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IMPRESE CHE VINCONO CON LA DELOCALIZZAZIONE

di Lorenzo Casaburi, , Valeria Gattai , e Alfredo Minerva, Categoria Concorrenza e Mercati, / Internazionali, Data 16.05.2008

La globalizzazione genera vincitori e vinti, non solo tra i lavoratori, ma anche tra le imprese di uno stesso settore. Quali sono le caratteristiche di quelle che scelgono la delocalizzazione? Sono più grandi e più produttive. Forse perché i costi fissi dell'offshoring sono alti. Oppure è l'esposizione a una dimensione internazionale della produzione che tende a migliorare i risultati aziendali in virtù di un processo di learning by offshoring, che risulta maggiore nel caso di attività orizzontali. Anche perché non tutte le modalità di delocalizzazione sono uguali.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • E' davvero TFP?
    Nome: Alessia Lo Turco  Data: 20.05.2008

    Mi domando quanto conti sula distribuzione della TFP la presenza nello stesso settore di imprese che fanno cose molto diverse. Sull'onda della recente puntata di Report il settore abbigliamento racchiude la realtà del grande marchio che vende prodotti di lusso tra gli USA e i BRICs, ma anche la realtà del piccolo terzista che il mercato (estero) finale(e anche intermedio) non lo vedrà mai. Queste due aziende producono in realtà beni diversi e probabilmente non è corretto metterle insieme per calcolare i premia delle esportatrici o delocalizzatrici. Un altro punto, in parte collegato a questo, è che l'eterogeneità tra le imprese dentro uno stesso settore potrebbe essere colta dall'inclusione degli intangible assets, es. marchio tra le determinanti del valore aggiunto: se si stima la funzione di produzione escludendo questi asset, il contributo degli stessi finisce nella TFP delle imprese che a fronte di capitale fisico contenuto hanno un capitale intangible molto elevato, questo potrebbe anche andar bene, ma la domanda è la capacità che un marchio dà di vendere ad un prezzo più elevato ciò che acquisto da un terzista a pochi euro è davvero TFP?

  • Delocalizzazione, produttività, occupazione
    Nome: luigi zoppoli  Data: 19.05.2008

    Interessante angolatura di analisi che impressiona un quasi profano. Conoscendo per motivi professionali le PMI italiane, sono colpto ed interessato dal "learning by offsoring" di cui mi chiedo se e come è possibile misurare le ricadute sulle aziende Italiane. Considerato che in questo articolo ed in quello correlato scritto da Daveri e Jona-Lasinio ci si occupa di produttività, sarei interessato a sapere se sul sito (a meno di mia poca attenzione) o altrove esistono studi sulle relazioni tra delocalizzazione, internalizzazione e livelli di occupazione sul mercato interno. Sono rimasto alle analisi di Paul Krugman che però sono relative agli USA.
    Luigi Zoppoli

    Risposta:

    Per quanto riguarda l'effetto dell'internalizzazione della produzione (nella forma di investimenti diretti esteri) sul mercato domestico del lavoro (in particolare sul tasso di crescita dell'occupazione a livello provinciale) si rimanda ad un Tema di discussione della Banca d'Italia a firma di uno dei tre autori http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/temidi/td07/td613_07/td613

  • MA UN'AZIENDA CHE DELOCALIZZA è FORTE...MA PER CHI?
    Nome: Stefano  Data: 16.05.2008

    È interessante seguire il modo in cui evolve la competizione tra aziende. Mi chiedo se per la gente comune si abbia questa percezione, che un’azienda con grosse propensioni alla delocalizzazione, di fatto, sia più forte di un’azienda più territoriale. Mi verrebbe da dire che per un cittadino comune la differenza è che l’azienda locale rischia di “soccombere” con i propri lavoratori; l’altra ha la possibilità di sopravvivere altrove. E allora che sviluppi potrà avere l’indiscutibile legame tra: Azienda (offerta lavoro) -Occupazione (domanda lavoro) - Stato (Ente che regola il Mercato)?