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Commenti

CON AIR FRANCE VOLANO VIA I CAPITALI STRANIERI

di Giorgio Barba Navaretti, Categoria Infrastrutture e Trasporti, Data 22.04.2008

Il ritiro dell'offerta di Air France su Alitalia pone problemi molto seri alla sopravvivenza della compagnia di bandiera. Ma è soprattutto un'ennesima dimostrazione di come nei confronti dei capitali esteri la nostra sia oramai diventata un'economia di rigetto più che di attrazione. Il caso, con le sue false verità, ricorda al mondo che per applicare un contratto contestato da noi ci vogliono 1.210 giorni contro 331 in Francia e che a ogni Finanziaria si modificano le regole fiscali. Gli investimenti torneranno solo quando le regole del mercato e di chi le governa saranno chiare e certe.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Libero Mercato
    Nome: Guido Martinotti  Data: 30.04.2008
    Berlusconi intende affidare l'Alitalia alle FFSS, Così finalmente anche gli aerei arriveranno in orario GM
  • A chi giova tutto ciò?
    Nome: Federico Orlandini  Data: 26.04.2008

    Sto seguendo la vicenda Alitalia che risulta essere un tipico esempio di management-maccheronico tipico dell'Italia. Tanti parlano di possibili soluzioni, cordate, etc. ma la domanda che pongo io è: a chi giova aver fatto fuggire AirFrance? E' stata solo una mossa politica? Oppure si vuole aiutare qualcuno? Forse aiutare gli investitori (banche o che altro) che riceverebbero una notevole perdita economica dal fallimento Alitalia? Oppure si vuole preparare la compagnia di bandiera per poter essere acquistata da qualcuno? (Magari avendo alleggerito i debiti dell'azienda grazie ad eventuali prestiti di stato). Federico Orlandini

  • Investimenti stranieri
    Nome: luigi zoppoli  Data: 25.04.2008

    L'attrattività dell'Italia verso investimenti tranieri non si pone: l'impossibilità di recuperare un credito se non con la mafia, l'impossibilità di dirimere una questione in tempi non biblici, una burocrazia asfissiante ed inutile, l'intermediazione malavitosa di mediatori, portaborse ed affaristi, un sistema creditizio feudale, un sistema di relazioni industriali medioevale già sarebbero state sufficienti. Alitalia per le modalità illogiche, per sindacati inadeguati, per l'intromissione impropria di politicanti è solo la cilegina sulla torta di un paese che senza cambio radicale e totale di classe politica e dirigente e soprattutto di mentalità, senza una forte accelerazione di riforme liberali, sarà un paese delle banane senza neppure le banane.Altro che investimenti stranieri: neppure italiani. luigi Zoppoli

  • Procedure sbagliate
    Nome: alessandro r.  Data: 24.04.2008

    Il Ministro Padoa Schioppa (sul sito del Mef) ricostruisce il caso per le Commissione Bilancio e Trasporti. In sintesi, andata deserta la prima asta (nel 2006), il Governo ricontattò tramite una banca d’affari 28 possibili acquirenti, ivi compresi tutti e 18 quelli che si erano ritirati mesi prima, dopo un iniziale interesse. Strano; come un negoziante che rincorra il cliente che non ha comprato, e lo invita a rientrare in bottega. Non si poteva rifare un'asta chiusa a condizioni più appetibili? certo, si rischiava che il mercato saggiasse, magari innescando una spirale al ribasso. Ad ogni modo, il governo, rilevata finalmente l'intenzione di Air France, quest'anno sigla un "contratto" che dice: ok, trattiamo con Air France: ma inserisce una clausola che dice (+ o –) qualora ci fosse un nuovo soggetto interessato a rilanciare (a condizioni migliori), allora il contratto con AF decade. Stranezza n. 2: il Governo supplica l’acquirente, poi (all’italiana…) mette 1 codicillo che salva la faccia e lascia l’anta aperta al nemico. E Berlusconi, che non vede l'ora, ci si attacca, legittimato, anche se stigmatizzato dalle belle parole finali di TPS. Morale?

  • Aspettando godot
    Nome: enrico  Data: 24.04.2008

    E siamo all'eterna aspettativa del deus ex machina che risolva tutto con la bacchetta magica, perche' si sa, noi italiani possiamo fare i miracoli e ci e' permesso quello che agli altri paesi non e' concesso. Nel frattempo ci affidiamo al demiurgo di turno. Come si diceva una volta "francia t..ia a noi Nizza e Savoia". Che pena di paese.

