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ALITALIA IN CADUTA LIBERA, MA NON I COSTI

di Carlo Scarpa, Categoria Infrastrutture e Trasporti, Data 14.05.2008

Alitalia continua a perdere soldi. Tanto che senza il prestito ponte forse non sarebbe riuscita a pagare gli stipendi di maggio. Eppure, se si confrontano i costi del primo trimestre 2008 con quelli del primo trimestre 2007 si vede che, dopo dodici mesi di allarmi ed emergenza, su questo fronte non è stato ottenuto nessun risultato. Il problema di Alitalia non è un problema finanziario, ma di piano industriale. Per il quale serve un solido partner industriale. Ma non vorremmo che aspettare il socio significhi rinviare all'infinito il tentativo di raddrizzare i conti.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • ALITALIA
    Nome: FRANCESCO PAGLIANO  Data: 03.06.2008

    Se fallisce l'Alitalia i nostri figli avranno un'opportunità in meno nel mondo del lavoro. La nostra generazione starà meglio ma i nostri figli molto peggio. Sentiamoci per una volta italiani e diamo fiducia a questo governo che può dominare i sindacati. Se non riesce neanche il nuovo governo meglio il fallimento, mai una compagnia straniera.

    Risposta:

    Caro lettore,
    spero Alitalia non fallisca e che resti sul mercato facendo profitti. Ma se fallirà una compagnia che fa volare a prezzi troppo alti e blocca
    i diritti di volo e di atterraggio che altri potrebbero utilizzare meglio, sarebbe solo un bene. Per i nostri figli. Una lista dei possibili effetti?
    - altre compagnie prenderanno il posto di alitalia e potranno assumere i nostri figli
    - queste compagnie (più efficienti, se no falliranno anche loro) praticheranno tariffe più basse, e quindi i nostri figli spenderanno
    meno per spostarsi, quindi faranno più turismo (con beneficio per i nostri figli che lavoreranno in alberghi o ristoranti) e invieranno più
    merci (con beneficio per i nostri figli che le produrranno)
    - poichè questo spingerà a far volare più persone e più merci, l'occupazione nel settore potrebbe aumentare...
    - con i soldi che lo Stato avrà nel frattempo cessato di buttare dal finestrino (5 miliardi di euro negli ultimi anni, dicono, ma temo siano
    molti di più) i nostri figli beneficieranno di migliori servizi. ...potrei continuare. Ovviamente so benissimo che non tutto questo è
    automatico, ma far fallire imprese balorde significa semplicemente lasciare spazio per imprese migliori e far funzionare meglio tutto il
    sistema... nell'interesse dei nostri figli...
    Con i migliori saluti
    carlo scarpa

    p.s. ma non si preoccupi. Non la fanno fallire. Secondo me, qualcuno che
    la prende in cambio di pagamenti che riceve in altri mercati, lo
    trovano... Purtroppo.

  • Ancora finanza creativa: un prestito che diventa patrimonio
    Nome: Massimo GIANNINI  Data: 29.05.2008

    Il nuovo governo si distingue ancora con la finanza e contabilità creativa: il prestito Alitalia sarà trasferito in conto capitale come parte del patrimonio netto. Complimenti alla manovra sottobanco. Da quando i prestiti diventano capitale sociale? Alitalia non é una società quotata in borsa e sul mercato? Ma se la UE non ha nemmeno autorizzato il prestito come si pretende che si possa fare per tale via un'integrazione del capitale sociale. Il ministro dovrà spiegare a chi ha un mutuo che anche loro potranno integrare a capitale proprio una parte del prestito della banca e mai più rimborsarlo. I 300 milioni di Euro pesano nelle tasche delle famiglie italiane alcune decine di euro a testa.

  • Alitalia in caduta
    Nome: renato  Data: 24.05.2008

    La stragrande parte di quelli che dovrebbero intervenire per redigere il certificato di morte, ha usufruito della stessa AZ , per collocare parenti ed amici o per trarre vantaggi economicamente significativi con appalti ad amici o amiche. Se morisse la vacca, tutto dovrebbe essere rimodulato ma di questi tempi dove trovarne una nuovaed altrettanto muinifica? L'alitalia ancora oggi produce dirigenti; funzionari; posti di lavoro; appalti e quantaltro, e nessuno interviene: perché?

