
Si torna a discutere di riforma del Senato, ripartendo dal progetto elaborato dalla commissione Affari costituzionali nella scorsa legislatura. I senatori non saranno più direttamente votati dai cittadini, ma scelti attraverso un meccanismo di selezione indiretta all'interno dei consigli regionali e delle autonomie. La Camera avrà una netta prevalenza di potestà legislativa. Ma la nuova camera alta di federale avrà solo il nome. Mentre si rafforza, invece, il sistema dei partiti.
L'idea di una maggior responsabilita' e trasparenza anche fiscale delle realta' territoriali e' una buona idea; ma nel contesto istituzionale italiano, degradato dalla lottizzazione partitocratica, la riforma verra' inghiottita dal sistema che continuera' a generare i suoi ultracosti ed i suoi guasti, a livello centrale ed ancor piu' periferico. Se non viene bonificato il sistema partitocratico alla radice, le riforme rischiano di fare l'effetto di un ricostituente ad un malato cronico.
Mi sembra che quando non si hannno più argomenti il discorso sul senato torni a galla. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe di che ridere, è come montare su una utilitaria un motore di formula 1. A me sembra che il discorso debba essere affrontato in modo globale, nella sua intierezza, non per far piacere ad una minoranza o all'altra. Dando per scontato che se ci fosse etica e legalità non dovremmo affrontare tali discorsi da ombrellone ma assumiamo che il popolo italiano voglia fare una nuova esperienza istituzionale, il federalismo, che almeno lo si faccia con buonsenso, con la volontà e buonafede. Poi un senato così come proposto cosa rappresenterebbe? Già abbiamo un parlamento che rappresenta solo gruppi di potere che se a questo affianchiamo un senato avente le stesse caratteristiche cosa otterremo? A questo punto dovremmo riconsiderare il sistema di rappresentanza.
Prima di pensare alla riforma degli organi legislativi a carattere statale, bisognerebbe ridefinire territorialmente gli enti locali. Si potrebbe procedere alla riduzione delle regioni, all'accorpamento di entità municipali, per poi valutare la necessità o meno delle province come ente territoriale intermedio. Visto che le regioni potrebbero ricevere maggiori poteri sarebbe sufficiente abolire la Camera dei Deputati. Il Senato, con i suoi 315 membri divenire il nuovo organo legislativo nazionale, mentre l'idea Bundesrat, con un ottantina di membri, diverrebbe organo di rappresentanza delle autonomie locali. Lo so, è un sogno!
A mio modesto avviso, il nostro vero problema è l'infimo livello etico ormai raggiunto dalla società (prima) e dalla politica (poi) italiana. In queste condizioni, nessuna riforma potrà dare autorità e prestigio alla cosa pubblica nel suo complesso. Inutile cambiare il vestito: se uno è un galantuomo, tale resta, anche in braghe di tela, e viceversa, un delinquente in frac resterà sempre un delinquente. L'unica cosa da fare sarebbe quella proposta da mirco (abolizione di bicameralismo e cnel), cui aggiungerei l'abolizione delle provincie e delle regioni autonome, che sono delle vere e proprie macchine mangia soldi. Ma tutto ciò non è possibile, per i motivi di cui sopra. E allora, per favore, smettetela di prenderci in giro.
Questo federalismo non convince. Ma durante tutti gli anni in cui è stato proposto, mi sembra che si ritrovino all'ultimo momento con ancora aperti tutta una serie di interrogativi fondamentali. Un federalismo di nome, ma nei fatti? Quali saranno le logiche meritocratiche, le basi da cui partire e con cui capire le regioni virtuose e quelle spendaccione? E per quelle spendaccione quali sanzioni ci saranno? Senza un sistema severo, niente avrà senso. Il Federalismo mi preoccupa: vorrei davvero si potesse realizzare, in maniera intelligente e seria. Ma ciò che davvero mi spaventa è la riforma della Giustizia. Non è possibile che venga riformata da persone colluse con la Mafia, ex P2, spesso dai passati burrascosi e dal presente dubbio. Questo no. Ma siamo il Paese del Lodo Alfano, dove un Premier invece che dare il buon esempio, si prende con forza l'immunità non per i reati futuri, ma per quelli passati ed esterni alla funzione pubblica.
Sarebbe importante dare una svolta egualitaria come negli Stati uniti. Se il Senato deve rappresentare le Regioni perché non si assegna un numero uguale di senatori per ogni realtà locale. Questo porterebbe sullo stesso piano tutte le Regioni, obbligandole a lavorare per il bene comune e in modo plurale, senza battaglie inutili tra le une e le altre. Sarebbe necessario eliminare qualche Regione secondo questo schema. Non ha senso che esistano entità regionali al di sotto del milione di abitanti. Quindi: Trentino, Umbria, Basilicata, Molise e Valle d'Aosta devono essere annesse alle vicine con meno abitanti. Arriveremmo a 15 Regioni. 10 senatori per Regione e avremmo un Senato di 150 nomi eletti proporzionalmente da ogni elettore. Il territorio sarebbe ben rappresentato. Il Senato non dovrebbe assolutamente occuparsi del bilancio dello Stato ma dovrebbe legiferare per quanto riguarda materie locali e regionali. Questo dovrebbe avvenire all'unanimità, con incarico a vita. Dal mio punto di vista l'Italia non ha bisogno solo del federalismo ma di molti rovesci. Quando potremo vedere l'efficiente presidenzialismo!
Si faranno tante discussioni e tante parole verranno dette, ma quando si ha un parlamento così non si può andare lontano. Dietro ai principali partiti stanno mafia e camorra. Non permetteranno nulla. Il numero 2 del PDL è Dell'Utri (condannato a 9 anni) Il numero 2 dell'UDC è Cuffaro (condannato a 5 anni) Il numero 2 del PD (o il numero 1?) è Bassolino (sotto processo) Fate esercizio intellettuale ma se Veltroni non è stato in grado di defenestrare Bassolino vuol dire che Bassolino è troppo forte per Veltroni! Così non si va da nessuna parte. Solo chiacchere.
Sono d'accordo con la tesi secondo la quale il nuovo Senato sarebbe poco federale. D'altro canto non potrebbe essere federale un Senato di una Repubblica a carattere unitario e non federale come quella italiana.Tuttavia il nuovo Senato, in quanto eletto in parte dai Consigli Regionali e in parte dai Consigli delle Autonomie Locali, costituirebbe un passo in avanti verso la creazione di una Camera che, oltre a non essere più il doppione dell'altra Camera, darebbe finalmente più voce in sede nazionale alla realtà delle Regioni, dei Comuni, delle Province e delle Città Metropolitane, quali enti costitutivi della Repubblica, al pari dello Stato.
In Italia non serve un senato. Occorrerebbe abolirlo assieme all'abolilizione del Cnel. Al loro posto un organismo formato da rappresentanti del governo e delle autonomie locali (presidenti di regione e rappresentanti dei comuni e delle province come il president dell'anci ecc) per discutere e confrontarsi .Ma non esiste già una conferenza stato regioni?