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Commenti

UNA POLITICA ECONOMICA BELLA NELLA FORMA MA AVVILENTE NELLA SOSTANZA

di Tito Boeri, e Pietro Garibaldi, Categoria Conti Pubblici, Data 27.06.2008

Con l'approvazione del decreto fiscale che anticipa la legge Finanziaria, la programmazione economica ha fatto un passo avanti epocale. Ma il percorso di politica economica per la legislatura tracciato dal Dpef è avvilente nella sostanza. Ci sarà un significativo aumento della pressione fiscale per tutta la legislatura e una riduzione delle spese in conto capitale, anziché della spesa corrente. Tutto il contrario di ciò che servirebbe al paese per uscire dalla stagnazione.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Ignoranza diffusa
    Nome: Davide De Bacco  Data: 12.07.2008

    Nelle ultime mattine recandomi al lavoro ho avuto modo di ascoltare alla radio i commenti delle varie associazioni di categoria in merito al dpef presentato dal governo. Tutti o quasi hanno apprezzato tale documento. A questo punto e alla luce dell'analisi svolta dagli autori è evidente come la società italiana è governata da personalità che per ignoranza o per interessi particolari non è in grado di giudicare un documento che non riduce le tasse, non dimimuisce le spese correnti e azzoppa gli investimenti. Il dolce declino oramai è un fatto ineludibile.

  • Università e ricerca
    Nome: Alberto Rotondi  Data: 05.07.2008

    Il decreto contiene, oltre alla eliminazione degli enti inutili, anche l'eliminazione della Università pubblica e degli enti di ricerca così come li conosciamo. La riduzione del 10% del personale in organico, il turn-over del 20% sia in budget che in personale e il taglio di 1400 milioni di euro in 5 anni decretano di fatto l'estinzione del nostro sistema pubblico di istruzione e ricerca (vedere gli articoli 16 e 66 del decreto). Il tutto viene fatto in in sordina, all'interno di un decreto economico approvato in 9 minuti.

  • Abolizione cumulo pensione
    Nome: Sergio  Data: 04.07.2008

    L'abolizione dei limiti al cumulo pensione e redditi di lavoro che da un punto di vista economico e qui stato trattato solo dal lato diminuzione entrate previdenziali (400 milioni) e non anche da un aumento delle stesse e anche di quelle fiscali per effetto di persone che non volendo, attualmente, perdere la parte di non cumulo preferisce non lavorare o se lo fa lo fa in nero (emersione del nero). Comunque mi sembra una legge di equita' nei confronti dei lavoratori che sono "invitati" dalle nostre aziende (parlo del privato) ad uscire dal mercato del lavoro non appena hanno maturato i requisiti minimi di pensione.

  • L'ITALIA TRA ESIGENZA ED INGNORANZA
    Nome: Simone  Data: 03.07.2008

    Non sono qui a criticare la politica economica di destra che riflette, al di là dell'incapacità di certi soggetti governanti di intraprendere azioni per il bene collettivo, la oramai storica destrezza nell'imbambolare schiere di elettori sulla facile risoluzione di temi caldi e impellenti come questi ( puntualmente agendo in maniera totalmente e palesemente opposta). Ma, al contrario, non mi spiego perchè gli italiani, che con forte veemenza hanno mostrato una tale riluttanza nei confronti di chi (Padoa-Schioppa & c.) aveva promesso una stangata fiscale e la ha attuata (con buoni risultati sul piano dei conti pubblici e apprezzamenti dall'UE), possa così essere indifferente nei confronti di chi ha promesso aiuti e regali su tutti i fronti e, invece si ritrova nella stessa posizione dei propri predecessori, due anni dopo e con l'inflazione alle stelle. Alla politica si chiede sincerità, ma ai cittadini responsabilità e maggiore interesse anche durante gli anni delle legislature (non solo i 2 mesi prima delle elezioni).

