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Commenti

CONTRO LA DETASSAZIONE DEGLI STRAORDINARI

di Matteo Richiardi, Categoria Fisco, / Lavoro, Data 13.05.2008

Nonostante sembri mettere tutti d'accordo, il provvedimento ha evidenti conseguenze negative. Svantaggia i lavoratori più deboli che fanno comunque meno straordinari e che avranno più difficoltà a trovare un lavoro. A guadagnarci saranno soprattutto le imprese, che riusciranno per questa via a ottenere un abbassamento del costo del lavoro e una maggiore flessibilità di utilizzo della manodopera. Se si vuole rendere più competitivo il nostro paese intervenendo sul costo del lavoro, si può farlo in modi diversi e più efficaci. Per esempio, abbassando le tasse sul lavoro.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Misura emergenziale
    Nome: DVD  Data: 05.06.2008

    Credo che si stia dando troppa enfasi ad una misura che non può che essere temporanea. Non condivido le lamentele dei dipendenti pubblici che continuano a non comprendere i problemi del paese che ha bisogno di maggiore efficienza e produttività. Il settore pubblico è oggettivamente inefficiente e deve recuperare nel normale orario dilavoro l'efficienza del servizio. Dare straodinari anche a loro altro non farebbe che aumentare le inefficienze. Il privato, invece è organizzato ed efficiente ma deve recuperare maggiore produttività rispetto ai competitori oramai mondiali e non più solo nazionali. La misura sugli straordinari non è certo la "genialata" che risolve tutto, ma è pur sempre qualcosa!

  • La detassazione degli straordinari conviene realmente alle imprese
    Nome: Carlo Petrucci  Data: 04.06.2008

    Così come è stata concepita e sperimentata, la detassazione degli straordinari, da una parte non incentiva affatto chi ha più voglia di lavorare e fa più straordinari, e dall'altra non è detto che favorisca le imprese, o almeno non tutte.Infatti il tetto inserito dal decreto legge non parla di parte fissa del reddito percepito ma genericamente di reddito lordo (ossia parte fissa più la parte variabile). Facciamo un esempio, se un lavoratore che ha guadagnato nel 2007 per la parte fissa 27000 Euro e ha fatto straordinari per meno di 3000 avrà la detassazione prevista dal ddl, se invece si è impegnato di più e ha fatto straordinari per più di 3000 Euro il governo lo premia negandogli la detassazione; senza entrare nel merito mi sembra completamente sbagliato nel metodo in quanto spesso (e più spesso di quanto si possa immaginare) raggiunge un risultato che è completamente l'opposto di quello che si voleva raggiungere. La soglia si doveva applicare alla parte fissa di reddito e non anche agli straordianri, è ridicolo e assurdo un provvedimento di questo tipo.

  • Detassazione straordinari
    Nome: Massimo Laurenti  Data: 22.05.2008

    Mentre il detassare gli straordinari solo per il lavoro privato e non anche per il pubblico sicuramente potrebbe essere anticostituzionale, considerando che dati ISTAT recenti dicono che la produzione industriale nei primi del 2008 è inferiore del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2007 e che i consumi in generale sono tutti con il segno negativo, mi domando: perchè le aziende dovrebbero richiedere ai dipendenti gli straordinari? per produrre di più beni che stentano ad essere venduti? Ritengo che per far ripartire l'economia occorra ripartire dai consumi e che per consumare occorra disporre di più denaro: quindi, invece di detassare gli straordinari (di pochi), sarebbe più utile e logico aumentare le retribuzioni (dei molti) o abbassando le imposte sul lavoro o introdurre il coefficiente familiare dividendo il reddito per i componenti della famiglia che sono a carico del lavoratore. Questo sarebbe un intervento non demagogico ma serio ed a beneficio dei lavoratori che con meno tasse avrebbero più risorse a disposizione.

  • VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA
    Nome: Angelo  Data: 21.05.2008
    L'impossibilità per un parte di lavoratori (pubblici) di usufruire della detassazione, oltre che comportare una evidente violazione del principio di progressività della imposizione fiscale - parità di reddito lordo un ci sarebbe una diversa contribuzione, determina anche una violazione del principio di eguaglianza dei cittadini discriminandoli in base alla tipologia di impiego.
  • Siamo proprio sicuri?
    Nome: Marcello Vicarelli  Data: 20.05.2008

    Fiorella Kostoris ipotizza in un articolo recentemente apparso sul Sole 24 Ore la possibilità che dalla detassazione degli straordinari possa derivare un incentivo alla partecipazione del mondo femminile. La Kostoris cita un'analisi realizzata da Ichino ed Alesina che dimostra una maggiore elasticità dell'offerta di ore lavorate da parte delle donne rispetto agli uomini "...unque, se non emergessero esplicite preferenze o discriminazioni di genere nella domanda delle imprese, le lavoratrici, pur con un orario attuale inferiore al maschile, sarebbero le prime a reagire positivamente, divenendo le principali beneficiarie di tale misura, perché l'incentivo di fatto risulterebbe per loro più forte, e l'autonomia economico-sociale della donna sarebbe di conseguenza rafforzata...". Se effettivamente si verificasse poi una riduzione dell'orario ordinario a favore di quello flessibile e meglio remunerato, l'effetto potrebbe essere ulteriormente rafforzato.

