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VIAGGIO AL TERMINE DELLA MUNNEZZA

di Antonio Massarutto, Categoria Energia e Ambiente, Data 06.05.2008

Primo Consiglio dei ministri a Napoli, all'ordine del giorno la crisi dei rifiuti. Ma anche per il nuovo governo non sarà facile trovare una soluzione definitiva. Nel frattempo, la situazione è lontana dalla normalità: si cerca ancora un rimedio temporaneo per far fronte all'emergenza. Intanto, però, il capitale di fiducia dei cittadini nelle istituzioni è stato dissipato e il denaro sperperato per operazioni clientelari o conniventi. Da questa situazione si uscirà con enormi difficoltà, grande pazienza, nervi saldi e soprattutto tempi lunghi.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Alibi... camorra... !?
    Nome: Paquale Cascella  Data: 29.05.2008

    I cittadini campani non hanno bisogno di un alibi: non avrebbe senso. L'opinione pubblica, il nostro ipotetico giudice, non usa il codice di procedura per emanare la sentenza. E' imbarazzante "giustificare" un comportamento "naturale" come quello di massimizzare il profitto attraverso l'abbattimento dei costi di smaltimento di rifiuti industriali in Campania. Secondo me non c'è bisogno dimostrare un nesso procedurale tra singolo imprenditore e singola ditta di smaltimento per dimostrare la fondatezza dell'ipotesi "accusatoria": i campani, gli italiani sono vittime non carnefici dell'emergenza rifiuti. Il Demiurgo di tale situazione è un ristretto gruppo di portatori di interessi in cui il confine tra legale e illegale è indefinito. La camorra non è più un antistato (con il proprio esercito, regole, giustizia, tasse e sussidi). La camorra, oggi, si fa chiamare in modo giusto e appropriato "Sistema". Perchè essa stessa è connaturata al nostro sistema politico economico ormai corrotto dall'esasperato individualismo. I problemi dei cittadini di Chiaiano sono localizzati e non interessano nemmeno gli abitanti di un altro quartiere della stessa Napoli. Oggi a me, domani tocca a te.

  • La camorra è sottovalutata dalle istituzioni
    Nome: Matteo Graffi  Data: 27.05.2008

    Credo che al di là delle soluzioni tecniche per risolvere il problema, che possono essere condivise o meno,sia necessario constetualizzarlo. Non credete che il principale problema campano sia di carattere sociale e istituzionale? Ovviamente mi riferisco alla camorra..Che è presente su questo teritorio da più di un secolo e che ha saputo arricchirsi e diffondersi in tutto il mondo(regioni del nord comprese). Si tratta di uno stato nello stato che nel tempo ha saputo sostituirsi allo Stato vero per un gran numero di cittadini campani. Si impone con la forza e con la convenienza, divide la popolazione tra chi le sono contrari (ma ovviamente una loro eventuale opposizione comporta il mettere a rischio la propria vita) e chi le sono favorevoli poichè la camorra si è presa cura di quelle fasce della popolazione che il vero Stato ha dimenticato. Il mix di inefficienza istituzionale e questa organizzazione sono le cause principali non solo del problema ambientale ma anche di molti altri problemi. A mio parere risolvere il problema ambientale tralasciando però questo macroproblema porterà comunque ad altri problemi futuri. Finché la camorra godrà del consenso popolare non ci sarà via d'uscita.

