
L'insieme dei provvedimenti fiscali finora adottati dal governo lascia sostanzialmente invariate le imposte per l'anno in corso e ne comporta un aumento netto tra i 3 e i 4 miliardi per il prossimo triennio. Dubbi sull'efficienza della Robin tax. Di sicuro, non redistribuisce ai poveri perché meno del 10 per cento del gettito atteso va nel fondo di solidarietà per i ceti meno abbienti. E solo per il 2008. Altri interventi sono invece in continuità con quelli analoghi assunti dall'esecutivo precedente, accentuandone però gli aspetti più discutibili.
Aldilà dei numeri, qualcuno ancora crede che uno o l'altro Governo possa risolvere i problemi di questo Paese senza passare per una strettoia comune e unica che è : "sangue", morte e dolori! Vorrei dire agli illusi del "federalismo fiscale che sistemerà tutto", dopo cosa ci sarà? Orde di "disperati" che dal Molise tentano di raggiungere l'Emilia Romagna in cerca di una vita migliore?Sarebbe da spiegare alle persone come si crea la ricchezza e già questo basterebbe per dissolvere in un attimo la barzelletta del Federalismo (compreso quello fiscale). Oppure basterebbe avere un pò di onesta memoria di questo Paese per valutare meglio il futuro. Ma le case senza fondamenta non si reggono, così come i popoli senza memoria non hanno futuro.
Sono gli azionisti delle grandi sorelle petrolifere? Prendiamo a riferimento il luglio 2007, quando il barile ha cominciato la sua corsa dai 70 ai 150 dollari il barile. Da allora l'ENI ha perso il 22% della sua quotazione al MI, Exxon Mobil e Royal Dutch Shell hanno più o meno le stesse quotazioni di allora, ma in dollari e sterline che si sono robustamente svalutate. Insomma alcuni "grandi petrolieri" non ci hanno mica guadagnato dal boom del barile. Lo stato invece tra le imposte che preleva in forma percentuale (ad esempio l'IVA) ha sicuramente rimpinguato il gettito fiscale senza spiegarci come lo ha destinato. Quindi: chi specula sugli speculatori?
Ho letto attentamente l'interessante articolo e devo ammettere che su molte questioni il mio punto di vista diverge in modo netto da quello delle autrici. Le misure in materia fiscale, attuate dal governo, abolizione dell'ici e dettassazione degli straordinari sono misure positive ed efficenti. Ritengo che la completa abolizione dell'ici sulla prima casa sia un'importante agevolazione per le famiglie italiane, in primis le meno agiate. La detassazione degli straordinari è una misura sperimentale, di inbubbi vantaggi per i lavoratori, in particolar modo per gli operai, e credo che questa sia l'unica via per rendere più pesanti le loro buste paga, vista l'impossibilità attuale, al di là delle demagogiche dichiarazioni del leader dell'opposizione. Chiaramente sono misure che richiedono una copertura finanziaria, che il ministro dell'economia Tremonti mira a realizzare tramite una misura fiscale che possa comunque rappresentare un ulteriore vantaggio per i ceti meno abbienti, quale è la Robin Hood tax. I vantaggi, che a mio avviso sono palesi, sono questi:incremento delle entrate per lo Stato facendo leva su contarenti forti, ed allo stesso tempo possibilità di intervenire in modo in modo rapido e concreto per i ceti bisognosi, in quanto il sistema non si crea e non si modifica in un mese, ma piccoli e immediati miglioramenti vanno fatti. se si pensa che imposte sugli extra-profitti possano essere traslati, bhè allora tassiamo a vita gli operai, che non hanno il potere di scaricare su altri. La riduzione delle tasse può essere raggiunta solo con il federalismo fiscale, oggi come oggi, con il deficit attuale. La pressione fiscale, per cui, non va inasprita in modo indiscriminato, cioè su tutti, ma in modo discrezionale, la lotta agli speculatori rappresenta l'inizio, il primo passo verso la realizzazione di un sistema economico più equo e più vicino ai consumatori ed alle loro esigenze.
