
Le misure previste dal governo rafforzano e indeboliscono al tempo stesso l'edilizia pubblica. La scelta di vendere le case popolari agli assegnatari è solo apparentemente una soluzione per le difficoltà, anche finanziarie, degli Iacp. In realtà, la liquidazione del patrimonio e la convivenza forzata di proprietari e di inquilini che appartengono invece a fasce sociali problematiche finiranno per creare le premesse per l'ingovernabilità del sistema. Soprattutto nelle grandi realtà urbane, dove più acuti sono i problemi e maggiori i bisogni.
Sono assegnatario da 28 anni, sempre in regola con i pagamenti e come me ce ne sono tanti. mi pare giusto pagare per esempio 100 euro l'acquisto di una casa popolare quando è stata pagata la decima parte 30 anni prima con le sovvenzioni statali pagati per anni da dipendenti con stipendi fissi con tanti e famosi balzelli destinati per l'edilizia pubblica-piuttosto sarebbe da riformare gli iacp.
Io conosco per lavoro diverse realtà di case popolari nel triveneto. Sono realtà efficienti, che danno risposte alle emergenze abitative. Non metto in dubbio che a Roma, Napoli (ma anche Milano) la situazione sia grave, ma vi pare un buon motivo per svendere un patrimonio enorme per fare cassa? Vediamo di rendere efficiente la gestione: lotta alla morosità ed all'abusivismo (gli strumenti di legge ci sono!), sforzo economico e tecnico per le manutenzioni, accesso alle graduatorie anche per nuovi poveri (es. giovani precari), recupero veloce degli alloggi sfitti, quote di case popolari nelle nuove lottizzazioni (o nei recuperi urbani, tipo ex-caserme, ecc.). Se una cosa non funziona bene bisogna metterci mano e farla andare come si deve. Il Governo attuale, invece di portare la macchina in carrozzeria a farla riparare, la porta direttamente dallo sfasciacarrozze per incassare il valore dell'acciaio (se vendono gli alloggi al prezzo degli affitti attuali uno si comprerà la casa con 15 euro al mese, salvo poi non avere più un'euro per la manutenzione, quindi si creerà un degrado inimmaginabile, che finirà per costare alle casse pubbliche molto più degli attuali Iacp, Ater, Aler,ecc)
Conosco la situazione ATER (IACP) a Roma per motivi di lavoro .La situazione delle case popolari a Roma è semplicemente vergognosa. Accanto a nuclei familiari oggettivamente in difficoltà ci sono una moltitudine di persone con redditi piuttosto elevati, nota al pubblico, in grado di accedere al mercato privato: non esistono controlli sui redditi o sul mutato nucleo famigliare. una volta che ci si è insediati all'interno l'amministrazione latita e il rispetto delle regole base è nullo. Non è possibile modificare la situazione, tant'è che gli inquilini lo sanno e molti ristrutturano di pregio le abitazioni coscienti che mai nessuno potrà mandarli via e potranno tramandare l'immobile ai figli pagando, quando pagano, dei canoni sociali che erano fuori tempo persino quando era tempo (60€ al mese). Persone ormai sole che abitano in 100/120 mq , perché la legge dice che ogni membro della famiglia ha diritto ad una stanza. Bene la vendita degli alloggi, ma non la svendita; la possibilità di rivendere a prezzo di mercato appena 5 anni dopo provocherebbe un ingiusto guadagno alla faccia di chi si deve svenare per una vita per un tetto sulla testa, problema a Roma di una drammaticità enorme.
E' proprio così. la convivenza forzata tra inquilini e proprietari è anche di ostacolo alla manutenzione stessa degli alloggi e al risanamento delle aree degradate. Si è arrivato all'assurdo che per poter risanare zone in forte degrado si è dovuto indennizzare i proprietari e riassegnargli un altro alloggio. Gli Iacp non riescono assolutamente a garantire manutenzione e riscossione dei canoni degli alloggi. I controlli sui redditi e le morosità sono inefficaci e risentono anche della lentezza delle procedure di revoca delle assegnazioni, sopratutto quando in caso di ricorso finiscano in mano alla giustizia. La scelta delle vendita come già in passato si rivela una manovra improduttiva e anche iniqua nei confronti di chi deve accedere al libero mercato, dove si ritrovano gli alloggi pubblici precedentemente alienati e rimessi sul mercato.
L'autore ha pienamente ragione. La casa popolare è detenuta "come se" fosse in proprietà. Il tourn over è pressochè inesistente e la vendita è fatta a prezzi completamente fuori mercato. Io sono cresciuto in una casa popolare e in tutto il quartiere non sono mai cambiati gli occupanti nonostante redditi, composizione del nucleo ed esigenze fossero cambiate in più di trent'anni. Nel frattempo le case da nuove sono diventate fatiscenti senza nessuna opera di manutenzione.