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LO STRANO CASO DEI FEDERALISTI ANTI-ICI

di Pietro Reichlin, Categoria Fisco, / Istituzioni e Federalismo, Data 22.04.2008

L'Ici garantisce quasi il 60 per cento delle entrate tributarie dei comuni. Eppure, il nuovo governo si accinge ad azzerarla, almeno sulla prima casa. Certo, trasferire il carico fiscale dalla proprietà alle attività produttive può procurare un vantaggio elettorale, ma rivela una notevole dose di miopia, dei governi e degli stessi elettori. L'abolizione dell'imposta è contraria ai principi di base del federalismo, renderà i comuni meno virtuosi, avvantaggia soprattutto i contribuenti più ricchi e sarà un ulteriore freno alla modernizzazione del paese.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • ICI si ICI no
    Nome: max  Data: 04.05.2008

    Io ho un reddito medio basso: pago 30 euro di ICI l'anno, usufruendo della quota esente e dell'ulteriore sconto introdotto dal governo Prodi. Il mio vicino di casa vive in una villa; paga oltre 500 euro di ICI l'anno ed ha un reddito annuo tre volte superiore al mio. Se l'ICI verrà abolita, ancora una volta ad avantaggiarsene sarà il più ricco ed in misura doppia. Infatti le tasse che il mio comune dovrà aumentare per rientrare del mancato introito ricadranno in parti uguali su di me e su di lui. E' questa l'equità fiscale?

  • l'ICI
    Nome: stefano monni  Data: 28.04.2008

    Sull'argomento ritengo che l'abolizione dell'ICI sia giusta perchè tale imposta colpisce un bene che considero primario per tutti i cittadini, siano essi ricchi o poveri. Altra cosa è abolire l'imposta senza prevedere entrate compensative per gli enti locali destinatari della stessa imposta. In questo caso i benefici derivanti dall'abolizione dell'imposta verrebero azzerati da una probabile riduzione dei servizi pubblici locali.E' possibile pertanto ipotizzare un inasprimento dell'ICI sulle seconde, terze ecc. case che ritengo rappresentino, queste sì, non solo un patrimonio ma anche e soprattutto una fonte di rendita e uno strumento spesso di speculazione.

  • Antifederalisti?
    Nome: Claudio Cintioli  Data: 28.04.2008

    La smentita della tesi "essere anti ICI significa essere antifederalisti" pare contenuta nel corpo stesso dell'articolo. L'ICI e' odiata (vero) dai cittadini nonostante il suo importo oggettivamente basso (vero) proprio perche' ha rappresentato visibilmente il "pranzo gratis" per la classe politica locale che poteva creare disponibilita' finanziarie semplicemente tramite il sistema di concessioni edilizie; senza alcun legame con il reddito effettivo dei cittadini e con la qualita' dei servizi locali offerti. Che l'autore sia dovuto andare a pescare "gli Stati Uniti" per portare un esempio di imposta patrimoniale destinata a programmi sociali mi sembra "terribilmente" significativo. Dovranno essere aumentate le altre imposte locali (ossia l'addizionale IRPEF dei comuni)? Bene. Valuteremo i nostri amministratori locali sulla base di cio' e sulla correlata qualita' dei servizi. Gli andamenti della spesa pubb. locale, inoltre, sono quelli apparsi piu' fuori controllo in questi anni (si veda tabella contenuta sul sito La Voce- credo alla sez.Vero e Falso);che l'lCI imponga particolari "virtuosismi" ai nostri amministratori locali, quindi, pare affermazione quantomeno esagerata.

  • ICI da abolire senza se e senza ma
    Nome: Mazzarino  Data: 27.04.2008

    Dissento rispetto alla linea pro-ICI dell’autore. Come è stato detto , a) l’ICI non colpisce il reddito, ma il patrimonio (per esempio una persona a basso reddito può aver ereditato un immobile di notevole valore) ed è dunque iniqua. b) è una tassa moralmente ingiusta, perché colpisce un bene primario (la casa) di rilevanza assoluta, indispensabile da punto di vista umano e sociale. Rattrista e preoccupa la rassegnazione con cui gli Italiani guardano le tante tasse che li attanagliano. In quest’ottica, le spese sono sempre una variabile indipendente, sacra, intoccabile, insindacabile. Mai che venga in mente di passare al vaglio le spese locali e magari proporsi di recuperare soldi tagliando le spese inutili e razionalizzando quelle necessarie, come si fa nelle migliori famiglie (partendo dal numero dei Comuni, dai carrozzoni delle municipalizzate, dal patrimonio immobiliare locale, etc) : i Comuni non sono quei gioielli di oculatezza finanziaria che dicono di essere. Ben venga quindi l’abolizione dell’ICI, sarà l’occasione per una bella inversione di tendenza. Dopo di che potremo prendere in considerazione eventuali meccanismi compensativi (es: una % dei gettito IVA).

  • ICI
    Nome: Antonio  Data: 27.04.2008

    Sono perfettamente d'accordo con il senso dell'articolo di Reichlin. Anzi sarebbe opportuno aumentare l'ICI invece che abolirla per concedere sgravi sui redditi da lavoro e sulle famiglie mantenendo invariata la pressione fiscale complessiva. Questo creerebbe maggiore giustizia sociale nei confronti di tutti quelli, soprattutto giovani, che la casa non ce l'hanno e con stipendi spesso di 1000 euro al mese devono fronteggiare ben altri problemi che pagare poche centinaia di euro all'anno di tasse. Un'ICI più corposa realizzata in questo modo allontanerebbe anche la speculazione sulle case che cmq in questi ultimi anni sono raddoppiate in valore rendendole più accessibili ai giovani e alle classi meno abbienti E' giusto che siano i cittadini che hanno beneficiato di queste enormi plusvalenze in capitale (grazie all'introduzione dell'euro) a contribuire al risanamento dei conti pubblici. Lamentarsi delle tasse è diventato in Italia un leit motiv che denota quanto sia diventato gretto e disinformato l'italiano medio, che sa solo ripetere slogans, e non si documenta sul fatto che nei maggiori paesi capitalisti (USA, GB e Germania) le tasse sono alte e si pagano fino in fondo.

  • L'ICI E LE TASSE
    Nome: Marco  Data: 26.04.2008

    Ma è davvero credibile un politico che dice di abbassare le imposte (ICI, bollo, detrazioni irpef, detassazione degli straordinari e in generale del lavoro dipendente) senza abbassare la spesa pubblica, che per la maggior parte è formata da spese difficilmente riducibili (es.gli stipendi dei dipendenti pubblici) e anzi si sente già parlare della riapertura di molti cantieri chiusi, che di certo non l'abbassa? Senza ricadere per l'ennesima volta nel deficit di bilancio, a me le lezioni di economia politica hanno insegnato di no.

  • Prospettive
    Nome: Beppe  Data: 25.04.2008

    Ho posseduto per alcuni anni una casa in Francia. Pagavo la Taxe Foncière, l'ICI francese, per un ammontare circa quadruplo rispetto al comune dove abito in Italia, a parità di valore dell'immobile. Una cosa che, da italiano, mi ha sbalordito quando sono arrivato là è stato il notiziario trimestrale del comune. Vi era descritto, in 3 pagine perfettamente comprensibili, come il comune avesse rischiato il commissariamento, evitato solo dopo il cambio di amministrazione (politicamente opposto al governo di allora!) e la presentazione a Parigi di un rigoroso piano di risanamento finanziario. Erano precisate le nuove tasse comunali aumentate a livelli niente affatto trascurabili, con le previsioni di durata (circa 3-5 anni) e le motivazioni del provvedimento (entità e tempistica dei prestiti statali e provinciali da restituire). Tutto molto chiaro e preciso: come contestarlo? Assolutamente sbalorditivo: pareva di aver a che fare con qualcuno che deve rendere conto a me di ciò che fa con i miei soldi... Sono d'accordo con Reichlin: sono ben altre le tasse da ridurre o eliminare, non certo l'ICI.

  • L'ABOLIZIONE DELL'ICI VISTA DALLA PARTE DI UN INQUILINO. PERCHE' NON ELIMINARE IL BOLLO AUTO?
    Nome: AGOSTINO FRAU  Data: 25.04.2008

    Se facessi parte del 20% circa di italiani che non è proprietario della propria casa di abitazione mi arrabbierei non poco, sapendo che parte delle mie tasse vanno a finanziare l'abolizione totale dell'ICI di coloro che sono proprietari, mentre a noi, oltre a pagare un affitto salato, non danno neppure la possibilità di detrarre l'affitto dalla denuncia dei redditi! Mi pare del tutto illogico, soprattutto alla luce del fatto che quel 20% di cittadini è composto prevalentemente da persone meno abbienti che non hanno potuto acquistarsi la casa. Voglio almeno sperare che non vengano esentate dall'ICI le abitazioni di lusso. Demagogico per demagogico, ho una proposta da fare: ma perchè il nuovo governo, anzichè togliere una tassa comunale non toglie una tassa statale?? In campagna elettorale Berlusconi non ha promesso che avrebbe eliminato il bollo dell'auto? Allora lo tolga: sarebbe più semplice da attuare ed accontenterebbe ancor più persone, comprese le tante che sono costrette ad usare l'automobile, per mancanza di mezzi pubblici, per andare ad lavorare.

  • Ici, imposta iniqua
    Nome: Guido  Data: 24.04.2008

    Perchè l'abolizione dell'Ici, limitata alla prima casa, quella per la quale già vi sono scaglioni di riduzione dell'aliquota e di diversa gradazione della riduzione per abitazione principale, dovrebbe avvantaggiare i cittadini più ricchi? Chiedo venia ma mi sembra una contraddizione in termini logici. Lo farebbe se venisse abrogata tout court l'Ici, per cui chi ha 100 immobili verrebbe davvero agevolato ma in questo modo, senza entrare in merito alla congruità della scelta con le istenze federaliste di chi la promuove, viene avvantaggiato chi possiede solo la casa dove vive. Non dimentichiamo che l'Ici è nata nel 1992 come Isi, laddove la "s" al pocto della "c" stava a significare "straordinaria". Si trattava cioè, nell'intento del legisltaore di allora, di una imposta di tipo straordinario, una tantum, che poi dall'anno seguente è stata istituzionalizzata e posta come ennesimo odioso balzello sulle spalle del cittadino. Sono un elettore di sinistra (quella vera!), lavoratore dipendente, davvero stufo della imposizione fiscale italiana strisciante, surretizia, invadente senza che vi sia un feed back reale e significativo in termini di servizi. Non c'è più spazio.

  • ICI arma a doppio taglio
    Nome: Mauro  Data: 24.04.2008

    Detesto l'ICI sulla casa di abitazione, almeno quanto l'impossibilità di portare in detrazione dall'imponibile fiscale l'intero affitto versato da chi vive in locazione. L'ICI sulla prima casa mi appare come una vessazione nei confronti della proprietà, frutto di posizioni ideologiche vetero marxiste. Ma peggio di ogni altra cosa è l'ICI sui terreni edificabili, il cui effetto perverso è quello di spingere i Comuni a svendere il territorio rendendo edificabili quanti più terreni possibile. Non solo, ma stanti le assurde sentenze della giurisprudenza tributaria, l'ICI si paga nel momento in cui una previsione urbanistica è anche solo adottata (dunque non ancora approvata!), col bel risultato che mai più un sindaco si sognerà di recedere da una previsione anche se territorialmente nefasta. Sì quindi alla morte dell'ICI, sulla prima casa e sui terreni. Meglio una forte imposizione fiscale sulla rendita fondiaria ed immobiliare, praticata sulla compravendita dei terreni resi edificabili o degli edifici sugli stessi realizzati.