Non vorrei sbagliarmi, ma Colui che ha avuto questa idea è per caso lo stesso che l'ex governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio aveva definito in un'occsaione " esperto di paradisi fiscali" ? Se fosse così probabilmante un piccolo aiuto al dissesto delle nostre finanze lo ha dato anche Lui. Complimenti per l'ottimo lavoro che aiuta a conoscere alcuni argomenti anche ai non addetti ai lavori. Grazie
Vorrei innanziutto ringraziare le autrici per il brillante contributo al dibattito. Senza entrare in tecnicismi, mi sembra che non sia in linea con una cultura liberista tassare di più alcune imprese perchè solo perchè hanno avuto l'idea di investire in un settore che si è rivelato profittevole, soprattutto perchè si trattano gli utili, che dovrebbero essere il frutto non solo dell'idea, ma anche della gestione dell'impresa. In effetti, se si pensa che lo stato partecipa, in modo molto opaco, alle perdite degli (alcuni e ben definiti) imprenditori che hanno avuto cattive idee, il discorso torna. Per concludere, pensare che questo trattamento è stato riservato alle odiate imprese petrolifere e alle odiate banche e non alle amate autostrade (come argutamente osservato dalle autrici) alimenta, infine, alcuni indicibili sospetti, peraltro gli stessi che sono recentemente venuti all'autorità antitrust.
Nel nostro contributo non sosteniamo che la Robin tax sia culturalmente corretta. Al contrario, diciamo che non è né efficiente, né equa. Non abbiamo esitato, a differenza di quanto sostiene il lettore, a criticare il governo Prodi per la riduzione dell'Ici sulla prima casa (gli articoli sull'argomento usciti su la voce sono tantissimi, ma per limitarci a citarne uno che riporta la nostra opinione, il lettore può vedere: LA SCOMMESSA DELLA POLITICA FISCALE, 29.01.2008. Non abbiamo mai sostenuto, dunque, che eliminare l'Ici sulla prima casa sia stato un bene per la parte fatta dal governo Prodi e un male per quella fatta dal governo Berlusconi. Riteniamo che intervenire sull'ICI sia stato comunque un errore. La completa abolizione dell'ICI prima casa attuata dal governo Berlusconi peggiora però le cose, soprattutto perché accentua fortemente gli effetti redistributivi negativi dell'intervento.
L'accusa di "ideologia" va per la maggiore e non ci meraviglia ma andrebbe meglio circostanziata.
Ormai parliamo di una guerra tra poveri, Tremonti finge di avere idee geniali mentre il Governatore Draghi finge di strapparsi le vesti in nome delle banche, ma ancora nessuno e ripeto nessuno sa chi pagherà cosa. Mi sembra lo stesso stile utilizzato da Brunetta, (che sembra serio, pieno di idee e convinto di quello che dice) predica bene e razzola male.. staremo a vedere. Grazie e buon lavoro
Se Robin Hood è rimasto a Sherwood è anche perchè l'Italia si è impegnata ad azzerare il deficit in un orizzonte temporale molto ravvicinato. Se l'obiettivo non è più stare sotto il 3 per cento di deficit, ma arrivare allo zero, è evidente che gli spazi per la politica di bilancio si riducono drasticamente. Difficile in particolare tagliare le tasse. Anche perchè è difficile tagliare la spesa per interessi, a causa della nostra carenza infrastrutturale, e difficile è anche tagliare la spesa corrente, perchè le inefficienze della pubblica amministrazione richiedono una cura che avrà effetti, se li avrà, nel medio-lungo periodo. A meno che l'economia torni a crescere al 2-3 per cento: ma adesso sembra un miraggio. Però non è colpa di Robin Hood.
Quello che chiedo alle autrici dell'articolo (o a chiunque sappia e voglia rispondermi) è: 1) gli inasprimenti riguardano anche le bcc? 2) questi provvedimenti, ledendo di fatto il principio di neutralità della PA in base a principi apparentemente non razionali, non espone l'Amministrazione finanziaria dello Stato a possibili future controversie, anche ed eventualmente riguardanti profili di illegittimità costituzionale? grazie e complimenti per il lavoro di controllo democratico che svolgete.
Tutte le banche sono assoggettate alle restrizioni nelle deducibilità previste nel decreto.
Le differenze fra banche e altre imprese riguardano la definizione della base imponibile. Si tratta di differenze di trattamento generalmente considerate ammissibili, ma dovrebbero avere una giustificazione chiara.