  • Il prestito ponte diventa patrimonio netto: l'ennesimo inutile e dispendioso tentativo di temporeggiare?
    Nome: Gabriele Di Giovacchino  Data: 22.05.2008

    Dalle sbrigative dichiarazioni rilasciate dal Ministro Tremonti ho appreso l'intenzione del Governo di trasformare il c.d. prestito ponte in patrimonio netto: l'operazione ricorda quella che compiono spesso le holding per evitare il fallimento delle proprie società controllate, coprendo le perdite delle stesse attraverso la rinuncia al diritto di rimborso di prestiti precedentemente erogati. Se così è, oltre a configurarsi l'ennesimo tentativo di raddrizzare i conti, il pericolo maggiore per l'Erario (e quindi in ultima analisi per i contribuenti) è quello di perdere definitivamente anche quest'ultima somma erogata: in caso di liquidazione o procedura concorsuale dell'Alitalia, il patrimonio netto potrebbe essere rimborsato solamente con le eventuali somme residue dopo il pagamento di tutti gli altri creditori. Eventualità alquanto remota.

  • alitalia
    Nome: marcello battini  Data: 22.05.2008
    Fallito il tentativo, preso con molto ritardo dal Governo Prodi, si potrebbe riprovare a ricontattare Air France che potrebbe anche riprendere il filo della trattativa, a condizioni più onerose per il Paese, in caso contrario, sarà percorribile solo la strada del fallimento. Con grande gioia da parte dei cittadini.
  • Commissariamento
    Nome: alessandro  Data: 20.05.2008

    il commissariamento non è una soluzione percorribile visto che la legislazione italiana vieta ai commissari straordinari l'accesso al credito. questo significa che, constata la eventuale mancanza di liquidità, si dovrebbe chiudere l'azienda : stante le attuali condizioni di alitalia mi pare chiaro che la roulette russa è meno spericolata.... ormai cordata o morte...

  • Inadeguatezza della politica e dello stato imprenditore
    Nome: luigi zoppoli  Data: 19.05.2008

    Alitalia è peggio che umiliante per il paese ed ancora di più per l'azionista pubblico. La domanda che mi viene da pormi è: se questo è l'approccio al tema Alitalia, peril quale si è buttata via un'occasione irripetibile di rilancio scegliendo l'impossibile via di cordate inutili, qual mai capacità si possono attribuire all'azionista pubblico? E siccome esso è rappresentato dal ministro del tesoro pro-tempore e dal governo in carica di qual mai capacità risolutive è ragionevolmente possibile accreditarlo?

  • Perché mai
    Nome: Provenza Vincenzo  Data: 19.05.2008

    Perdonatemi ma a chi interessa l'Alitalia? Sicuramente non al sindacato che giustamente difende i privilegi dei lavoratori e dei sindacalisti. Sicuramente non ai politici che la considerano una riserva di caccia. Sicuramente non ai clienti di Alitalia che stanno imparando a volare con altre compagnie. Sicuramente non ai lavoratori che conservano i loro privilegi. Sicuramente non ai fornitori che possono contare sulla bontà di un acquirente pubblico dove nessuno mai risponde di nulla. Sicuramente non agli italiani che hanno votato per la parte politica che si era schierata apertamente contro l'unica ragionevole privatizzazione possibile. Alla fine cosa sono 300ml di euro nel bilancio pubblico, una goccia in un mare di sperperi.

  • Magna magna
    Nome: Davide Fazzini  Data: 18.05.2008

    Per anni l'alitalia ha rappresentato il piatto sempre pieno (grazie ai soldi pubblici) in cui tutti dai sindacati, ai politici, ai lavoratori hanno mangiato a sbafo. Adesso la cuccagna è finita (anche se ci hanno "fregato" in extremis altri 300 milioni di euro).

  • Assistenzialismo
    Nome: Rao Giuseppe  Data: 16.05.2008

    Della serie: quello che semini raccogli. Quanti settori non vanno perchè retti da un ostinato assistenzialismo? Bisogna dare effettivo corso alla libertà di mercato e andrà avanti chi merita. L'applicazione di questa regola non avrebbe permesso ad Alitalia di cadere così in basso.