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Commenti

GRANDI INTESE O GRANDI ELUSIONI FISCALI?

di Tito Boeri, e Pietro Garibaldi, Categoria Lavoro, / Fisco, Data 20.05.2008

Si profila all'orizzonte un grande accordo sulla detassazione dello straordinario e delle componenti variabili del salario. Sarebbero d'accordo tutti: dalla maggioranza all'opposizione, da Confindustria al sindacato. Nelle migliori intenzioni dovrebbe servire a rafforzare il decentramento della contrattazione salariale e un più forte legame dei salari con la produttività. Ma vi sono grandi rischi di elusione fiscale. Non a caso il Governo sta predisponendo tanti paletti, complicando ulteriormente il sistema fiscale. E per decentrare la contrattazione non c'è alcun bisogno di sgravi fiscali. Meglio sarebbe tagliare le tasse sul lavoro per tutti e riformare davvero la contrattazione.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Lo straordinario detassato per le FF.PP. non aumenta la sicurezza
    Nome: Simone Sansoni  Data: 29.05.2008

    La detassazione esclude il pubblico impiego e molti poliziotti e rappresentanze militari hanno denunciato l’esclusione. Ma nella pubblica amministrazione maggiori ore lavorate non significano maggiore produzione, tutt’altro... La particolarità delle Forze di Polizia: una detassazione del loro straordinario comporta maggiore sicurezza? Ai militari privi di diritti sindacali non si consente scelta (se il servizio impone di lavorare oltre le 36 ore si deve fare, con o senza detassazione). Molte ore non sono remunerate ma devono essere recuperate. Che avrebbe una detassazione dello straordinario se non posso decidere se farlo e non so se verrà retribuito? Per agire sui salari è logico modificare la fiscalità generale, ma la detassazione dello straordinario non favorisce nemmeno l’equità. Il lavoro straordinario è per una ristretta categoria di lavoratori che si restringe nelle organizzazioni militari poiché la dirigenza usufruisce dello straordinario senza alcun contradditorio con la controparte sindacale. La detassazione non è strumento di equità ma di divari tra molti che prestano marginalmente straordinario, anche non retribuito, e pochi che se ne avvalgono senza controllo esterno.

  • Ancora sulla natura dello straordinario
    Nome: Daniele  Data: 25.05.2008

    Sono assolutamente d'accordo con Renzo Poser. Lo straordinario è sempre da ricondurre alla quantità di lavoro non programmata e non programmabile: nel primo caso infatti si tratta di inefficienza dell'impresa, ed allora persistere nel ricorso allo straordinario significa non volere affrontare le modifiche strutturali che si rendono palesemente necessarie. Di fronte a questo tipo di atteggiamento non si può adottare un sistema premiante. Al contrario, bisognerebbe disincentirarne la pratica allorquando si trasforma addirittura, come nel caso di lavoro in fabbrica, in un allarmante aumento della pericolosita' stessa del lavoro, per il conseguente calo di tensione che interviene dopo che sia trascorso il normale turno. Quando invece lo straordinario sia effettivamente tale in quanto non programmabile, l'incentivo fiscale non mi sembra possa essere considerata una seria misura di politica economica, perche' a fronte di tale misura non sposta nessuna decisione di alcun soggetto economico, proprio in virtù della sua natura.

  • DETASSAZIONE STRAORDINARI-PREMI
    Nome: FAUSTO  Data: 24.05.2008

    L'irpef 10% sugli straordinari (premi e bonus) è tecnicamente e inutilmente complicato e con effetti fiscali regressivi oltre ad avere tutti i difetti sociologici già indicati negli altri commenti. Ammesso e non concesso che straordinari e premi di risultato vadano detassati, a mio avviso il modo più semplice per farlo è tagliare la base imponibile del premio/straordinario almeno del 50% senza modificare le aliquote Irpef. Si manterrebbe così il principio di progressività fiscale ma con un significativo vantaggio per i dipendenti rispetto alla tassazione attuale; le aziende e il Fisco non avrebbero bisogno di modificare i sistemi informatici e i codici tributo oltre ai Cud,770,,ecc.; lo Stato non regalerebbe imposte a chi dovrebbe invece pagarle (redditi maggiori). Ho simulato il reddito netto marginale per diversi importi di straord./premio (Eur.100/300/500/800/1100/1400) applicando l'aliquota marginale uguale a quella max.degli scaglioni Irpef e confrontandolo con l' aliquota 10%:il delta con ques'ultima è minimo. Inoltre si avrebbe un beneficio finale aggiuntivo dato che il reddito annuo diminuirebbe,facendo aumentare le detrazioni fiscali. Il 10% ? denaro (nostro) buttato.

