
Scaduto il bonus fiscale sulla benzina deciso dal governo Prodi, sono già forti le pressioni perché il nuovo esecutivo rinnovi il provvedimento, anzi lo rafforzi. Ma l'accisa sui carburanti va considerata sotto il profilo della correzione dell'impatto ambientale. Se proprio si deve intervenire, meglio dunque prevederne una riduzione virtuale e utilizzare la somma ricavata per favorire il risparmio energetico o per incentivare le energie rinnovabili. Si eviterebbe di inviare ai cittadini il segnale sbagliato che la tassazione delle fonti fossili di energia si può ridurre.
Gentili autori dell'articolo, volevo chiedervi: 1) Reintroddure una carbon tax in Italia e' proprio un'utopia? 2) Cosa ha fatto l'Italia negli ultimi anni per ridurre le emissioni serra? E cosa si puo' sperare che il nuovo governo faccia?
Stefano Verde
L’aumento del costo dei carburanti è un fattore di inflazione che pesa moltissimo nelle tasche di tutti coloro che devono spostare merci o muoversi per lavoro (e sono la maggioranza), in assenza di alternative credibili sui trasporti (vedi ferrovie, metropolitane, ecc.). Di fatto il consumo di carburanti è poco comprimibile, salvo ottenerlo tramite leggi ferree sui limiti di velocità (ad esempio da 130 a 100 km/h), che potrebbero probabilmente ridurre notevolmente i consumi ( e gli incidenti!), senza diminuire sostanzialmente la mobilità. Qualcuno ha calcolato quali sarebbero gli effetti di una imposizione drastica di limiti di velocità molto più bassi, per quanto concerne consumo di carburanti, inquinamento ambientale, numero di morti e feriti per incidenti?
Condivido la tesi espressa in quest'articolo. Occorre limitare il più possibile l'utilizzo della gomma quale mezzo di trasporto di cose e persone, puntando sul trasporto marittimo (Autostrade del Mare) e sul ferro, utilizzando il trasporto stradale per l'"ultimo miglio". Perciò alti prezzi dei carburanti favoriscono queste alternative. Dal punto di vista ambientale, infatti, il trasporto su gomma è il più inquinante. Si potrebbe utilizzare infatti l'extra-gettito derivante dall'aumento del prezzo del petrolio per investimenti nei trasporti marittimi e ferroviari.
L'idea di calcolare una 'accisa virtuale' in relazione agli aumenti dei carburanti, da destinare alla ricerca e sviluppo di carburanti alternativi mi sembra ottima. Tra l'altro dovrebbe spingere l'intero mondo del petrolio a moderarsi per non accellerare il suo futuro declino. Federico
La proposta di destinare quello che sarebbe il taglio delle accise alle rinnovabili è ottima. Io comunque, da utilizzatore di auto, con un po' di sadismo e di masochismo, spero che i prezzi di petrolio e benzina salgano alle stelle (come faranno, se il prezzo del barile rispetterà le previsioni di 200 dollari entro 2 anni), in modo da mettere con l'acqua alla gola tanti utenti che inizierebbero a considerare soluzioni "nuove", come il car pooling, o che finalmente i cittadini decidano di bocciare gli amministratori (locali e non) che colpevolmente, e spesso con un ritorno in tasca propria, investono in inutili aeroporti da 1'000 passeggeri l'anno, invece di potenziare il traffico su ferrovia. C'è anche da dire che in Italia, in barba alle normative europee, si destina il CIP6 della bolletta energetica allo smaltimento dei rifiuti tramite inceneritore piuttosto che ai suoi destinatari naturali come fotovoltaico ed eolico (disincentivando così la differenziata, come dimostrato da recenti inchieste). Mi pare quindi un sogno irrealizzabile, quello di sapere che con l'acquisto di benzina si finanzia, ad esempio, la ricerca sui motori a idrogeno.
Come affermo sul finire dell'articolo la difficoltà da parte dei nostri governi è convincere gli italiani della bontà degli interventi e della certezza dei propositi. Il suo commento conferma il generale atteggiamento di sfiducia. Spesso a fronte di questo fatto è utile
introdurre comunque il provvedimento e lasciare che poi i cittadini ne vedano i buoni frutti. Questo - mi sembra - è ciò che sta avvenendo con l'Ecopass milanese, anche se ammetto che quello è un provvedimento più specifico e facilmenteidentificabile quanto a costi e benefici della proposta che ho avanzato. Comunque, tasse inique o meno, quando i nodi dei nostri obblighi di Kyoto verranno al pettine vedrà lei, ci sarà da divertirsi...
Marzio Galeotti