
Il nuovo governo dovrà provvedere a una serie di nomine in posti chiave di aziende e società controllate dallo Stato e dell'amministrazione pubblica. Perché non assegnare queste posizioni a donne? Sarebbe un importante segnale di cambiamento. Mentre si parla di declino, il nostro paese continua a privarsi delle competenze, capacità e conoscenze delle donne, per motivi culturali, di carenze istituzionali, di preservazione e conquista del potere da parte di élites chiuse. Non a caso, dopo Malta, abbiamo la più bassa occupazione femminile.
Eppure nei programmi di alcuni partiti italiani ci sono state proposte avanzate di sostegno alle famiglie, inteso come valore da diffondere e valorizzare. A me nasce il sospetto che dietro tale programma ci sia un passo indietro, cioè l'invito sottinteso alle donne a ritornare a svolgere il ruolo di angelo del focolare, a rinunciare ai loro ruoli pubblici per curare solo nell'ambito domestico: in questo modo gli uomini possono dedicarsi, senza problemi di condivisione e di concorrenza ,alle loro carriere. Certo è faticoso, per chi ha ricevuto questa pesante eredità di condizionamenti sociali, scrollarsi di dosso incombenze e obblighi familiari che limitano la loro partecipazione attiva alla vita della comunità, non solo in termini di tempo, ma anche , e soprattutto, in difficoltà ad assumere competenze adeguate. Io credo comunque che questa fatica sarà ricompensata dalle figlie di queste donne ,che hanno capito l'importanza della presenza femminile nei luoghi decisionali e che non ostacoleranno le nuove generazioni di donne a sentirsi protagoniste anche nella dimensione pubblica.
La donna sarda impegnata nella politica e nel lavoro ha nella nostra regione una valenza diversa. Gli ultimi fatti di cronaca possono non darmi ragione, ma, forte per il matriarcato che persiste, assistiamo ad una continua e costante presenza femminile in ogni ambito sia nel lavoro pubblico che in quello privato. Non voglio in questa sede decantare le qualità della donna in sardegna, ma forse ci interessiamo più del sociale, una sorta di cura del prossimo che si traduce poi in attività che hanno come obiettivo il benessere della comunità, non solo agropastorale, ma anche il proprio personale lavoro svolto in un ufficio, in una scuola, in un ospedale, in un qualsiasi commercio. Personalmente non sento la discriminazione perchè abbiamo valori più alti e la politica ha impegnato donne che professionalmente sono preparate e capaci e lottano per difendere i diritti di tutti uomini e donne.