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Commenti

FISCO

di Maria Cecilia Guerra, Categoria Fisco, Data 11.04.2008
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • IRAP
    Nome: Alberto Lusiani  Data: 12.04.2008

    Leggo l'affermazione che "l'Irap è la fonte principale di autonomia tributaria delle regioni". A dispetto del nome, l'Irap e' una tassa statale, come sancito perfino da una sentenza della Corte Costituzionale. Il suo gettito va tutto allo Stato, che poi finanzia le Regioni con trasferimenti che nulla hanno a che fare con l'IRAP pagata dai contribuenti.

    Risposta:

    Caro lettore, mi dispiace ma è lei ad essere in errore. L'Irap (Imposta Regionale sulle attività produttive)è stata istituita con legge statale ma è un'imposta regionale proprio nel senso che il gettito va alle Regioni in cui avviene la produzione. In particolare, se l'attività è esercitata nel territorio di più regioni, la ripartizione  della base imponibile fra di esse avviene in proprozione alle retribuzioni del personale operante in ciascuna Regione.  Le regioni hano un margine di autonomia nell'aumentare o dominuire l'aliquota entro il massimo di un punto percentuale e possono differenziare l'onere fra settori produttivi e soggetti passivi. Per sancire con ancora maggior forza la natura regionale del tributo, la finanziaria per il 2008 ne ha previsto l'istituzione con legge regionale a partire dal 1° gennaio 2009. A partire da quella data gli
    spazi di autonomia riservati alle regioni saranno ancora maggiori.

  • Ai politici manca il coraggio oggi come ieri..
    Nome: Emanuele  Data: 12.04.2008

    Ancora una volta una serie di promesse ridicole senza alcuna possibilità di tradursi in provvedimenti legislativi. La vera innovazione non è cambiare nome ai partiti. Una proposta politica veramente innovativa e di rottura col passato avrebbe dovuto mettere la riduzione della spesa pubblica ai primi posti dei propositi di governo. Avrebbe dovuto spiegare in modo credibile e con dovizia di dettagli le misure in grado di far raggiungere questo risultato. Siamo probabilmente il Paese con maggiore evasione fiscale d'Europa ma anche con altissima pressione fiscale. Il risultato e' che in Italia chi paga le tasse è molto piu' spremuto che altrove. Possibile che ci sia tanta gente disponibile a subire tale abuso?

  • Fisco che conta poco o nulla
    Nome: DVD  Data: 11.04.2008

    Credo che oggi, con il mondo globalizzato e perciò economicamente più sensibile a ciò che accade dall'altro capo del mondo in cui si vive e si mangia, il fisco locale (Italiano) riveste "ancora" un ruolo centrale per la copertura della spesa corrente e possibile riduzione dell'arretrato senza avere però il potere di condizionare il luogo della tassazione, e dico io, della grande tassazione (delocalizzazione produttiva). Viene così meno di fatto, il principio cardine della capacità contributiva e la gente comune lo avverte, ed è inutile poi prendersela con le altre categorie e con chi non riesce a delocalizzare ma ha una p.iva. Viene allora spontaneo pensare che sistemi più antidemocratici come quello Cinese siano da osservare meglio (imitarli). A questo malcontento il Fisco attuale contribuisce parecchio perchè incide quotidianamente su tutti e lo si percepisce iniquo da tutte le categorie di lavoratori e pensionati! Ho trovato interessante l'iniziativa delle Pmi di Mestre che ha pubblicizzato sui tram il livello di stipendio netto che và in tasca ad un'Italiano ad uno Spagnolo e ad un'Irlandese a parità di stipendio lordo. Partiamo da lì e lo Stato pretenda meno!