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CONTRIBUENTI ED EVASORI: CHI, DOVE E QUANDO

di Fabio Fiorillo, e Mauro Gallegati, Categoria Fisco, Data 10.06.2008

Solo la quota dichiarata dell'economia italiana sopporta effettivamente le imposte. L'andamento della differenza tra la pressione fiscale apparente e la pressione fiscale effettiva risente, in parte, del ciclo politico. La quota di economia sommersa è più bassa a Nord Ovest e maggiore a Sud. L'evasione nell'industria è relativamente più concentrata nelle regioni meridionali, mentre nelle altre  zone si trova di più nel settore dei servizi. Chi può evita i doveri fiscali, ma con scelte differenti. Nel Mezzogiorno il sommerso, da lavoro nero, è legato al basso reddito. Altrove no.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Commento
    Nome: Luigi Scrivani  Data: 06.07.2008

    Le politiche adottate per combattere l'evasione fiscale e il lavoro nero, siano esse quelle pubbiche o derivanti dalla contrattazione collettiva, non tengono in sufficiente conto il ruolo e le peculiarità degli "attori" coinvolti. Partirei in modo schematico dalla composizione di questo esercito: pensionati italiani, doppio lavoristi italiani, disoccupati italiani, stranieri regolari e irregolari. Ognuna di queste categorie, ha una propria storia reddituale e contributiva, per le quali mi sembra molto difficile proporre rimedi omogenei. Quale altro paese ha un così grande numero di giovani pensionati che costituiscono una corposa offerta di forza lavorativa, e che oramai coperti da tutele sanitarie e previdenziali, non sono certo vogliosi di denunciare i redditi aggiuntivi. In sostanza, abbiamo un modello economico e sociale dalle tante peculiarità, molte delle quali alimentano le trasgressioni, e che politiche dirigiste e miopi non vogliono riconoscere, perpetuandone gli effetti iniqui e distorsivi.

  • EVASIONE E SPESA PUBBLICA
    Nome: dvd  Data: 17.06.2008

    Parlare di sola evasione non so a quanto serva..! Serve invece accostare ai dati sull'evasione regionalizzata anche i dati della spesa pubblica regionalizzata per avere meglio il quadro della situazione..! Solo con i dati comparati si può vedere in concreto che dati emergono e sulla base di questi quali rimedi si rivelino più necessari per ridurre l'uno e di conseguenza anche l'altro....! L'evasione è a mio modo di vedere strettamente correlata alla sensazione generalizzata nel territorio del livello di servizi ricevuti...!

  • DISTRIBUZIONE DELL'EVASIONE
    Nome: Andrea Tedone  Data: 16.06.2008
    Concordo sulla bontà dell'articolo. C'e' un sito apposito che sta cercando di mappare, sia in termini geografici che in termini di settore di attività, l'evasione nel nostro paese: evasori.info. Non so da chi (e come) tali informazioni saranno poi utilizzate... trovo però interessante l'analisi del fenomeno.
  • Alcuni chiarimenti
    Nome: roberto Convenevole  Data: 16.06.2008

    L'articolo è molto interessante perché mostra come in tutte le regioni vi sarebbe un interesse "oggettivo" a far diminuire il divario tra pressione apparente ed effettiva. Questo aspetto è importante se si vuole cominciare a fare qualche riflessione seria sul tanto citato "federalismo". Sono però necessarie alcune precisazioni: quale criterio è stato utilizzato per regionalizzare l'IVA posto che l'amministrazione finanziaria non ha ancora rilasciato un'elaborazione del quadro VT, anno 2004, che abbia un senso? Dico questo perché i dati della figura 3 relativi al Piemonte e Liguria sono abbastanza sorprendenti: sembrerebbe che in queste regioni si evada di più che al Sud. Com'è possibile?

  • Contribuenti ed evasori
    Nome: luctam  Data: 16.06.2008

    L'articolo è molto valido perchè confronta dati non sempre ben conosciuti e con correlazioni fra gli stessi inusuali. E' interessante vedere come la Liguria abbia la più alta differenza fra tassazione effettiva ed apparente, mentre la Lombardia la minima. Anche gli immobili ancora "degni" di ICI se non erro sono al massimo nazionale a Genova circa 5.000 ed al minimo a Milano, poco più di 900. sono situazioni su cui sarebbe corretto riflettere molto. Uno sguardo alle dichiarazioni (mai ringrazieremo abbastanza Visco e Romano), mi ha costernato, credo che la strada di introdurre una intelligente ma consistente detraibilità per i lavoratori dipendenti, sia l'unica strada che può dare risultati anche contro la gigantesca piaga del sommerso, che vuol dire riciclo di capitali, concorrenza sleale, miglior tutela della sicurezza dei lavoratori.

