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L'ALTALENA DELL'INDIPENDENZA*

di Daron Acemoglu, , Simon Johnson, , Pablo Querubín, e James A. Robinson, Categoria Finanza, Data 04.07.2008

Le ricette per favorire la crescita dei paesi in via di sviluppo raccomandano riforme delle istituzioni e della politica. Ma la loro efficacia dipende in larga parte dal contesto politico iniziale. Per esempio, l'indipendenza della banca centrale può avere effetti straordinari sull'inflazione. Ma se introdotta in un sistema istituzionale per altri versi debole, produrrà un effetto altalena, che ne vanificherà i benefici, magari attraverso un deterioramento del bilancio pubblico. Si spiegano così molti casi di fallimento delle politiche del Washington consensus.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • David Hume rivisitato
    Nome: Armando Pasquali  Data: 10.07.2008

    Come è già stato fatto notare, se la teoria prevede che da A segue B, le teoria è confermata. Se invece da A segue C, la teoria viene confermata lo stesso. In "The elusive quest for growth" Easterly affermava che i paesi sotto tutela della Banca Mondiale e del Fondo Monetario in realtà non adottavano le prescrizioni del Washington Consensus, ed è per questo che andavano male. A differenza dell'Argentina, invece, che le aveva adottate in toto e andava a gonfie vele... Comunque le politiche del Washington Consensus andrebbero studiate per ciascun paese, e valutando gli effetti nello specifico dei vari settori; ad esempio, l'idea di togliere i sussidi agli agricoltori per l'acquisto di fertilizzanti è stata particolarmente brillante: pochi hanno fatto così tanto (male) per così tanti. Quando il Malawi ha reintrodotto i sussidi ha avuto un boom nella produzione. (Un boom che ha prodotto tantissimi mal di pancia, perché i sussidi, si sa, distorcono i prezzi. Visitare il blog di de Long per credere…)

  • Commento
    Nome: giovanni stinco  Data: 05.07.2008

    L'articolo è generalista, di quale paese stiamo parlando? E' possibile fare comparazioni tra i paesi africani, tutti così diversi nella loro specificità? Si inizia col dire che le "solide teorie economiche" del Washington consensus, applicate ai paesi africani, hanno fallito l'obiettivo. Si continua poi dicendo che tutte le pratiche economiche che vanno contro queste solide teorie non sono ragionevoli. Insomma secondo gli autori se la teoria economica è smentita dalla pratica non sarà il caso di ritornare sulla teoria. Sarà invece ben il caso di vedere dove i praticanti sbagliano. Già qui non ci siamo. Si dice che le teorie del Washington consensus sono ragionevoli e di buon senso. Si dimentica che il buon senso cambia da paese a paese e che il buon senso di un economista che siede davanti alla sua bella scrivania non sarà mai lo stesso di un africano che vive coltivando cotone. Risulta evidente come la teoria economica sia ancora saldamente ancora ad un positivismo ottocentesco ed ad un etnocentrismo francamente imbarazzante.

  • Qualità politica
    Nome: Luigi Mancini  Data: 04.07.2008

    In molti casi, si adottano cattive politiche a causa dei vincoli politici e degli incentivi distorti che i governanti devono affrontare in molte società con istituzioni deboli, dove il sistema dei controlli e contrappesi è scadente e dove i politici non sono mai chiamati a render conto del loro operato. Tali debolezze istituzionali fanno sì che determinati gruppi clientelari richiedano politiche dannose per la società in generale, ma convenienti da perseguire per i politici, vuoi per accontentare quel gruppo di pressione, vuoi per arricchirsi personalmente." Perché leggendo queste parole mi è balzata in mente la parola "Italia"? Penso che sia una teoria corretta. Abbiamo 40 anni di storia in questo senso a dimostrarla.