
Il sistema regolatorio del settore autostradale consegnatoci dal decreto 59 segna la fine di ogni aspirazione a un sistema incentivante ed è un insieme caotico di diversi regimi. Andrebbe rivisto dalle fondamenta. Serve un sistema di regole certe e trasparenti, che siano di garanzia per lo Stato e i consumatori, oggi la parte più debole, e per gli investitori. Serve una cultura istituzionale che le metta al riparo dagli attacchi a colpi di decreto, secondo le pressioni del momento. E serve un organismo indipendente che le applichi e vigili sulla loro osservanza.
Raccomando caldamente la lettura del pezzo di Martin Wolf sulla FT di ieri: Wolf conclude scrivendo che mentre a chi investe nell'espansione del bene va riconosciuto un premio di rischio al proprietario del bene esistente va riconosciuto una rendita non superiore a quella dei BOT. Piacerà poco alla famiglia Benetton, ma molto a noi utenti dell'autostrada.
Come abbiamo imparato dalla nonna il diavolo non ha mai la preveggenza di fare i coperchi; così nella tariffazione autostradale non si tiene conto del divenire. Prima dello scadere dei 30 anni [2038] il traffico veicolare in autostrada sarà regolato da un sistema di interscambio in tempo reale fra le informazioni prodotte dal sistema di monitoraggio della strada ( che sarà attrezzata con sensori rilevatori ecc.) ed il sistema di rilevazione e controllo del veicolo. Non appena questo sistema di sicurezza sarà sviluppato in un paese civile, dovrà per forza di cose ( troppi morti nelle strade, troppo alti i consumi di carburanti) essere inserito anche nel nostro sistema viario, ed autostradale in primis. La rinegoziazione di tutti gli accordi sarà inevitabile perché il gestore dovrà rendere sicura la strada con sistemi che risulteranno più onerosi dell’ordinaria manutenzione. La speranza è che la naturale evoluzione di 10 - 20 anni ci possa mallevare da un orientamento e da una cultura della cittadinanza particolarmente sorda alle proprie esigenze; e quindi una governance pubblica più attenta potrà meglio gestire il nostro patrimonio ( debito pubblico permettendo... )
Questo favore alle autostrade presuppone due modi di ricambiare da parte loro il governo e in particolare Berlusconi, 1 il solito contributo in nero al partito, utilizzando il nero che proviene dalla mancata fruizione della ricevuta degli utenti autostradali, per la verità questo contributo viene elargito a tutti i partiti per farli stare zitti, 2 la partecipazione alla cordata per l'Alitalia da parte dei principali gestori: Benetton, Gavio ecc..
Gli autori mettono impietosamente in rilievo l'assoluta inadeguatezza del regime convenzionale configurato dal Decreto 59/2008. Gli illuminanti confronti internazionali presentati fanno capire anche al non esperto della materia quanto il contenuto della convenzione pregiudichi i diritti dell'utenza. Quanto al metodo adottato - scavalcamento degli organi tecnici e stipula della convenzione "ex lege", è meglio stendere un velo di pietoso silenzio. Un tale pasticcio è possibile solo in un sistema paese caratterizzato dall'onnipotenza delle lobbies, che riescono con estrema facilità a piegare ai loro interessi una casta politica mediocre e inadempiente nei confronti della collettività che dovrebbe rappresentare. Un esempio illuminante del declino del nostro bel paese.