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NAUFRAGIO AL GIRO DI DOHA

di Gianmarco I.P. Ottaviano, Categoria Internazionali, / Concorrenza e Mercati, Data 05.08.2008

Il negoziato del Doha Round è fallito non sulla questione dell'apertura "tout court" dei mercati agricoli dei paesi in via di sviluppo alle produzioni dei paesi industrializzati, né sulla riduzione dei sussidi agricoli europei ed americani. Il vero motivo del contendere era una la revisione del cosiddetto "meccanismo di salvaguardia speciale" per l'agricoltura. Vediamo di cosa si tratta e di chi è l'effettiva responsabilità di questo insuccesso del WTO. A cominciare dalle lobby dei produttori agricoli nei maggiori paesi industrializzati e nei principali paesi emergenti.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • MSS
    Nome: mat  Data: 18.08.2008

    Grazie per il suo articolo così efficace. In merito al MSS lei dice: "In un momento in cui l’emergenza globale che tutti sembrano sentire è quella degli alti prezzi delle derrate agricole, è difficile comprendere l’urgenza per Cina ed India di salvaguardare i loro mercati dall’invasione di importazioni a basso costo in grado di spiazzare le produzioni locali". Ho un piccolo commento: io avevo capito dai giornali che nelle intenzioni dei negoziatori di Cina e (soprattutto) India vi fosse l'obiettivo di utilizzo della MSS non per l'agricoltura ma per la manifattura (meccanica, automotive) con chiari intenti di protezione delle proprie infant industries. Resto sostenitore di un approccio di "negoziato a stadi", che partendo dalla dimensione regionale e finisca a Ginevra con un numero di negoziatori limitato (tra i 10 e i 20). Per questo, il WTO si dovrebbe regionalizzare prevedendo fisicamente delle sedi di negoziazione regionali dislocate in diversi continenti. Saluti e ancora grazie.

  • Da fallimento di Cancun a quello del Doha Round
    Nome: Mauro  Data: 08.08.2008

    Sulle sovvenzioni all'agricoltura (il negoziato "Doha Round"...) sussidiata, del cui fallimento se ne sta ri-parlando...dal 2003-4 dopo il fallimento di Cancun...per proteggere il 3% della popolazione in ambito rurale (i più benestanti, con politiche distorte!), con 2 sole eccezioni: Nuova Zelanda e Australia, per cui la protezione quasi azzerata ha avuto l'effetto di far crescere produzione e reddito degli agricoltori (ma guarda un po'!). Bisognerebbe dirlo anche alla Fiat che si avvia a bussare...(non basta la C.i.g.s. già in atto a Melfi?).

  • Liberalizzazione e gruppi di interesse
    Nome: stefano monni  Data: 06.08.2008

    Il fatto rappresentato nell'articolo in esame testimonia ancora una volta di più l'incoerenza di quei Paesi che a parole sono per il libro mercato e per l'applicazione generalizzata delle sue leggi, ma nei fatti poi risultano ostaggi dei diversi gruppi di interesse che, nella maggior parte dei casi, sono contro ogni forma di liberalizzazione ed apertura dei mercati. Nel caso specifico tali gruppi sono i produttori agricoli dei Paesi avanzati, domani sarnno altri gruppi di interesse che sfruttando i propri poteri di influenza sulle scelte politiche bloccheranno ogni tentativo di apertura dei mercati. Gli unici soggetti, al solito, che non hanno alcuna influenza sulle decisioni politiche sono i consumatori che, insieme ai produttori agricoli dei PVS, saranno quelli più danneggiati dal naufragio del Doha Round.

  • Imperdibile
    Nome: claudio  Data: 06.08.2008
    ...e che dire delle dichiarazioni del nostro ineffabile ministro che si è vantato di aver "salvato la nostra agricoltura" come se i nodi non fossero ormai molto vicini al famoso pettine?