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MASSIMA SPESA, MINIMA RESA?

di Vincenzo Galasso, , Massimiliano Landi, , Andrea Mattozzi, e Antonio Merlo, Categoria Istituzioni e Federalismo, Data 27.05.2008

L'indennità dei parlamentari italiani è fino a quattro volte superiore al reddito annuale di un manager del settore privato. E i redditi totali dei deputati nel primo anno alla Camera aumentano in media del 77 per cento. A questo si somma il reddito di eventuali attività professionali esterne: in media un ulteriore 38 per cento dell'indennità. Ma le stime suggeriscono che 10mila euro di reddito guadagnato in attività al di fuori del Parlamento riducono il tasso di partecipazione del parlamentare dell'1 per cento. Nasce da qui la proposta di abolire la possibilità di cumulo.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Indennità dei parlamentari italiani
    Nome: Cirano  Data: 30.05.2008

    Osservando il grafico è impressionante sia l'aumento di dieci volte delle indennità, a parità di valore del danaro, sia la caduta del livello culturale e formativo dei parlamentari. Si "svaluta" ed "inflazione" il titolo di laurea con gli anni e ciononostante si passa da una percentuale di laureati in Parlamento dal 90 a poco più del 65%.

  • Non è che Lenin aveva ragione?
    Nome: Marino  Data: 29.05.2008

    A proposito di dare a queste funzioni lo stipendio medio di un operaio? Parlamentari strapagati che fanno cattive leggi, CEOs e supermanager che da soli guadagnano quanto interi paesi del Terzo Mondo e sfasciano le aziende; per ritornare a un'altra famosa frase, non erano meglio le cuoche a dirigere lo stato? Com'è che la proposta di tagliare a 400 i deputati e a 200 i senatori è sparita dal dibattito politico?

  • Indennità parlamentare
    Nome: Paolo Rocca  Data: 28.05.2008

    Credo sarebbe sufficiente fare 2 cose: riportare l'indennità alla media europea, penalizzando economicamente le assenze; introdurre una norma di incompatibilità con qualunque altra attività, sul tipo di quella vigente per i giudici costituzionali.

  • E dopo?
    Nome: giovanni prarolo  Data: 28.05.2008

    Intanto complimenti per il lavoro enorme che avete fatto: era ora che il dibattito sulla classe politica italiana si fondasse su dati oggettivi e, spero al più presto, disponibili a tutti. Prendendo spunto dalle parole del prof. Perotti a gaeta, vi invito a riflettere su un fatto particolarmente importante: quello che succede ai redditi dei parlamentari una volta che escono dal parlamento. A parte le indennità pensionistiche (sulle quali non ho competenza e quindi tralascio), un'altra è l'effetto indiretto che consiste nella modificazione, mediante l'attività parlamentare, delle condizioni di funzionamento dei settori lavorativi che sono particolarmente rappresentati in parlamento. Per intenderci, ammettiamo che gli avvocati siano particolarmente presenti in parlamento. Se questi legiferano in favore di sostanziali vantaggi economici per la classe degli avvocati questo si ripercuote sull'intera società in termini di costi, che immagino siano superiori rispetto al pagamento di (laute) pensioni per poche centinaia di ex parlamentari. Questo meccanismo, senza una particolare attenzione alle questioni di conflitto di interesse, avviene sia con il cumulo che senza. saluti gp

  • Grazie
    Nome: Paolo Casarotto  Data: 28.05.2008

    Ho trovato l'articolo di grande interesse, denso di considerazioni e contenuti. Rifletterò e lo proporrò alla riflessione di tutti gli amici che hanno a cuore la buona politica.

  • Stipendi da dimezzare, a dir poco
    Nome: Gabriele da londra  Data: 28.05.2008

    Concordo e sarei anche più drastico. Che un parlamentare italiano guadagni più di un manager è uno scandalo assoluto. I privilegi (perché di questo si tratta) della classe politica sono la prima causa della sua bassa qualità: gente per lo più senza arte né parte si trova improvvisamente in una posizione da Mille e una Notte e chiaramente è pronto a tutto per mantenerla. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: un’età media superiore ai 50 anni, un turnover bassissimo e una inevitabile tendenza all’autoreferenzialità (dalla formazione dei gruppi misti al vero e proprio salto da un partito all’altro nel corso della legislatura). Restano i migliori? Non mi sembra che il mondo invidi la nostra classe dirigente, né che le più grandi corporations non vedano l’ora di assumere Mastella, Buttiglione &C. Altro che indicizzazione sulla crescita economica. Prendiamo qualche benchmark europeo, per esempio la Germania. Diciamo che un parlamentare italiano (10 mila euro al mese, a dir poco) potrà guadagnare quanto un collega tedesco (5 mila) quando l’Italia sarà gestita come la Germania. En attendant Godot.

