
Non è facile indicare soluzioni al problema del ricambio delle agenzie nel mercato nel rating, quando si verifichino diffusi errori di valutazione. Non si può lasciare libero accesso a nuovi operatori confidando in una naturale selezione operata dal mercato. Ma non si possono neanche limitare fortemente le nuove iniziative imprenditoriali in nome di un iniziale accertamento della professionalità. La concorrenza, se contenuta da argini tecnici e normativi, può e deve rappresentare un utile sprone alla maggiore efficienza anche in questo settore chiave dell'economia.
Segnalo che la Banca d'Italia ha autorizzato (http://www.bancaditalia.it/vigilanza/banche/ecai;internal&action=_setlanguage.action?LANGUAGE=it), oltre alle tre agenzia leader a livello internazionale, anche la società Lince, quest'ultima limitatamente alla classe "Imprese e altri soggetti" nell'ambito del metodo standardizzato per le sole valutazioni unsolicited. Altre potenziali ECAI italiane hanno presentato domanda di riconoscimento.
La ringrazio per la pronta osservazione. Purtroppo era stata pubblicata una vecchia versione dell'articolo, che avevo licenziato poco meno di un mese prima delle autorizzazioni delle nuove agenzie; la concomitanza del festival dell'Economia di Trento, in cui la redazione de Lavoce era pesantemente impegnata, non ha permesso la veloce sostituzione con il testo corretto. La ristretta operatività della società italiana ed il fatto che nuove agenzie abbiano presentato domanda di riconoscimento non ottenendolo subito, al pari delle agenzie maggiori, mi sembra comunque rafforzare la tesi che il mercato sia forse eccessivamente chiuso: anche alla luce dei contenuti dell'accordo raggiunto fra il procuratore generale di N.Y. Andrew Cuomo e le tre grandi agenzie di rating (è notizia di ieri 5 giugno: http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&sid=aJJAbrVMDVmA).
Cordiali saluti