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Commenti

L'AZIONISTA E IL MANAGER DALLO STIPENDIO D'ORO *

di Paolo Santella, Categoria Finanza, / Corporate Governance, Data 02.06.2008

Perché si discute tanto degli stipendi degli amministratori? Secondo i critici, stock option e altre forme di remunerazione sono un veicolo di espropriazione degli azionisti e indirizzano la gestione aziendale verso obiettivi di breve periodo. Ma una volta rimossi gli ostacoli legali alla vigilanza degli azionisti, è anche necessaria una loro maggiore partecipazione al voto in assemblea. E in Europa si guarda ancora con sospetto al passaggio da una gestione volta a tutelare gli interessi di tutti gli stakeholder a una più indirizzata a garantire dividendi agli azionisti.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Stock Options
    Nome: Pierfranco Parisi  Data: 10.06.2008

    Mi sembra semplice: Le SO si danno in quantità proporzionale al livello di responsabilità, a tutto il management (compresi il middle management) al prezzo di oggi e esercitabile a tre anni data. Si elimina la tendenza ai risultati a breve.

  • I compensi dei managers
    Nome: umberto carneglia  Data: 08.06.2008

    Ritengo che si tratti di un tema complesso, con aspetti contraddittori, che andrebbe analizzato approfonditamente prima di giungere a delle conclusioni. MI sentirei, allo stato di indicare alcuni principi generali : occorrere assicurare uno stretto legame fra retribuzioni e performance effettive dei managers , cosa che troppo spesso non accade, ne' in Europa ne' negli USA ; occorre un meccanismo di controllo effettivo sulle prestazioni del management da parte di un CDA forte, dotato di potere autonomo , che dovrebbe rappresentare la proprieta' azionaria; occorre trovare un punto di equilibrio fra l'eseigenza di pagare i managers per quello che sono realmente in grado di produrre e l'esigenza di evitare che eccessive disuguaglianze retributive demotivino i dipendenti e faccaino sparire la middle class ( con le gravi conseguenze macro che ne derivano); sarebbe molto utile l'azione di apposite Authority in grado di vigilare ed intervenire tempestivamenmte laddove si verifichino palesi degenerazioni del marcato - si vedano le vicende del settore finanziario USA ed internazionale, il cui esito finale e' tuttora ancora lontano dall'essere definito nelle sue dimensioni.

  • Da 1 a 10
    Nome: Mauro Bosio  Data: 06.06.2008

    Concordo pienamente con il principio di 1 a 10 per regolamentare gli stipendi in azienda. Non solo rappresenta una questione di risparmio, un top manager guadagna in media come 200 quadri direttivi, ma contribuisce, e non poco, a creare una società più giusta, dove nessuno si sente autorizzato ad agire come meglio crede in virtù del fatto che guadagna cifre da capogiro. Se tale regola venisse applicata a tutti i livelli della società ci si potrebbe permettere di avere dipendenti più soddisfatti e fidelizzati, il che costituisce un risparmio visto che il più grande patrimonio delle aziende, a detta degli stessi top manager, sono i dipendenti, con la loro conoscenza ed esperienza (il turnover ha un costo).

  • Azionisti e Manager
    Nome: Mauro Bernuzzi  Data: 05.06.2008

    Non capisco tutta questa voglia di regolamentazione. La remunerazione di un CEO, CFO, COO, cosi', come quella di ogni dirigente di alto livello, e' il frutto di una libera contrattazione fra le parti, e la volonta' delle parti, in quanto liberamente espressa non puo' e non deve essere sindacata. I manager di alto livello operano in un mercato del lavoro globale dove il prezzo si forma dall'incontro della domanda e dell'offerta. A titolo di esempio; puo' Unicredit non offfrire un package in linea con quello delle altre maggiori banche internazionali al suo CEO ? Evidentemente no, altrimenti costui si trasferirebbe overnight a Goldman-Sachs. Il fatto che un top manager si meriti la sua (alta) remunerazione e' un altro problema, ma per questo esistono le regole di Corporate Governance ed e' nel rendere queste regole efficaci che il legislatore dovrebbe intervenire, non certo nel porre limiti artificiali alle retribuzioni E' un po' come per i calciatori: se vuoi Cristiano Ronaldo lo devi pagare molto , ma se non segna lo cacci, altrimenti ti accontenti di Lucarelli, che forse non segna molto, ma almeno lo paghi poco.

  • Stock Options: questione complessa e dati incerti
    Nome: Amedeo Pugliese  Data: 04.06.2008

    Egr. dott. Santella, è sempre interessante conoscere le idee dei regulators sul tema della remunerazione del TMT. Vorrei condividere alcune osservazioni: nel contesto italiano il CEO non è affatto indipendente dall’azionista perchè c’è sempre un soggetto controllante. Che senso ha ragionare in termini di "allineamento degli interessi" attraverso le SO se l'agent è sotto strettissima sorveglianza del principal? Spesso il TMT è composto dagli stessi azionisti di controllo. La remunerazione eccessiva si spiega proprio con la scarsa autonomia concessa al CEO e al rischio di licenziamento per questioni non legate all’andamento del business. Le SO non funzionano neppure negli USA: +212% nel compenso del CEO a fronte di +78% nel valore azionario (Gomez-Mejia & Wiesman, 1997). Prima di pensare di rimuovere gli ostacoli legali bisognerebbe chiedersi: 1) quali sono i costi di monitoraggio per azionisti dispersi; 2) quali i benefici; 3) qual’è il livello di disclosure adeguato. Sul tema dello short-termism, pur mancando una sistematica analisi in letteratura, basta osservare in che modo e su quali indicatori di performance si fondano la maggior parte degli SO e SG plans.

  • Assolutamente vergognoso
    Nome: Mauro Allegri  Data: 03.06.2008

    Una semplice legge di poche righe: "In una qualsiasi società o Amministrazione Pubblica la remunerazione lorda più elevata corrisposta ad un dipendente, comprensiva di qualsiasi voce anche non monetaria, non potrà superare di 10 volte quella minima sempre considerata al lordo." Le Stock Option ai manager costituiscono un grave danno anche per la produttività di tutti gli altri dipendenti che cominciano a stufarsi di lavorare per dei manager incapaci sempre più spesso provenienti dalla calcinculandia politica!

  • Manager e loro stipendi
    Nome: Paolo Grassi  Data: 02.06.2008

    Purtroppo i manager meglio pagati sono coloro che sanno fare orperazioni che consentono di stilare bilanci nel modo più gradito agli analisti. Questi ultimi, che ragionano tutti allo stesso modo, visti i bilanci, consigliano di acquistare le azioni dell'azienda interessata. Di conseguenza, il valore dell'azione sale non perchè l'azienda vale veramente di più e produrrà profitti da distribuire come dividenti ma soltanto perchè, secondo gli analisti, le operazioni fatte dal manager sono valide. I manager sono contenti perchè si prendono lauti premi, gli speculatori anche se riusciranno a vendere le azioni al momento giusto. Chi ci rimette? gli ultimi che hanno comprato le azioni e i lavoratori che prima o poi si troveranno davanti all'ennesima ristrutturazione. I costi della cassa integrazione e dei prepensionamenti non li pagano certamente gli azionisti e tantomeno i manager. L'azienda ormai spolpata farà fatica a sopravvivere. Nel frattempo il manager avrà cambiato ditta e la colpa ricadrà sulla solita concorrenza cinese. Il nuovo manager arriverà e provvederà a delocalizzare sempre per colpa dei cinesi ai quali ora possiamo aggiungere gli indiani.