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Commenti

TRE PROBLEMI PER IL NUCLEARE

di Filippo Cavazzuti, Categoria Energia e Ambiente, Data 10.06.2008

Dopo l'improvviso annuncio del ritorno al nucleare, èopportuno ragionare quantomeno sugli assetti proprietari di questa industria, sulla regolamentazione del settore, sulle previsione di prezzo dei combustibili e sulla redditività degli impianti. Cerchiamo di farlo guardando alle scelte di Regno Unito, Francia e Finlandia, che nei venti anni di rinuncia del nostro paese hanno deciso di continuare a utilizzare e potenziare l'energia nucleare. Esempi che possono aiutarci a evitare una impervia via italiana al nucleare.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • "Tre problemi per il nucleare"
    Nome: Mario Maestrelli - Genova  Data: 14.10.2008

    Mi sembra un articolo ben informato. Se mi permettete un commento molto breve.... Credo, guardandomi attorno, che prima di pensare a nuove produzioni dovremmo pensare al risparmio, inteso, innanzitutto,come eliminazione degli sprechi, numerosissimi ed enormi: manca, secondo me, questo basilare concetto (vedasi consumo di un altro bene primario,l'acqua); sembrerebbe incredibile, ma è purtroppo realtà,che la Germania ha una superficie di pannelli solari (di entrambi i tipi) di oltre quattro volte superiore alla nostra; ci sono grandi risorse inutilizzate nelle biomasse; non è affatto vero che le risorse dell'idroelettrica sono esaurite: basta osservare ciò che accade in certe valli appenniniche. L'utilizzazione di queste tre risorse darebbe,conseguenza positiva non unica, ampie possibilità di impiego di manodopera. Tutto ciò se i nostri politici ed amministratori......vi saluto.

  • Nucleare
    Nome: vito burgio  Data: 10.08.2008

    Non sono un esperto ma dal libro di rifkin sintetizzo tre dati che dimostrano l'inulità del nucleare:1) Ora, per avere un qualche impatto nel ridurre il riscaldamento del mondo, si dovrebbe ridurre del 20% il Co2, . il passaggio al nucleare per avere un impatto sull’ambiente obbligherebbe a costruire 3 centrali ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Così facendo fornirebbe il 20% di energia totale, la soglia critica che comincia a fare una differenza; 2) Stando agli studi dell’agenzia internazionale per l’energia atomica l’uranio comincerà a scarseggiare dal 2025-2035. I prezzi, quindi, andranno presto su. Ciò si ripercuoterà sui costi per produrre energia . 3) non c’è abbastanza acqua nel mondo per gestire impianti nucleari.

  • Costi del nucleare
    Nome: Salvatore Acunzo  Data: 04.08.2008

    Il problema energetico riguarda soprattutto il popolo italiano. Parole come efficienza energetica, risparmio energetico ecc... non ci appartengono e questo è dimostrato dal fatto che i consumi anno dopo anno aumentano sempre. Il primo errore fu fatto nel 1987.

  • ..chiarirsi le idee con un' intervista..
    Nome: paoloc  Data: 26.06.2008

    Sull'argomento, consiglio a tutti gli interessati di visionare il link: http://it.youtube.com/watch?v=BcCMOMPAqF8 :è un'intervista a Jeremy Rifkin esperto in materia che spiega tutte le sue perplessità sull'energia nucleare. E' un video molto illuminante che analizza l'impossibilità materiale di proseguire sulla strada delle centrali nucleari e teorizza la terza rivoluzione industriale già iniziata con internet e proseguibile con una rete energetica decentralizzata.

  • U.S.A.
    Nome: luis  Data: 21.06.2008

    Se non ricordo male negli Stati Uniti non si costruisce una centrale nucleare da più di un decennio. Guardando a Wall Street, non si può certo dire che negli States si investa ancora nel nucleare, il che è tutto dire!

  • Anarchia e Stato programmatore
    Nome: franco  Data: 17.06.2008

    Non si può credere che un solo tipo di fonte energetica (soprattutto con i consumi attuali) possa risolvere il problema. La problematica può risolverla solo un Governo di forte programmazione, che individui le percentuali di fonti energetiche in funzione della sua economia, del suo territorio e della sua morfologia.3 centrali nucleari (Nord-Centro-Sud) sarebbero state ottime se affiancate da produzione di energia idroelettrica, eolica e solare.Per la conformazione geografica dell'Italia (arco alpino e catena appenninica, cioè distribuzione da cima a valle e da destra e sinistra), viene naturale che un importante percentuale di territorio poteva essere autosufficiente con energia idroelettrica. Territori poco abitati e con minore impatto estetico ambientale potevano produrre energia eolica e solare. Dicevo all'inizio "Governi di forte programmazione", oggi con la demagogia, il federalismo "patacca" , l'anarchia localistica regionale, in sintessi la follia pura che pervade il Paese, c'è un ministro che dice di risolvere una emergenza facendo centrali nucleari tra 10 anni. La commedia all'Italiana e ben rappresentata.

  • Prezzo dell'uranio
    Nome: Francesco Mazzocchi Alemanni  Data: 16.06.2008

    Vorrei fare notare che il prezzo del minerale influisce solo al 22% sul costo dell'uranio processato e che il costo dell'uranio contribuisce solo al 15% del costo dell'energia di origine nucleare (il 65% e dovuto al 'capital cost'). Si puo anche notare che quando l'uranio verra a mancare (30-40 anni...), si potra usare plutonio e altre scorie in un tipo diverso di reattore ('fast reactor').

  • Commento
    Nome: Elio Smedile  Data: 15.06.2008

    Sono da sempre convinto che abbandonare il nucleare fu un errore grave di cui oggi paghiamo le conseguenze.Ma credo che sia ancor più grave lanciare messaggi propagandistici per accreditare la tesi che il "ritorno al nucleare" sia attuabile nel breve periodo come se non fossero passati 20 anni di completa inattività e, ancor peggio, questo "nuovo nucleare" possa rappresentare nei prossimi dieci anni la soluzione ai problemi posti dall'attuale assetto energetico del Paese. L'articolo di Filippo Cavazzuti serio ed argomentato si contrappone alla congerie di plaudenti commenti quasi sempre basati sul nulla. Siamo veramente ad una rappresentazione di "dilettanti allo sbaraglio". Elio Smedile

  • Cui prodest?
    Nome: Armando Guerra  Data: 14.06.2008

    Sarò scontato, ma è che già è successo troppe volte: l'unico interesse è quello di partire quanto prima a costruire qualcosa, qualunque ( tanto non funzionerà mai), ma che costi molto. Le solite imprese già sono pronte. Perfino Bonolis e le sue veline stanno dando una mano!?

  • Nucleare:demagogia oppure solito malaffare...
    Nome: Igor Serra  Data: 13.06.2008

    Oltre ai motivi di logica e buonsenso che dovrebbero lasciar perdere la strada per il nucleare di 3 generazione ( tempi lunghi, scarsità di materia prima, altissimi costi, e problema delle scorie) ci sono anche questi citati negli articoli. Mi chiedo se forse non ci sia qualcosa di lobbistico dietro questa scelta. Non vedo ad oggi un solo motivo che mi porti a tenere in considerazione il nucleare...Forse perchè sono un trentenne e sono governato da un reparto di Geriatria?...