  • Indennità dei parlamentari fino a 4 volte superiore al reddito annuale di un manager del settore privato?
    Nome: Roberto Arnaldo  Data: 27.05.2008

    Ma è sicuro dell'affermazione che "l'indennità dei parlamentari italiani è fino a quattro volte superiore al reddito annuale di un manager del settore privato"? A me sembra un po' strano: ma cosa si intende per manager privato? Marchionne? Non credo proprio che Marchionne guadagni intorno ai 30-40 mila euro all'anno e neanche un Matteo Arpe. A me risulta che guadagnino milioni di euro. Ma allora a quali manager si riferisce? Neanche un amministratore delegato di una piccola azienda di 30-40 dipendenti guadagna un quarto dell'indennità parlamentare. E non credo neanche un dirigente d'azienda. Ma allora a quali manager si sta riferendo?

  • Indennità dei parlamentari italiani
    Nome: di falco maria  Data: 27.05.2008

    Durante la campagna elettorale Veltroni, riconoscendo che l'indennità dei parlamentari italiani è la più alta in Europa, aveva preso l'impegno una volta al Governo, di allineare tale indennità a quella del resto d'Europa. Purtroppo, le elezioni non sono state vinte, ma non per questo non si deve fare nulla! Anzitutto, sono d'accordo a vietare il cumulo degli incarichi. Ne trarrebbe vantaggio l'azione parlamentare, che già di per sè è molto difficile ed impegnativa. Penso ad es. ai lavori che si tengono in Commissione Bilancio o Finanze. Ci vuole impegno per capire, collegare, verificare già solo i testi di legge da modificare o da introdurre, che con il loro linguaggio specialistico non posseduto da tutti gli eletti creano difficoltà! Inoltre, sarebbe veramente di esempio ed auspicabile sotto il profilo della coerenza che i parlamentari del PD anzitutto presentassero un disegno di legge in questo senso. E poi se il disegno di legge non venisse approvato, com'è facilmente prevedibile, i parlamentari del PD e di tutti i partiti che volessero aderire si autoriducessero l'indennità. Con i soldi dell'autoriduzione si potrebbero finanziare vari progetti: ricerca, restauro, borse di studio.

  • Pia illusione
    Nome: Luigi Mancini  Data: 27.05.2008

    Posso dirlo? Siete degli illusi. Sarebbe bello poter credere che una cosa tanto semplice e giusta venisse fatta. Ma non illudetevi/ci. Veltroni che tanto aveva insistito sulla riduzione degli emolumenti ora tace. Berlusconi che forse per sbaglio una volta aveva accennato alla stessa cosa per non lasciarsi soffiare voti ora tace. I tagli alle spese non si sono visti e non si vedranno. Attendo solo la prima votazione per alzarsi lo stipendio che come sempre vedrà affluenza massiccia e voto unanime, come accadde ad agosto dell'anno scorso quando nel più totale silenzio della stampa i parlamentari si alzarono lo stipendio di 800 euro al mese netti, e alzarono quello delle forze dell'ordine di 20euro lordi. Ma noi questo dubito lo sapremo perchè i giornali si guarderanno bene dall'informarci così come non lo fecero allora se non in un singolo TG a mezzogiorno del giorno stesso e poi basta. I parlamentari europei sostenevano che con "soli" 75.000 euro all'anno nessuno avrebbe voluto più fare quel lavoro, poveri sfruttati. E voi vorreste che i loro fratellini italiani dessero il buon esempio? Con stima, un milanese.

  • Tra le rare incompatibilità che si possono ammettere alcune per i parlamentari sono giuste
    Nome: maurizio perelli  Data: 27.05.2008

    In una ricerca curata dall' Università La Sapienza di Roma, dall'università Carlos III di Madrid e dal Cemefi di Madrid (presentata al Senato assieme all'annuario del Parlamento italiano "La Navicella") è stato fatto l'identichit dei nostri deputati e senatori, dedicando separati capitoli alle "caratteristiche dei parlamentari italiani", agli "effetti del sistema elettorale sulla selezione politica", a "quale classe politica ci attende?", all' "attività legislativa", alle "dinamiche dei redditi". Particolare interesse -al fine di riconoscere se e quando sia ragionevolmente fondata (e dunque costituzionalmente legittima) la previsione legislativa di una incompatibiltà coll'esercizio di una professione e in particolare coll'esercizio della professione forense- assumono alcuni passi della detta relazione dedicati alle dinamiche dei redditi e dell'attività parlamentare dei legislatori. Si legge nella relazione, quanto all'evoluzione dei redditi, che gli effetti sul reddito reale di una permanenza parlamentare di sei anni si rivelano per gli avvocati del +27%, cioè decisamente superiori alla media dei parlamentari (+13%).