  • Spesa Pubblica
    Nome: Stefano Spada  Data: 03.07.2008

    Vorrei capire perché la maggior parte dei politici italiani continuano sistematicamente ad eludere il problema dell'invadenza eccessiva dello Stato nella sfera economica. Inoltre, se tutti gli organismi internazionali continuano ad ammonire l'Italia ad abbassare la spesa pubblica per rientrare dai pericoli di un debito pubblico troppo elevato che continua a gravare su tutti noi cittadini perché mai nessun governo ci tenta? Le ricette come insegna la politica economica sono o abbassare le tasse o abbattere la spesa pubblica. Ma giustamente si possono abbassare le tasse quando la situazione finanziaria dello Stato lo permette. Cosa che peraltro oggi non pare essere la situazione.Cosa aspettano questi signori...che l'Italia diventi sempre più un paese sudamericano?

  • CUMULO REDDITI PENSIONE E LAVORO
    Nome: effepi  Data: 02.07.2008
    Sono molto sorpreso dal fatto che alcuni lettori trovino giusto abolire tale divieto. Dal momento che ancora non si va in pensione col conteggio contributivo, chi va in pensione oggi lo fa percependo una pensione non coperta dai contributi pagati. E' una grave e palese ingiustizia, mai abbastanza denunciata.
  • Una proposta
    Nome: albiros  Data: 02.07.2008

    La mia è più una domanda che un commento - Perchè tutti gli illustri luminari del Bel Paese non trovano un accordo per produrre un Dpef alternativo o correttivo da mandare presentare alle istituzioni. I tanti strumenti che le scienze economiche moderne mettono e disposizione e i grandi cervelli presenti negli atenei italiani potrebbero fare un lavoro penso austero.Un buon esercizio, che andrebbe oltre la metodologia così perfetta in se, ma che a volte necessita di troppe generalizzazioni e ipotesi difficilmente verificabili.Il nostro Paese attraversa già da tempo periodi non proprio felici e senza le giuste competenze e conoscenze il destino dell' Italia sembra essere lasciato a se stesso. Brutta immagine , ma è la migliore che riesco a intravedere, guardando il contesto europeo.

  • Intervento Governatore
    Nome: darmix  Data: 02.07.2008

    Dall'intervento del Governatore Draghi in Parlamento, alcuni dati che sembrano non coincidere con quanto dite, si sa che i numeri possono essere diversamente interpretati, ma sarebbe più utile a tutti capire la motivazione delle diverse "interpretazioni" : ... La pressione fiscale diminuisce di 0,3 punti percentuali, al 43,0 per cento. ....La pressione fiscale rimarrebbe invariata nel quinquennio dopo la riduzione di 0,3 punti di PIL attesa per il 2008 (al 43,0 per cento). ... Viene programmata una forte riduzione dell’incidenza della spesa primaria sul prodotto. Essa è pari, con riferimento al triennio 2009-2011, a 2,2 punti percentuali. Vi contribuiscono per 1,4 punti le spese primarie correnti... Le spese in conto capitale sono previste in riduzione di 0,8 punti; nel 2011 raggiungerebbero il valore più basso degli ultimi decenni.

  • BEH...
    Nome: marco  Data: 30.06.2008
    Ma con quale faccia Berlusconi dice agli italiani dell'aumento della pressione fiscale, dopo che ha praticamente passato i due anni del governo Prodi a parlare di "governo delle tasse, che mette le mani in tasca ai cittadini", facendo di questo argomento il cavallo di battaglia in campagna elettorale? Sono sconcertato, senza parole.
  • Politica economica del Governo Berlusconi
    Nome: Aurelio Basile  Data: 29.06.2008
    L'aumento della pressione fiscale è una costante delgi ultimi anni. O tagliamo la spesa pubblica oppure non troveremo mai risorse per investimenti in infrastrutture e ricerca. Non possiamo fare altro dato che il pil è fermo e le privatizzazione e liberalizzazioni non si riescono a fare a causa dei poteri forti.