
Da quando venne presa la decisione di cedere a privati la quota pubblica di Alitalia sono passati oltre 18 mesi. Ma la vendita non si è conclusa e anzi sembra ancora in alto mare e la situazione economica e finanziaria di Alitalia si sta deteriorando. Sarebbe stato meglio arrivare subito a un'amministrazione straordinaria capace di avviare un'operazione "lacrime e sangue". E ora c'è anche il rischio di un advisor che può diventare parte in causa.
Ho appreso dai giornali del tentativo di salvataggio della compagnia ad opera di una cordata italiana guidata da Colannino, Mediobanca, Banca Intesa ed altri. Mi chiedo: perchè la suddetta cordata rileverebbe la parte attiva della compagnia e il Tesoro si accollerebbe le parte definita bad company? Perchè affossare l'offerta di AIR FRANCE-KLM che proponeva un offerta più dettagliata cosiderando il numero degli esuberi sensibilmente inferiore a quello della proposta attuale. Perchè non si è tenuto conto che il prezzo del petrolio, al tempo dell'interessamento AIR_FRANCE sugli 80 dollari, manifestava la tendenza al rialzo, e perchè non considerare che la "creazione della bad-company peserà sensibilmente sui contribuenti? Il flusso dei passeggeri sarà quello ipotizzato dalla prima offerta o manifesterà un sensibile ridimensionamento? Mi scuso per la semplificazione ma la domanda che mi assilla è: cui prodest? non certo al cittadino.
No Alitalia non è in grado di vivere, credo che sia imperativo il suo funerale, ma sappiamo anche con quale corredo funerario vada sepolta la coda tricolore, da quali sacerdoti debba essere accompagnata nell'aldilà, siano essi dirigenti (non manager!), tecnici , politici , giornalisti e/o sindacalisti, tutti pronti ai propri interessi, proprio quelli che ora vegliano il cadavere con pianti coccodrilleschi. Resta il fatto che in Italia non esiste una compagnia di trasporto aereo come sarebbe necessario, basti pensare al traffico turistico che subiamo grazie ai geni che sino ad ora hanno gestito (?) il trasporto aereo. Amen
Credo che solo in Italia una compagnia quotata in borsa possa sopravvivere con i finanziamenti dei contribuenti per più di 18 mesi, per di più con livelli di servizio spesso e volentieri inferiori rispetto ad altre compagnie low cost. Non ho parole!
La prospettiva di Alitalia, continuando l'attuale trend, non può essere che il fallimento. Il salvataggio, infatti, deve necessariamente passare dall'acquisizione dell'azienda da parte di un grande gruppo internazionale. Oggi la dimensione critica delle compagnie aeree è tale che la piccola Alitalia non potrà mai salvarsi rimanendo piccola, a meno di insediarsi in un mercato di nicchia, cosa non realistica per una compagnia "di bandiera". La grande dimensione consente di pagare meno gli aeroplani, il carburante, di avere economie di scala (marketing, servizi, e altro). Non è chiaro il concetto di "svendita" ad Air France o a chiunque altro. L'azienda vale molto poco: aeroplani vecchi, "network" lacunoso, ma c'è un mercato "virtuale" (l'Italia) che non sarebbe certamente cancellato. I nostri consumatori sono esigenti e devono essere serviti da una compagnia di bandiera "coi fiocchi". I due hub sono un problema risolvibile come è stato fatto in molti casi (in Germania con Francoforte e Monaco, in Francia con Parigi e Nizza, in Cina con 4 città, e così via). E poi, si devono razionalizzare i costi (personale in primis) fuori controllo per la dissennata ingerenza della politica.
Allo stato attuale della situazione, credo che non ci sia più niente da fare. qualsiasi imprenditore intelligente ed indipendente dalla politica non investirebbe una lira in un settore così difficile ed in una compagnia governata dai sindacati. come dice Richard Branson della Virgin, è meglio che fallisca.
Sono sicuro che molti aspettano con ansia il fallimento di Alitalia per poter prendere con una manciata di monetine il patrimonio, sia pure obsoleto, della compagnia di bandiera. Se ciò accadrà sarà per merito ( si fa per dire) dell'imponitore televisivo di Arcore e della ormai consolidata dabbenaggine dei sindacati che pur di non accettare piccoli sacrifici immediati, sistematicamente perdono le partite.
Credo che la vicenda Alitalia riassuma perfettamente il peggio del Belpaese, da ogni punto di vista: politico, economico, sindacale, manageriale e morale. Alitalia è la sintesi perfetta di un sistema folle e la dimostrazione lampante, direi quasi matematica, del perchè questa "Repubblica delle banane" è sull’ orlo del baratro. Alitalia è da tempo una compagnia decotta, tra l’ altro indifendibile x il pessimo servizio che rende alle nostre giuste ambizioni turistiche. Visto il bilancio in perdita cronica, in un paese normale avrebbe dovuto portare i libri in Tribunale da + di 10 anni, figuriamoci adesso dopo l’ aumento esorbitante del greggio! Il precedente Governo, con una procedura in realtà barocca, aveva provato a rifilarla ai francesi i quali, incredibilmente, stavano per prendersela! Era un regalo mascherato, ma comunque il massimo che si poteva ottenere. Il combinato disposto tra la stupidità sindacale e l’ inganno elettoralistico del parolaio di Arcore ha fatto fallire la trattativa. Oggi siamo nel para-normale: si favoleggia di una inesistente cordata sempre in procinto di materializzarsi! Siamo seri: prima Alitalia fallisce e meno debiti lo Stato avrà da ripianare...
Egregi signori, mi volete spiegare come si può pretendere una cosa seria da un Parlamento infestato da corrotti, da un Cuffaro in Senato, di un Bassolino ancora a Napoli, da un Dell'Utri (braccio destro?) del premier-mastrolindo? Da sindacati corrotti? Per cortesia spiegatemelo perchè altrimenti è tutta aria fritta.
Qualcuno, esperto economico, me lo aveva predetto ante le elezioni: Berlusconi ha già il suo piano per Alitalia e cioè fallimento e lo spezzatino condito da unn po' di favori al suo omologo Putin... mi sa che ci siamo. Malpensa si arrangerà e Milano pure. E questo è il meno la Milano da bere sa di tappo da tempo.
Il decreto Alitalia ha arrichito il panorama di ulteriori perle di fango con un finanziamento inutile e con la sua destinazione a patrimonio che stravolge non poche norme oltre che la decenza. Quello che mi lascia sconcertato è che non si sia ancora capito che Air France o qualunque acquirente non sarebbe e non sarà mai interessato ad una flotta di aerei vecchi ed obsoleti, ad una pletora di dipendenti o ad una organizzazione aziendale finalizzata allo sperpero ma al mercato di Alitalia. E' l'unico cespite che aveva. E dico aveva per il semplice motivo che il mercato italiano può essere conquistato comunque indipendentemente da Alitalia. Ed è quanto sta rapidamente accadendo, sicchè la fantomatica cordata diverrebbe reale solo ad opera di pazzi e solo se avessero la garanzia di contropartite concrete e di robuste garanzie di non buttar via i propri quattrini in Alitalia. Che poi Intesa-San Paolo sia advisor per la vendita e possa essere un giocatore è solo la ciliegina su una torta disgustosa che ha per ingredienti una CONSOB imbelle, sindacati parassiti, un premier mastrolindo e dei politicanti inadeguati. Non escludo i sudditi avvezzi a pagar tacendo. Luigi Zoppoli