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COME RIFORMARE LA CONTRATTAZIONE

di Tito Boeri, e Pietro Garibaldi, Categoria Lavoro, / Relazioni Industriali, Data 10.06.2008

Si riapre dopo la pausa elettorale il negoziato sulla riforma del sistema contrattuale. A dispetto dei tanti richiami all’inderogabilità della questione salariale, è da dieci anni che questa riforma viene rimandata. Siamo così rimasti agli assetti di quindici anni fa, che da tempo hanno mostrato tutti i loro limiti. (Aggiornamento dell'intervento pubblicato il 20 marzo 2008).
Un contributo alla discussione del ministro per la Pubblica Amministrazione e per l'Innovazione Renato Brunetta.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • LUCI ED OMBRE
    Nome: Alessandro Ferraro  Data: 27.06.2008

    E' vero che il protocollo del 1993 è oramai vecchio e va riformato. Credo che però ci si debba guardare bene dal concepire il contratto di secondo livello come un accordo tra singolo lavoratore ed azienda. Questo non deve essere per la enorme sproporzione di potere a favore del datore di lavoro. In merito alla proposta di legare i premi all'andamento anche negativo dell'impresa ritengo sia errato. I lavoratori non hanno alcun potere sulle scelte manageriali (errate o giuste che siano), quindi non trovo corretto dover penalizzare un dipendente per una scelta errata di un qualunque dirigente

  • De-ideologia
    Nome: luigi zoppoli  Data: 14.06.2008

    E' proprio vero: l'argomento contrattazione dovrebbe essere ricondotto alla sua natura pragmatica essendo dimostrato che la sua ideologizzazione ha prodotto danni immensi. La proposta qui presentata ha di certo il pregio della semplicità, e non è poco, della possibile immediata realizzabilità e di avere un soldio legame con misurabili, credibili parametri cui legare la misura della produttività. Ha il grave "difetto" di depotenziare il potere ideologico-interdittivo di sindacati corporazioni. E sarebbe un precedente assai grave per tutte le corporazioni e le caste. Faccio un tifo sfegatato perché la proposta divenga realtà. luigi zoppoli

  • Non di soli Contratti vive il Lavoratore
    Nome: Tarcisio Bonotto / Proutist Universal  Data: 11.06.2008

    Contemplando come positiva l'iniziativa di legare il salario alla produttività, di mantenere inalterata la capacità di acquisto, tuttavia manca un elemento di sicurezza: la determinazione di un salario che garantisca la capacità di acquisto delle minime necessità per vivere a tutti e un tetto massimo ai salari in un rapporto proposto di 1 a 10. Oggi arrivano ad 1 a 1500. In secondo luogo per realizzare gli obiettivi preposti sembra non venga toccato il nodo strutturale del sistema produttivo: una grande massa di lavoratori sottoutilizzati o sottopagati, e singoli imprenditori in un rapporto dialettico, deleterio per l'economia. Vi è bisogno di una rivoluzione industriale, educare i lavoratori a diventare soci / azionisti dell'azienda in cui lavorano, (democrazia Economica) amministrati dai loro rappresentanti e AD. Altrimenti il sistema rimane inefficiente e rischioso. Parmalat insegna: 36.000 famiglie a rischio per la cattiva gestione di una sola famiglia! Tutti proprietari, tutti lavoratori. La cosiddetta contraddizione capitale/lavoro, con le 'vere' Coop Mondragon dei Paesi Baschi, è stata risolta già nel 1954!