal ddl Calderoli.

  • Federalismi Fiscale e IVA
    Nome: Michele Garulli  Data: 20.08.2008

    Una domanda: ha senso attribuire il gettito IVA ( e anche IRES) ad ogni singola regione? Se non mi sbaglio l'IVA viene versata all'erario dalla società nella regione dove ha la sede legale. In realtà viene pagata (cioè rimane a carico) dei clienti della società che ovviamente sono sparsi sull'intero territorio nazionale. Per esempio una catena di supermercati (con sede a Milano e negozi in tutta Italia) versa l'IVA a Milano ma l'imposta resta a carico dei suoi clienti in tutta Italia. Lo stesso vale per l'IRES semplicemente spostando la sede legale di una società da una città all'altra. In questi casi mi chiedo che senso ha parlare di federalismo fiscale?

    Risposta:

    La compartecipazione regionale all'Iva attualmente applicata viene ripartita tra Regioni secondo la distribuzione territoriale dei consumi di contabilità nazionale (di fonte Istat). Dato che la base imponibile dell'Iva non corrisponde esattamente ai consumi di contabilità nazionale si era tentato negli anni scorsi di rilevare in via sperimentale la ripartizione delle vendite dei soggetti Iva in Regioni diverse da quelle dove vi è la sede legale (vedi quadro VT della dichiarazione Iva).

  • Le Regioni a Statuto Speciale
    Nome: Fabrizio Favre  Data: 20.08.2008

    Mi interesserebbe se approfondiste in questo contesto la situazione delle regioni a Statuto Speciale. Inoltre mi è stato spiegato che normalmente il federalismo fiscale parte da una federazione di Stati che si crea e decide quante risorse destinare al governo centrale. Noi qui invece stiamo facendo il percorso inverso. Un percorso complicato (in termini tecnico-matematici più ancora che politici) e pericoloso, soprattutto per quanto riguarda l'unità statale. Qual è la vostra opinione in merito?

    Risposta:

    Il ddl Calderoli (come il precedente ddl Prodi sul federalismo fiscale) tratta in termini soltanto vaghi e generali la questione della riforma della finanza delle Regioni a statuto speciale (quanto discusso nel nostro articolo riguarda soltanto le Regioni a statuto ordinario). Si tratta di un problema di grande rilievo che dovrebbe essere affrontato non tanto negando (se ovviamente giustificato) il riconoscimento ad alcune Regioni di maggiori competenze di spesa rispetto alle Regioni a statuto ordinario quanto piuttosto "normalizzando" il loro sistema di finanziamento secondo lo schema generale previsto per le Regioni a statuto ordinario.

  • Proprio ora il federalismo fiscale?
    Nome: luigi zoppoli  Data: 19.08.2008

    Intanto, l'articolo ho bisogno di "sedimentarlo" per averne una miglior comprensione. Detto questo non per contrarietà al federalismo fiscale, ma in considerazione del contesto economici di crisi piuttosto pesante e della peculiarità italiana del ridotto potere d'acquisto di salari e stipendi, è questo un buon momento? Alcune regioni, è inevitabile, vedranno ridursi le risorse qualunque sia l'ipotesi che sarà adottata e questo non potrà essere privo di conseguenze sinergicamente negative e non solo nelle regioni deboli. In aggiunta a questo dubbio ritengo che l'anaisi del tema richieda anche la scelta di cosa e come si voglia fare per il mezzogiorno. Qualcuno, con sollievo, afferma tanto per lavarsene le mani, che ci sono i fondi comunitari. Ma il problema in quelle sfortunate terre non è mai stato quello delle risorse ma quello delle classi dirigenti. In ogni caso che il mezzogiorno debba essere zavorra o opportunità sarebbe davvero giunto il momento di deciderlo. E soprattutto di concretizzare una decisione chiara e trasparente.