
Circolano molte voci, soprattutto sul web, sull'espressione del voto di protesta e sulle sue conseguenze nella ripartizione dei seggi. Facciamo chiarezza. Il voto nullo, il "voto in bianco", la mancata consegna della scheda o il suo mancato ritiro, nonché l'astensione hanno esattamente lo stesso peso nella determinazione dei seggi spettanti a ciascuna lista: nessuno. E nessun presidente o segretario di seggio potrā mai verbalizzare una espressione di voto, qualunque essa sia.
Caro un votante, ti rispondo in ritardo, ma sappi che per legge la torta del rimborso elettorale ai partiti si calcola sulla base degli iscritti alle liste elettorali, non sul numero di persone che effettivamente vanno a votare. Per cui, anche se tutti tranne dieci persone fossimo stati a casa, la torta sarebbe stata la stessa (un euro per ogni iscritto alle liste), mentre la ripartizione sarebbe avvenuta sulla base dei voti di quei dieci. Giusto per ristabilire la correttezza dell'informazione.
Da scrutatore informo che č giunta con circoalare prefettizia prot. n. 588/2008 l'indicazione ai presidenti di seggio che questa modalitā di voto circolata dei soliti blog di sciamanati senz'altro da fare era di verbalizzare la rava e la fava ma poi semplicemente dichiarare nulla la scheda ex art. 62 DPR 361/1957 (voto fuori dalla cabina) che trova evidentemente applicazione. Quindi "much ado about nothing" tranne che una grande rottura di palle per chi, animato da spirito civile, si accolla la fatica della scrutinio anche per non lasciarlo in dubbie mani... ma non potete votare normale e basta? .
Grazie per avere chiarito. Erano giorni che cercavo notizie valide sulla questione e non trovavo nč dati convincenti nč smentite ufficiali nč altro. Alice http://alicesu.splinder.com/