  • ..Sempre alla ricerca di un alibi
    Nome: paolo c  Data: 26.05.2008

    La causa della questione di Napoli si può riassumere semplicemente nel mal governo delle istituzioni locali e in particolare dalla loro scorretta attività dopo le aumentete responsabilità derivanti dalla riforma del titolo V della cost.:nn sono stati capaci di far fronte alle nuove competenze(ancor più di prima). La classe politica di quella regione è totalmente incapace e quasi sempre collusa con la mafia e questo ha portato con la devoluzione di alcune funzioni amministrative al collasso(è evidente anche in altri ambiti rispetto a quello della spazzatura ad es. in materia urbanistica(di competenza regionale),pianura è un quartiere tutto abusivo).Altre regioni,invece,hanno approfittato della maggior autonomia e hanno ottenuto dei vantaggi,basti pensare alla raccolta differenziata. Quello che voglio dire è di puntare bene il problema e cercare di indicare le soluzioni senza colpire fuori bersaglio. Mi dà particolarmente fastidio sentire che il problema (in parte)è stato creato dal Nord, dopo tutto il danaro a fondo perso che ogni anno viene tasferito in quei luoghi; io sono lombardo e pago 9500 euro in media di tasse e sul territorio ne rimangono 1500,"caziato e mazziato". Chi ce lo fa fare?! E poi, a voler ben vedere la responsabilità delle industrie del nord non c'è neppure(a parte l'impregilo, per l'inceneritore). Report programma tv) ha evidenziato che le società(in mano alla camorra)campane di smaltimento sono tutte dotate delle certificazioni necessarie allo svolgimento delle loro attività anche se poi le telecamere nascoste hanno svelato gli sversamenti illegali. In sostanza,l'impresa del Nord non può essere tenuta ad indagare le attività e le autorizzazioni dell'impresa interlocutrice che fornisce il servizio di smaltimento nel momento in cui conclude un contratto. Laddove vi fosse complicità è comunque auspicabile un intervento forte delle autorità ma penso che questa evenienza sia da considerarsi del tutto marginale( l'attività illegale di smaltimento è intuibile(ma incerta) e non conosciuta e pattuita).

  • Le alternative esistono, perchè non sono praticate?
    Nome: Alessandra Gionti  Data: 23.05.2008

    Sempre più spesso si pongono i cittadini di fronte al ricatto per cui criticare mediocri scelte imposte dall'alto equivale a rendersi corresponsabili del disastro. Dunque il cittadino può solo subire o essere additato come nemico del bene pubblico. Spazio per proposte alternative non è concesso, qualcuno ha deciso che inceneritori e discariche sono la soluzione e bisogna adeguarsi. Eppure le alternative esistono, sono praticate e funzionano con soddisfazione di amministratori locali e popolazioni, come mai non vengono prese in considerazione? Come mai si liquidano con leggerezza i rischi sulla salute che tuttora spingono associazioni di medici a chiedere una moratoria sugli inceneritori? Almeno posizioni di dubbio e precauzione sarebbero opportune, piuttosto che la propaganda di certezze che servono solo a sostenere l'uso della forza per imporre soluzioni non condivise. Vi invito tutti a leggere questo articolo: http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article2581

  • Mercato della morte
    Nome: Pasquale Cascella  Data: 22.05.2008

    Vedo che la soluzione condivisa dagli esperti è l'inceneritore. Questi esperti mi sembrano degli ingegneri che vogliono costruire una casa partendo dal tetto ossia bruciare i rifuiti. Tale attegiamento, per me illogico, diviene nella realtà logico ed economico perchè il "mercato" dell'energia è drogato da finanziamenti pubblici (CIP 6). Dunque lo Stato con le tasse dei contribuenti (anche di cittadini campani) finanzia queste fabbriche di morte. Perchè non finaziare la costruzione delle fondamenta di questa metaforica "casa" con contributi che premiano la raccolta differenziata? Qualche scienzato mi dovrebbe spiegare se vale ancora quel principio che nulla si crea nulla si distrugge, tutto si trasforma (con un po' di entropia in più se si bruciano i rifiuti).

  • Monnezza è Bellezza?
    Nome: Nicola Limodio  Data: 21.05.2008

    L'idea di questo post nasce guardando per l’ennesima volta le terribili immagini dell’emergenza rifiuti, che colpisce la mia regione, la mia provincia ed il mio paese. Lo sdegno, lo schifo e la rabbia lasciano spazio allo sconforto ed alla disperazione, che prendono piede nelle coscienze delle persone, e le portano a gesti ingiustificabili come le sassaiole contro lo Stato o i roghi densi di diossina e morte. Ma, accartocciarsi sulla propria tristezza ed invocare l’aiuto di un’entità superiore non può essere la pratica ricorrente di un Sud un po’ abbandonato a se stesso ed un po’ intontito dal suo oblio. Secondo me l’emergenza può essere superata, e potrebbe essere molto più conveniente implementare un pacchetto di riforme che avvicini l’emergenza ai cittadini, e li coinvolga nel superamento della crisi. Credo che finora le varie proposte giunte dai vari Bassolino, Cimmino o De Gennaro, abbiano avuto la colossale pretesa di decidere del benessere-malessere dei cittadini senza bilanciare le decisioni “peggiorative” (del benessere) con misure volte a “bilanciare” la perdita di benessere/qualità della vita delle comunità interessate. Visto che anche il "supercommissario" De Gennaro sembra aver fallito, perché non cambiare le modalità di risoluzione della crisi e prevedere degli incentivi economici e sociali volti a sovvenzionare i cittadini dei comuni ospitanti siti di stoccaggio, termovalorizzatori e discariche? Si potrebbe trasformare un’emergenza in un’opportunità di crescita e sviluppo, all’interno di margini di sostenibilità. Allora che tipo di incentivi potrebbero essere dati ai cittadini? Conscio della praticità del problema proporrei le seguenti misure applicabili ai paesi destinatari di termovalorizzatori, siti di stoccaggio e discariche: # Potenziamento dei servizi sociali (assistenza agli anziani ed asili) e delle infrastrutture viarie, idriche ed elettriche; # Potenziamento del servizio di raccolta differenziata; # Sovvenzionamento dei consumi di energia elettrica (eliminazione delle accise e dell’IVA sui consumi elettrici); # Previsione di un “rimborso” per il deprezzamento del valore della proprietà, come un bonus mensile per famiglia (€ 160) per un periodo di 60 mesi (5 anni) # Assunzione di cittadini locali presso gli impianti di smaltimento.

