
Sono sempre di più gli italiani che navigano in Internet, 26 milioni dicono le stime. E se la televisione resta il mezzo da cui si attingono le notizie, è in rete che si cercano fonti di approfondimento attendibili e non faziose. Perché i bassi costi sono una garanzia di minore dipendenza dai finanziatori. Lo dicono i risultati del nostro sondaggio su "Internet, informazione e pluralismo".
Si, c'e' un segmento del pubblico che usa sempre piu' il web per informarsi. Ma cio' che mi ha piu' colpito nel vostro sondaggio e' il potere magnetico che la TV conserva pur in un campione cosi' poco medio. Se ho ben letto i dati, non c'e' ancora un segmento che si informa principalmente dalla rete, che rimane prevalentemente una fonte complementare, laddove la TV continua a rimanere la fonte di riferimento per la stragrande maggioranza. Sarebbe interessante leggere dati di un campione piu' rappresentativo della realta' generale italiana.
Ma siamo davvero certi che le notizie in TV siano di facile intuizione e comprensibilità? A mio parere se sempre più soggetti vanno verso la rete è anche perchè l'informazione televisiva è raramente esaudiente. Basti pensare a come anche i più autorevoli Tg (soprattutto in materia di politica ed economia), montino servizi composti da spezzoni di interviste a personaggi che utilizzano un linguaggio politico (volutamente?) incomprensibile, dai quali emerge solo la rivalità tra destra e sinistra, senza motivare le affermazioni o spiegare alla moltitudine di cosa si sta effettvamente parlando. Per non parlare della subdola disinformazione di "Studio Aperto", che gestisce le priorità informative a seconda delle necessità di governo e che è seguito da milioni di cittadini, che speriamo abbiano una testa per capire e appunto vadano in internet a schiarirsi le idee confuse da mancanza di obiettività (in certi casi) e approfondimento (in altri).
Ogni anno muoiono 300.000 Italiani, solitamente anziani e senza conoscenze Internet. Dei 300.000 giovani che li rimpiazzano è lecito stimare che almeno il 70-80% siano alfabetizzati in Informatica di base ed Internet e circa il 10-20% siano "addicted" ai videogiochi e ad internet. Molti adulti scoprono Internet ed i vantaggi che offre ed aumentano ulteriormente la popolazione Internet. La televisione tradizionale viene progressivamente rimpiazzata da Video Streaming su Internet e ha gli anni contati. La quasi totalità dei media tradizionali (pubblicazioni, TV etc.) è di parte o comprata dalla pubblicità Su internet, in mezzo a vagonate di bufale e falsità varie, c'e' la verità. Basta saperla trovare. Bruno, insegnante di Informatica alle superiori.
La televisione ormai è una cosa superata, i ragazzi dai venti ai trentanni non ne vogliono più sapere. La televisione come dicono quelli che ci lavorano è un'azienda che produce pubblicità.
E' interessante l'indagine. Non per polemica mi farebbe piacere conoscere i criteri di identificazione del campione. L'aspetto mi pare interessante perle risultanze di un'indagine compiute sul web e blog durante la campagna elettorale. L'uso più evoluto ed intenso del web è proprio di classi sociali più "acculturate". Detto questo, non essendo bravo nell'interpretare i sondaggimi chiedo se e come emerga dai dati rilevati la percezione di internet come strumento "libero" non pervaso dai conflitti di interessi che devastano l'informazione italiana.
E' singolare che i maggori quotidiani italiani (Repubblica, Corriere, La Stampa, ecc..) abbiano dei siti web di qualità molto scadente, con particolare attenzione al gossip, e senza alcun approfondimento serio in notizie economiche, di cultura, di attualità. Cosa se ne evince? Che, come al solito, i "poteri forti" sono lontani anni luce dal popolo (anche e soprattutto quello colto) ?
Grazie per gli sforzi profusi al fine di dare una informazione corretta su tutti quegli argomenti inerenti alla vita di tutti i giorni. La televisione è senz'altro il mezzo piu' potente per informare ma purtroppo non è obbiettiva e spesso è carente. Non a caso il potente interferisce anche sulle televisioni dello stato ottenendo risultati per sè importanti, conoscendo molto profondamente la psiche di un popolo non popolo. Marcheting politico. Demoralizzante.
Per dirla alla Travaglio "armi di distrazione di massa", oggi a guardare la tv sembra di assistere al gioco dell'ipnosi. Tutto cambia a seconda del contesto politico che si vive, se c'è la sinistra a sentire i tg mediaset sembra che l'italia stia peggio del terzo mondo con una crisi irrecuperabile, se invece c'è la destra eventuali problemi dipendono da cause internazionali e comunque siamo certi che il governo si sta adoperando per risolverle. tra i casi che sono stati oggetto di maggiore disinformazione ricordo: - alitalia - intercettazioni - sicurezza e criminalità. Il problema ancora più grave è che chi dovrebbe fare il servizio pubblico finisca per allinearsi alla tv spazzatura. si al web, no alla televisione.
Non possiedo televisione da 8 anni e non mi manca, consulto quotidianamente il Web, quasi ogni giorno i quotidiani (in particolare il Sole 24 ore, Repubblica e il Secolo XIX) e ascolto assiduamente la radio (in particolare Radio24). Internet da' la possibilita', incomparabile, di accedere ad informazione meno provinciale della nostra, europea e di qualita', basta cercarla. E' possibile sfogliare le prime pagine del Guardian come quelle del ministero dell'ambiente tedesco, il sito di euobserver.com o, naturalmente, lavoce.info che ringrazio per il prezioso lavoro. Saluti Gianmarco Bruno - Genova
Non concordo. Aumentano gli italiani che usano Internet, ma questo non significa affatto che le informazioni circolino più facilmente. Intanto, perché dal web sono spesso esclusi i meno abbienti e i meno giovani. Ma soprattutto, perché una notizia abbia valore occorre sia attendibile. L'attendibilità, non solo su Internet, nasce dall'autorevolezza della fonte. Se nel mio blog pubblico una "notizia" questa non potrà avere alcun valore di "verità", a meno che io non citi le fonti e queste siano attentamente verificate. Questo nel web spesso non avviene. E un sito meritevole come "lavoce" (assieme a pochi altri) non basta per gridare al miracolo della libera informazione. Il dato centrale, da cui non si può prescindere, resta in Italia quello della televisione, che è di gran lungo il primo strumento informativo. Fondamentale, perché gli italiani non leggono i giornali. Drammatico, perché il mercato televisivo è da decenni ingessato e non si profila all'orizzonte alcuna possibilità (mancando la volontà politica di farlo) di liberalizzare un mercato oggi di fatto gestito da un solo soggetto.