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Commenti

TROPPA CONFUSIONE SUI LAVORATORI AZIONISTI

di Francesco Vella, Categoria Corporate Governance, / Finanza, Data 27.05.2008

Dare rappresentanza ai lavoratori nel governo dell'impresa è utile soprattutto se si guarda al loro interesse a conoscere e controllare la gestione, ad esempio attraverso la possibilità di nomina di membri del collegio sindacale. La partecipazione finanziaria dei lavoratori, invece, può portare a confusione dei ruoli. Un contributo potrebbe invece derivare dal rafforzamento delle forme di investimento collettivo. E’ questo uno dei tanti aspetti del tema “Mercato e democrazia”, titolo del Festival dell’Economia che si tiene a Trento dal 29 maggio prossimo al 2 giugno.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • I sacri testi dimenticati
    Nome: claudio  Data: 28.05.2008
    Peccato non riprendere con più energia quanto i padri costituenti ci hanno mirabilmente indicato negli articoli 46 e 47 della Costituzione, che tutti, ma proprio tutti, ignorano o dimenticano da 60 anni...
    Risposta:

    Ringrazio i lettori per i commenti. Effettivamente  siamo in presenza di norme costituzionali che hanno generato un grande dibattito e alle quali gli innumerevoli progetti  di legge presentati nel corso delle passate legislature avevano cercato di dare attuazione, ma  senza successo. Forse adesso si è creato un clima economico diverso e idoneo a superare antiche resistenze, ma  a condizione, appunto come scrivevo nell'articolo, che non si faccia confusione."

  • Democrazia Economica A cominciare dalla Grandi Imprese
    Nome: Tarcisio Bonotto  Data: 28.05.2008

    A parte le difficoltà oggettive oggi, di un cambiamento di ruoli nella gestione aziendale, rimane pur sempre immanente il concetto che il modello a proprietà privata dei mezzi di produzione non tiene più. La sotto utilizzazione delle potenzialità fisiche, intellettuali e intuizionali, i crack aziendali che hanno messo in pericolo decine di migliaia di dipendenti, le delocalizzazioni per il maggiore profitto, i conflitti imprenditori/dipendenti/sindacati, chiedono un cambio di rotta. Il rapporto di lavoro dice R. Batra è di tipo medioevale, tra il Signorotto e i Servi della Gleba. Dovremmo tenere a mente che se le responsabilità economiche sono suddivise tra tutti si risana l'economia e vi è più incentivo a lavorare sodo. Il governo dovrebbe sostenere una politica di produzione/distribuzione cooperativa per i beni essenziali. Ciò aumenterebbe la distribuzione della ricchezza, eviterebbe fasi di depressione economica. E' una cultura da crescere e faremmo meglio farlo in fretta, prima che crollino le certezze del mercato liberista, sommerso dai debiti e dalle sue contraddizioni interne. Le Coop Mondragon, dei paesi Baschi, sono un buon esempio alternativo.

  • Democrazia economica
    Nome: Maurilio Menegaldo  Data: 28.05.2008

    Lasciando da parte il vasto campo della democrazia industriale ed economica, mi pare opportuno notare che la proposta di far intervenire nella governance d'impresa i fondi pensione, in particolare quelli negoziali che cominciano ad essere decisamente importanti anche nel nostro Paese, sia molto interessante e meriti di essere valutata a fondo soprattutto dalle organizzazioni sindacali. Infatti, una delle critiche più serie e argomentate ai fondi chiusi è proprio quella della difficoltà di controllo sugli investimenti e sull'andamento dei titoli in portafoglio. Attuare l'ingresso dei fondi negli organi di gestione e sorveglianza delle aziende potrebbe essere davvero un primo passo per sviluppare una forma di controllo "dal basso" sull'operato delle aziende stesse.

  • Art.46 della Costituzione
    Nome: Piero Stagno  Data: 28.05.2008

    Credo che si possa rispolverare l'art. 46 della Costituzione (cui erano contrari CGIL e Confindustria): "Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende."