
Si torna a parlare di introdurre per legge una forma di controllo dei prezzi dei prodotti previdenziali. Le scorciatoie non servono, lo ha dimostrato il Regno Unito. Invece la normativa dovrebbe garantire condizioni di partenza meno diseguali fra le diverse forme previdenziali, per avere un minimo di concorrenza nelle grandi e medie imprese. Non solo si ridurrebbero gli attuali differenziali, forse si riuscirebbe anche a raggiungere a costi contenuti quel gran numero di italiani che vuole ragionare delle proprie scelte di investimento con un consulente di fiducia.
Non credo che ci sia una grande consulenza che giustifichi il maggior costo dei Pip o Fip. In fondo, agenti, promotori ecc devono fare il budget ed è quello il motivo per il quale vendono i prodotti previdenziali più costosi. Non sono giustificati neanche dal fatto che i costi vengono recuperati perchè le linee scelte sono più aggressive. I costi come si sa, corrodono le performance, falcidiano i guadagni. Inoltre, questi prodotti sono stati venduti anche ai lavoratori dipendenti, facendogli perdere anche il contributo del datore di lavoro. Recuperare il contributo attraverso la performance del fondo è praticamente impossibile, chi ha collocato i propri prodotti infischiandosene di dire al lavoratore che aveva diritto al contributo ha fatto una vera e propria "furbata" a danno del lavoratore.