  • Una parolina magica "semplicità"!
    Nome: Mauro Molinaris  Data: 24.04.2008

    Di fronte ad un problema il politico capace lo risolve, quello incapace fa una legge. E così oggi ci ritroviamo con 21.000 leggi ed un mare di problemi. Proposte concrete: cominciamo dalla Giustizia. 1) Giudici di Pace : compentenza per tutte le cause civili fino a 20.000 Euro 2) Possibilità per la parte di stare personalmente (senza assistenza di avvocati) 3) Discussione in Camera di Consiglio delle cause (come per le Commissioni Tributarie). Con una giustizia che comincia a funzionare, ci sarà anche molto meno necessità di leggi e leggine. Cominciamo a semplificare perché semplificare significa anche velocizzare!

  • Biglietto per l'Europa con Alitalia
    Nome: Massimo GIANNINI  Data: 24.04.2008
    Ecco che il nuovo governo propone la sua prima operazione di finanza creativa alla Commissione. Un prestito ponte che va ben al di là delle sue giustificazioni ridicole scritte ad arte per cercare di non incappare nella normativa sugli aiuti di stato. Per Alitalia non si tratta del primo aiuto vagliato dalla Commissione, e ogni volta gli raccontiamo che sarà l'ultimo. Questa volta si é passato il limite mostrando di non accettare un'offerta di un partner europeo e di preferire ancora un aiuto di stato per tirare a campare. Spieghiamolo bene alla Commissione, a Ryanair e alla Corte di Giustizia. Che faccia tosta, il nuovo governo, millantatore, si presenta bene in Europa.
  • Caso Alitalia
    Nome: Andrea  Data: 23.04.2008

    Buongiorno e soprattutto complimenti al sito che ho scoperto grazie ad un articolo sul sito wall street italia. credo di essere uno dei 57 milioni di italiani che stanno seguendo appassionatamente il caso della nostra compagnia aerea e vorrei solo spendere due parole per un commento personale generalizzato al caso Alitalia ed alla nostra classe politica: ho notato negli anni come nel nostro paese la politica abbia piantato le sue radici ovunque, a mio avviso stiamo perdendo di vista la vera democrazia, non è opssibile venire quotidianamente manipolati da persone che gestiscono il nostro portafoglio, le nostre vite e il nostro futuro attraverso false promesse, propagande illusorie, bombardandoci di spot e programmi per farci stare buoni seduti sul nostro divano mentre loro non fanno quello per cui sono stati votati. Sono convinto che nella classe politica del nostro paese ci sia più marciume che in altro posto al mondo e che quelli che pagano caro questo prezzo siamo sempre noi cittadini. Per quanto riguarda l'Alitalia essendo un'azienda con la maggioranza statale, i commenti vengono da se: il fallimento è della classe politica che non ha saputo intervenire e gestire la compagnia.

  • Ma Alitalia chi l'ha gestita?
    Nome: Stefano Lalatta Costerbosa  Data: 23.04.2008

    Ascoltando i dibattiti di questi giorni su Alitalia, uno straniero potrebbe pensare 2 cose: 1) Alitalia è un "bocconcino" che macina utili e innovazione, che 2 scellerati (Prodi/PadoaSchioppa) volevano regalare ai francesi. 2) Che i politici e i sindacati hanno cercato di combattere contro un management inetto e dissennato (visti i 5 mld di euro che l'azienda ha ingoiato in 15 anni). Ma qualc'uno ha mai letto il contratto integrativo di Alitalia? Ha mai confrontato stipendi e efficienza lavorativa di Alitalia con altre compagnie? Che vergogna! Tecnicamente Alitalia vale 0 (zero!) altro che regalo ai francesi. Voglio vedere la cordata dei nostri imprenditori che mettono mano al portafogli. I benetton e i tronchetti? Forse se gli regalano la compagnia (e allora Air France?) e una dotazione di 5 mld (Intesa?) forse la prendono. Poveri noi e povera (Al)italia. slc

  • Investimenti diretti esteri
    Nome: Spiridione Dicorato  Data: 23.04.2008

    Non credo che l'attrattività dei capitali esteri dipenda esclusivamente dalle regole di mercato chiare e certe. Le ragioni principali sono imputabili secondo me a: - inesistenza di materie prime - elevato costo dell'energia - elevato costo della manodopera - elevato prelievo fiscale - eccessiva burocrazia - deficit infrastrutturale una volta risolti questi problemi, possiamo tornare nuovamente a parlare di capitali esteri in Italia, in linea con la media europea.