  • Chi evade?
    Nome: Pier Giovanni Dal Mas  Data: 14.06.2008

    In conclusione, chi può evita i doveri fiscali, ma con scelte differenti. Al Sud, il sommerso, da lavoro nero, è un fenomeno legato al basso reddito. Altrove no. Chi può evita il lavoro nero, perchè l'evasione è soprattutto un fatto culturale: evadiamo perché abbiamo la cultura dell'evasione e non quella della educazione civica di una collettività. Infatti anche i tentativi di individuare l'evasore scontano questa sottovalutazione del fattore culturale. Si indentifica l'evasore solo con l'operatore economico di una transazione: in realtà evadono entrambe le parti del rapporto. Un caso limite: ridipingo casa e pago l'imbianchino senza IVA: evasori siamo io che evado l'IVA (solo il consumatore finale può evadere l'IVA per gli operatori economici l'IVA è neutra, in generale,) e l'imbianchino che evade le imposte sul proprio guadagno. Se io chiedo la fattura, io, privato consumatore, non evado l'IVA e di conseguenza l'imbianchino pagherà le sue imposte (se non ha altri comportamenti dolosi). Ridurre l'evasione significa per noi tutti convincerci che dobbiamo pagare oltre i servizi anche l'IVA (è il costo dell'onesta!). Certo le situazioni sono spesso più complicate.

  • Riciclaggio denaro sporco
    Nome: Felice Di Maro  Data: 12.06.2008

    L'economia sommersa significa lavoro nero ed evasione fiscale ma a volte queste attività utilizzano denaro sporco proveniente da attività criminose. Esiste la possibilità anche di tener contodi questo fenomeno? L'articolo è importante in quanto ci permette di fare una classificazione tra pressione fiscale apparente e quella reale. Ma si può fare di più! Ad esempio stimando le produzioni contraffate per il marchio e i capitali delle relative imprese illegali. La base potrebbe essere la tax perduta e naturalmente stimata.

  • Riciclaggio denaro sporco
    Nome: Felice Di Maro  Data: 12.06.2008

    L'economia sommersa significa lavoro nero ed evasione fiscale ma a volte queste attività utilizzano denaro sporco proveniente da attività criminose. Esiste la possibilità anche di tener contodi questo fenomeno? l'articolo èimportante in quanto ci permette di fare una classificazione tra pressione fiscale apparente e quella reale. Ma si può fare di più! Ad esempio stimando le produzioni contraffate per ilmarchio e i capitali delle relative imprese illegali. La base potrebbe essere la tax perduta e naturalmente stimata.

  • L'invasione fiscale
    Nome: alessandro spanu  Data: 12.06.2008

    Credo che l'evasione fiscale sia fisiologica, è la risposta dei cittadini all'invasione fiscale dello stato, che poi non infrequente utilizza quanto sottratto a chi l'ha prodotto a fini clientelari (detto per inciso: ad esempio veltroni che lascia un buco di almeno 8 mld al comune dovrebbe essere chiamato a risarcire di tasca propria così come l'immaginifico sindaco di catania, scapagnini, la cui malagestio ha lasciato la città al buio...) ritengo comunque che non sia moralmente accettabile che lo stato ci chieda metà di ciò che guadagnamo, questo è un pregiudizio preoccupante per la nostra libertà...

  • Combattere l'evasione
    Nome: Duralex  Data: 11.06.2008

    L'articolo è interessante. Se possibile suggerirei di tener conto anche del rapporto tra evasione e lavoro autonomo, visto che i lavoratori dipendenti (ed i pensionati) sono tassati alla fonte. Per combattere l'evasione, suggerisco: - totale detraibilità di tutte le spese sostenute e documentabili, per qualsiasi voglia bene (dal caffè all’automobile). - sì alla possibilità di controlli incrociati sui beni dichiarati (con contestuale inapplicabilità del Dlgs 196/2003 - Codice in materia di protezione dei dati personali) - progressivo abbassamento delle aliquote - in caso di accertamenti positivi: le sanzioni devono essere pari almeno al 75% dell’imponibile evaso. - in caso di contenzioso: : ok purché in caso di soccombenza la sanzione aumenti in automatico di un terzo.