
Il Parlamento approva la manovra economica depressiva del Governo, che prevede un ulteriore incremento della pressione fiscale, mentre ci sarebbe bisogno di ridurre le tasse sul lavoro per allontanare lo spettro di una recessione. L'unica novità di rilievo introdotta dal Parlamento è la misura sui precari che applica al mercato del lavoro il metodo seguito dal Presidente del Consiglio nell'affrontare i suoi problemi con la giustizia: si interviene sui processi in corso. Una manovra insomma che non da speranza. Mentre non si perde occasione per predicare la paura.
Quello che dovrebbe fare tremare i polsi di chi dovrebbe governare nell'interesse comune, opportunamente spinto da gente al limite dello stremo, è il livello dell'evasione fiscale di cui hanno relazionato in commissione finanze. Trecento miliardi annui (dicasi 300.000.000.000 di €). Nessuno ha battuto ciglio: 1- non ha battuto ciglio il governo che, gravando sul debito pubblico, e dunque sulle tasche di chi le tasse le paga tutte, garantisce la finanza piratesca che ci sta mandando in malora, 2- non ha battuto ciglio Tremonti e Berlusconi che affermano di non avere risorse per detassare le tredicesime, 3- non ha battuto ciglio la Marcegaglia che, mentre firma accordi separati con sindacati di governo, dice che bisogna dare sostegno alle imprese; imprese che di questa cifra (300 MLD di €) sono indicati come principali responsabili con la modica percentuale del 32% ovvero 100 MLD di euro annui. Perchè non finanziamo le imprese con la quota della loro evasione fiscale? 4- non dice nulla l'opposizione che pensa a cavalcare i grembiulini invece che mobilitare l'opinione pubblica per sanare questa mostruosità, 5- non dice nulla l'informazione presa a leccare il cosidetto al govern
Ricordatevi che il nostro debito pubblico è alto. Se non si taglia sui ministeri, riorganizzazione degli enti, "alta locazione dipendenti pubblici ecc..." oltre la media Europea non si trovano risorse da destinare alle famiglie. Tutte le politiche dove si è aumentato la pressione fiscale hanno gravato sulle imprese, poi sui cittadini difficoltà. Se aumentano le tasse sulle imprese chi ci rimette è il cittadino che poi va a pagare sempre di più.
Non sarebbe opportuna, anche, l'eliminazione di qualcuna delle imposte che gravano pesantemente, ad esempio, sulle forniture del gas e dell'energia elettrica; cosiccome di alcune delle miriadi di altre imposte e tasse che ci trasciniamo da decenni, nate magari come "temporanee"? Equivarrebbe ad una riduzione del costo della vita per tutti o, magari, per i più in difficoltà.
Mentre questo Governo se la spassa non si vede e non si parla per niente di rivalutare le pensioni ( dopo 40 anni di lavoro percepesco 849 € lordi ovvero 779 € netti costretto a lavorare ancora part-time per tirare avanti ) che sono decimate da un' inflazione ISTAT al 4,1% ma se guardiamo i bisogni dei pensionati l' inflazione reale cioè quella che comprende i beni di prima necessità è più del doppio. Per quanto riguarda lo sperpero di denaro nella pubblica amministrazione basta andare negli Ospedali dove il numero dei medici è pressochè uguale a quello degli infermieri, poi ci sono dei Direttori generali di ASUR che per aumentare ancora di più gli stipendi dei medici raddoppiano le strutture sanitarie senza nessun beneficio per gli assistiti. Terzo argomento le tasse che attuamente vengono pagate sono principalmente dei lavoratori dipendenti, perchè i lavoratori autonomi possono detrarre anche i SUV che prendono in affitto più tutti gli altri capitolati di spese che possono detrarre. Ci sarebbero tanti altri argomenti da trattare ma mi fermo e ringrazio per lo spazio concesso. Modesto Rosettani
Vero tutto quanto detto e scritto. Personalmente ritengo però che per il nostro paese ci siano altre prioprità. 1) Riforma delle P.a., (vero, la giustizia è a metà strada tra l'interesse particolare e generale) 2) Nuove regole per i mercati finanziari troppo opachi 3) Drastica riduzione delle organizzazzioni "mafiose" in genere. Concordo su una riduzione delle tasse per i soli redditi da lavoro dipendente in primis per poi riformare su nuove basi le regole di determinazione dei redditi ma solo dopo avere iniziato ad affrontare in maniera positiva (in termini di conti dello stato) le priorità di cui sopra. In fondo per ridurre le imposte sul lavoro dipendente basta una norma di 2 righe "dai redditi in corso dal 1.1.20..., l'aliquota passa al......%". Per il resto serve ben di più... e l'aiuto di tutti..!