  • Detassazione degli straordinari
    Nome: giuseppe  Data: 20.05.2008

    Va bene detassare, ma ancora meglio individuare un tetto massimo (es.35000 euro), cosi' qualche vantaggio l'avranno per davvero i redditi medio-bassi.

  • DETASSAZIONE STRARDINARI
    Nome: bobo  Data: 19.05.2008

    A furia di avvantaggiare che è svantaggiato ci troviamo tutti al minimo livello. Questa favola ha già prodotto carabinieri alti 1 e 50 e le pensioni da 300€ al mese. Con gli straordinari in nero, attualmente, ci guadagnano entrambe le parti e qualsiasi novità andrebbe a rompere il delicato equilibrio. Aprire gli occhi please! PS. e il lavoro delle famose badanti clandestine come lo chiamiamo ?

  • Detassare gli strordinari: meglio che niente
    Nome: luigi zoppoli  Data: 19.05.2008
    In campagna elettorale ho ascoltato troppo spesso affermazioni relative ad un preteso automatismo tra più lavoro, con gli straordinari, più produttività. Il che è ovviamente infondato. Vorrei però presentare un'osservazione di metodo: detassare gli straordinari è una regola che tipicamente si presta a "manomissioni" di infinito genere tra cui quelle esemplificate nell'articolo. Una buona regola dovrebbe avere requisiti di semplicità, chiarezza e facile applicabilità. Intervenire sulla fiscalità e sulle contrattazione di secondo livello oltre che sulla crescita di produttività mi parrebbe più semplice, immediato, generalizzato e non opinabile. Il che non è poco. Se peraltro l'alternativa fosse nulla, meglio detassare gli straordinari che niente. Luigi Zoppoli
  • Vantaggi a pochi
    Nome: blucio  Data: 19.05.2008

    Il problema non è solo se il provvedimento sia vantaggioso o meno, perchè in fondo ad alcuni, lavoratori dipendenti, pochi o molti, permetterà di avere più soldi in busta paga. La questione è se questa scelta discrimina lavoratori rispetto ad altri e mi sembra di capire che la risposta è sì: sicuramente le donne e chi non può, anche se volesse, fare straordinari. La seconda questione, per me più importante. è se qusti soldi "di tutti" potessero essere spesi meglio e cioè se potessero essere destinati a tutti i dipendenti come detrazioni di imposta. Sbaglio o dal 2001 al 2006 solo i dipendenti avevano perso potere d'acquisto e tutti dicevano, compreso Draghi, che questa era la vera emergenza. Sbaglio o questa misura non incentiva la produttività, incentivando l'incremento la quantità di ore di lavoro e non l'efficienza per ogni ora lavorata? Ah, dimenticavo quesro era il programma di Veltroni, ma gli italiani hanno scelto Berlusconi, compresi molti operai e quindi va bene così

  • CONTRO LA DETASSAZIONE DEGLI STAORDINARI?
    Nome: Diego Prandini  Data: 17.05.2008

    La moneta ha un'utilità marginale decrescente e pertanto introdurre misure che privilegino, seppur solo fiscalmente, le ultime unità di moneta prodotta dal contribuente si rischia di creare un meccanismo di tassazione che non massimizza il benessere sociale (l'opposto del principio del sacrificio minimo collettivo). Credo che questo sia in estrema sintesi il concetto di Scienza delle Finanze che voglia trasmettere nel Suo articolo ma non trova fuorviante l'espressione: "La detassazione degli straordinari modifica gli incenti di impresa e lavoratori nella direzione di favorire la sostituzione di lavoro " normale" con lavoro straordinario: in altre parole un trade-off tra ore di lavoro per dipendente e numero di dipendenti". Inoltre, non crede che alla luce delle obiettive difficoltà congiunturali che stanno attraversando le imprese italiane (le uniche in grado di creare ricchezza) siano necessari interventi strutturali, a volte anche imperfetti come quello della detassazione dei cd. "straordinari"?