  • A "munnizza"e la politica
    Nome: franco tomasello  Data: 21.05.2008

    Ho letto con interesse sia l'articolo che i commenti. La criminalità organizzata è cosi' forte e numerosa da competere con uno stato che ha circa 500.000 uomini in divisa e mezzi sufficienti ad essere uno stato "quasi" efficiente,oppure e tutta una messa in scena dei politici per autoderesponsabilizzarsi delle loro incapacita' che scaricano su fatti "esterni" e chi meglio della criminalita' organizzata quale responsabile unico di tutto quello che non funziona ? La criminalità organizzata col suo modo di pensare ne gode i benefici,per allargare per cosi' dire i confini dove operare e non solo territoriali.. Qualche giorno fa' in campania sono stati arrestati una ventina di vigili urbani per non avere impedito abusi edilizi,qualche tempo prima erano stati arrestati i comandanti degli stessi vigili, la criminalita' organizzata non ha divisa,la politica si quella della non responsabilità.

  • MUNNEZZA: SONO PESSIMISTA
    Nome: Flavio Bisson  Data: 21.05.2008

    Mi sembra che le alternative per risolvere il problema dei rifiuti in Campania siano solo due: - scofiggere la camorra devinitivamente in modo tale da impedirle gli attuali atti ricattatori. - venire a patti con la camorra continuando ad elargire "denaro sperperato per operazioni clientelari o conniventi" come lei giustamente si esprime. Temo fortemente che la soluzione che si troverà sia la seconda.

  • Credere alla Befana
    Nome: Antonio Carletti  Data: 20.05.2008

    Vorrei innanzitutto complimentarmi per l'articolo che parla con chiarezza e cognizione del problema che ha messo in luce una situazione vergognosa dell'Italia. Come Italiano e come cittadino del mondo trovo estremamente deprimente e sconcertante che si sia potuti arrivare così tanto in basso. Avendo avuto la fortuna di poter vivere in diverse città del mondo ho anche potuto constatare i diversi modi di convivere con il grande problema rifiuti che riguarda certamente ogni angolo del pianeta. Puntualizzando il fatto che non ho mai vissuto a Napoli, mi permetto comunque di dire che evidentemente i napoletani ancora non si sono resi conto della portata del problema che hanno permesso si creasse, poiché concordo pienamente con l'autore dell'articolo in merito a chi deve assumersi la responsabilità di ciò che è oggi il problema Monnezza a Napoli. Dubito inoltre che il 'Cavaliere' possa riuscire in qualcosa in cui ha già fallito in passato ( non mi spiego altrimenti perché oggi siamo a questo punto......e tanti e tanti altri problemi che, a suo dire, avrebbe risolto se solo ne avesse avuto il tempo e lo avessere lasciato lavorare....poverino). Come direbbe Totò: E io pago!

  • Soluzione ai rifiuti.
    Nome: francesco D'Alconzo  Data: 20.05.2008

    Una soluzione potrebbe essere quella di adottare il sistema sviluppato dal CNR in collaborazione con la società ASSING Spa di Roma, già attivo in Sicilia. La notizia é riportata presso http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=1758 del 7.1.08 L'applicazione permetterebbe di risolvere a costi decisamente minori il problema dei rifiuti non solo a Napoli.