Occorre ripensare la struttura fiscale del paese e le sue convenienze più o meno occulte, ripartendo "dal basso". Mi spiego con 4 esempi: (a) il reddito dei lavoratori dipendenti non dispone di alcuna flessibilità fiscale; (b) il reddito dei lavoratori autonomi è in misura crescente drogato da costi indetraibili; (c) il reddito d'impresa è penalizzato rispetto ai partner EU; (d) il reddito immobiliare è premiato in misura abnorme rispetto alle tipologie di reddito precedenti e rispetto agli altri paesi della EU. Si può motivare l'impegno di un paese in queste condizioni o solo quello di alcune caste? Una democrazia è molto più debole con un fisco così opaco. Grazie per il suo lavoro professore!
Grazie per il Suo articolo, Professore. Io penso che l'unico modo per avere una politica fiscale innovativa (se non addirittura una politica fiscale) è puntare su altre persone: se i politici ( e chi li consiglia) sono sempre gli stessi da anni, come è possibile un cambiamento di rotta? Credo che ci si debba chiedere anche qual è l'obiettivo di questa politica fiscale: è fine a sè stessa o punta al pareggio di bilancio entro una scadenza, come spesso promesso da Tremonti? Solo in base al raggiungimento di un obiettivo si può giudicare una linea politica... E se punta al pareggio di bilancio, la scadenza prevista può essere prorogata per prevedere anche idonee politiche fiscali anticicliche in vista della recessione?
Ocorrerebbe mettere un ufficio risorse umane in ciascuna delle PA. Assumere nelle PA a chiamata diretta, sulla base del solo curriculum e facendo in modo che il recruiter, reclutando una persona ci metta la faccia e risponda dell'assunzione. Tutto sitle azenda: avviso, deadline dopo un mese e colloquio dopo un altro mese. Eliminare i concorsi ove non c' è nessuno che risponde perle assunzioni, ove la prova scritta ed orale non servono a vedere se una persona è idonea (lasciamo che parli il curriculum - es: se una persona ha lavorato da Goldman Sachs per 5 anni dovrebbe dare fiducia alla PA ove si presenti e dovrebbe sentirsi offesa se deve fare un tema o una prova del tipo : "parlami di...). E poi i Italia in concorso è troopo lungo: bando nel 2008, prova scritta 2009, orale 2010, assunzione 2011. Nel resto del mondo funziona a chiamata diretta (provate ad andare in Inghilterra ove le PA si contendo i dipendenti e/o dirigenti migliori. Con questa ricetta, i nostri giovani pieni di curricula sostanziosi (masters, specializzazioni) si potrebbero muovere in maniera molto più veloce di quella attuale.
Da tempo sostengo che esiste un oceano tra il pessimismo e l'ottimismo, il realismo di coloro che analizzano il passato e il presente con la speranza nel futuro, nel cambiamento. Galbraith scrisse che una della cause della Grande Depressione fosse la cattiva distribuzione del reddito, sembra che il 5 % della popolazione ricevesse in quell'anno circa un terzo dell'intero reddito personale della nazione, in dividenti, rendite ed interessi. Robert Reich sul NYT scrive che l'unico rimedio duraturo è quello di accettare un più basso tenore di vita e le imprese adeguarsi ad un'economia di tono minore, dare ai redditi medio bassi più potere di acquisto e non solo temporaneamente, l'unico modo di mantenere l'economia nel lungo termine è quello di aumentare il salario minimo a due terzi degli americani anche se Amartya Sen ricorda..."Se è vero che gli individui in realtà, perseguono incessantemente e senza compromessi solo il loro ristretto interesse personale, allora la ricerca della giustizia verrà intralciata a ogni passo dall'opposizione di tutti coloro che abbiano qualcosa da perdere dal cambiamento proposto." Una ricetta per l'economia mondiale, forse un'Utopia!