  • Opinioni
    Nome: Enzo Tripaldi  Data: 23.05.2008

    La decisione, che fa il paio con l'abolizione ICI, la interpreto solo come una misura sociale che potrebbe (vedasi condizionale) far aumentare la disponibilità liquida di alcuni lavoratori. Bisognerà vedere a quale prezzo ex post. Concordo sul fatto che gli straordinari andrebbero a rigore disincentivati, a differenza dei premi di produzione, meglio ancorati alla produttività. Si elude il problema serio italiano di dover ampliare la base lavorativa, che è inferiore alla media, diminuendo orizzontalmente il costo del lavoro. Ho l'impressione, ma spero di essere poi smentito, che si partorità il classico topolino.

  • 2 aspetti
    Nome: lorenzo  Data: 23.05.2008

    Volevo una delucidazione e spiegare una mia perplessità: 1) un lavoratore dipendente che guadagna 3000€ lordi si accorda col suo capo per prendere 2000 fisso+ 1000 variabile.la tassazione dei 1000 è al 10%, paga 100 di tasse e guadagna circa 500€. Se però giriamo il discorso, al dipendente chi glielo fa fare di rinunciare a 1000 lordi fissi, sapendo che ci potrebbe essere una gabola sotto? O meglio, mettiamo che l'azienda vada male inaspettatamente, dovrei rinunciare ai 1000€ lordi. Non ho capito perchè il gioco dovrebbe valere la candela 2) la maggioranza degli incidenti sul lavoro si verifiacano nell'ultimo 25% del turno di un operaio. Questo accade perchè più si è stanchi, più è facile una disattenzione. Siamo sicuri che questa manovra non aumenti le morti bianche e/o gli incidenti? Non bisognerebbe, magari tassare al 20% lo straordinario di modo che il 10% vada allo stato e il 10% all'impresa la quale si prende l'onere di investire sulla sicurezza?

  • Grandi interessi o grandi elusioni fiscali
    Nome: mario pennetta  Data: 23.05.2008

    Interessante la proposta di legare la contrattazione aziendale per le piccole imprese, dove questa non venga attuata, alla definizione di un parametro stabilito in sede di contrattazione nazionale. Si fa l'esempio di aumentare i salari in proporzione del 50% dell'incremento del reddito lordo operativo pro-capite e al netto dell'inflazione. La mia perplessità consiste nella verdicità dei bilanci che determinano il reddito lordo operativo. I bilanci hanno poste stimate, normative per la determinazione di poste contabili elusive. Chi controllerebbe la correttezza dei bilanci e la loro "veridicità"?

  • Universo parallelo
    Nome: Bruno Stucchi  Data: 23.05.2008

    Ho l'impressione che molti commentatori vivano in un universo parallelo, diverso da quello che conosco. Nel mondo reale, nella piccola/media industria manifatturiera tutti gli straodinari sono pagati in nero e fuori busta. Quanto poi alla "pianificazione" del lavoro, credo sia cosa piu' da esercizio accademico, quindi inutile, che da mondo reale.

  • Detassazione dello straordinario e delle componenti variabili del salario.
    Nome: Aurelio  Data: 23.05.2008

    Purtroppo in questo caso si evidenzia l'incapacità di andare al cuore del problema dell'alto livello di tassazione. Si preferisce invece procedere "all'italiana" ed elaborare delle misure parziali, di complicata applicazione e con risvolti ed effetti spesso poco prevedibili. Il provvedimento non persegue certo obiettivi di semplificazione e razionalizzazione e sicuramente porterà un aggravio di lavoro amministrativo per le aziende e complicazioni nei controlli da parte del fisco.

  • Detassazione straordinario
    Nome: Mastrosm  Data: 22.05.2008

    Condivido l'articolo, ma secondo me la detassazione da ancha la possibilità ai piccoli imprenditori di utilizzare lo strumento del lavoro straordinario come elemento di pressione e di divisione tra i lavoratori, favorendo i più forti contro i deboli.

  • Straordinari sintomo di inefficenza
    Nome: Francesco Arcarese  Data: 22.05.2008

    Complimenti, innanzitutto, per l'articolo che va controcorrente rispetto al dibattito generale. A mio modesto parere, il ricorso sistematico agli straordinari da parte di un'azienda è sintomo di scarsa pianificazione del lavoro (dei flussi, dei carichi, ecc.) e/o di carenza di personale; in ogni caso, incentivare gli straordinari potrebbe peggiorare la gestione delle aziende. Ulteriori effetti nefasti potrebbero verificarsi anche per la sicurezza e, in fin dei conti, per la stessa qualità della vita: lavorare di più implica meno svago, sport, relazioni familiari e quant'altro, non proprio una società del ben-essere.