La distruzione dello Stato Sociale attraverso la catastrofe delle liberalizzazioni-privatizzazioni in Italia Grazie all’analisi di seguito proposta, l’idea per cui le liberalizzazioni e le privatizzazioni portino benefici all’economia, viene totalmente confutata. Si dimostrerà che: 1 – le liberalizzazioni portano ad un aumento dei prezzi; 2 – le liberalizzazioni portano alla distruzione di posti di lavoro ed all’abbassamento degli stipendi dei lavoratori e dei fatturati delle piccole imprese; 3 – la liberalizzazione-privatizzazione dell’impresa pubblica nel periodo 1992-2000 non è stata conseguenza dell’inefficienza economica; 4 – i processi di liberalizzazione-privatizzazione non hanno minimamente migliorato la capacità produttiva italiana; 5 – le liberalizzazioni favoriscono i concentramenti di capitale in poche ricchissime mani; 6 – il rendimento finanziario delle aziende privatizzate è stato peggiore rispetto alla generalità del mercato finanziario italiano.
Liberalizzazioni
Nome: Mussari FerdinandoData: 22.04.2008
Chiedo al gentilissimo Dott. Scarpa, che cosa si intende per liberalizazioni, perchè in questo bailame di annunci liberistici si è persa l'idea del mercato. Vorrei capire meglio chi tra i due schieramenti è più liberista, ossia pensa al mercato come un oceano privo di regole in cui il più forte annienta tutti, oppure liberale cioè imposta il mercato all'interno di regole utile per la crescita competitiva di aziende e servizi. A deregolamentarizzare sono buoni tutti a far crescere in armonia il sistema è più complesso.
Risposta:
Caro lettore le classifiche non sono il mio forte. ma preciso che liberalizzare non significa abolire le regole. Le regole devono esistere e alcune regole - anche se può suonare paradossale - sono l'essenza stessa del libero mercato. "Alcune" regole... non troppe, e non regole volte a restringere la concorrenza. Questo è il punto. Quali sono le regole che aiutano il mercato e quali quelle che restringono la concorrenza? Il discorso possiamo affrontarlo (e cerchiamo di affrontarlo) caso per caso, ma in termini generali è complesso - forse se uno ha voglia di leggere una cosa facile ma intelligente a riguardo può guardare il libro "Il mercato" di Giuseppe Bertola. Buona lettura! con i migliori saluti
La distruzione dello Stato Sociale attraverso la catastrofe delle liberalizzazioni-privatizzazioni in Italia Grazie all’analisi di seguito proposta, l’idea per cui le liberalizzazioni e le privatizzazioni portino benefici all’economia, viene totalmente confutata. Si dimostrerà che: 1 – le liberalizzazioni portano ad un aumento dei prezzi; 2 – le liberalizzazioni portano alla distruzione di posti di lavoro ed all’abbassamento degli stipendi dei lavoratori e dei fatturati delle piccole imprese; 3 – la liberalizzazione-privatizzazione dell’impresa pubblica nel periodo 1992-2000 non è stata conseguenza dell’inefficienza economica; 4 – i processi di liberalizzazione-privatizzazione non hanno minimamente migliorato la capacità produttiva italiana; 5 – le liberalizzazioni favoriscono i concentramenti di capitale in poche ricchissime mani; 6 – il rendimento finanziario delle aziende privatizzate è stato peggiore rispetto alla generalità del mercato finanziario italiano.
Chiedo al gentilissimo Dott. Scarpa, che cosa si intende per liberalizazioni, perchè in questo bailame di annunci liberistici si è persa l'idea del mercato. Vorrei capire meglio chi tra i due schieramenti è più liberista, ossia pensa al mercato come un oceano privo di regole in cui il più forte annienta tutti, oppure liberale cioè imposta il mercato all'interno di regole utile per la crescita competitiva di aziende e servizi. A deregolamentarizzare sono buoni tutti a far crescere in armonia il sistema è più complesso.
Caro lettore
le classifiche non sono il mio forte. ma preciso che liberalizzare non significa abolire le regole. Le regole devono esistere e alcune regole - anche se può suonare paradossale - sono l'essenza stessa del libero mercato. "Alcune" regole... non troppe, e non regole volte a restringere la concorrenza. Questo è il punto. Quali sono le regole che aiutano il mercato e quali quelle che
restringono la concorrenza? Il discorso possiamo affrontarlo (e cerchiamo di affrontarlo) caso per caso, ma in termini generali è complesso - forse se uno ha voglia di leggere una cosa facile ma intelligente a riguardo può guardare il libro "Il mercato" di Giuseppe Bertola. Buona lettura!
con i migliori saluti
carlo scarpa