
Uno dei maggiori handicap di competitività dell'Italia è la mancanza di una cultura e di una organizzazione logistica moderna. Perché allora non approfittare della crisi di Alitalia e far sì che Poste italiane e Ferrovie dello Stato costituiscano il nucleo iniziale di un polo industriale nella logistica? Magari seguendo l'esempio dei tedeschi. L'operazione sarebbe certo complessa sotto il profilo industriale, finanziario, di governance e della concorrenza. Ma è proprio qui che dovrebbe intervenire lo Stato, per delineare un disegno industriale coerente.
E se in luogo delle ali, al cargo dessimo un sistema dei porti degno del nome sistema (carente soprattutto nelle vie di adduzione)? Coinvolgeremmo anche il mezzogiorno d'Italia. A mio parere le ali, infatti, servirebbero soprattutto il centro-nord. Ovviamente, con risorse in abbondanza (è il caso dell'Italia?) si potrebbe stare in mare, in cielo, in terra e in ogni luogo. Francesco Pantile
Concordo completamente con l' idea avanzata da Mario Sebastiani. Mi pare una delle poche, se non l'unica , proposta concreta e positiva avanzata per affrontare se non il problema globale di Alitalia almeno una sua parte significativa, in una prospettiva che guarda alle prospettive di sviluppo del Paese e non solo, difensivamente, ad una protezione dei dipendenti Alitalia oggi.
Perchè quando si parla della crisi di Alitalia non si dice mai in modo chiaro e netto che la scelta della Malpensa ha affossato ancora di più la difficile situazione della compagnia? E' vero che i problemi dell'Alitalia sono più antichi,ma è anche vero che la scelta di Malpensa è stata la tipica scelta non di politica industriale, ma di politica clientelare, per favorire gli appetiti della Lega Nord.Una scelta fatta da persone che non hanno a cuore il destino della compagnia di bandiera.O forse già sapevano che Alitalia era perduta per sempre ed hanno fatto il ragionamento: "persa per persa, apriamo Malpensa!" Ragionamento che fa inorridire, perchè uno si chiede:"Ma da chi siamo governati?" Se continuiamo a pensare che Berlusconi è un industriale non andremo lontano. Berlusconi è un concessionario di un bene pubblico, l'etere, che avendo avuto le concessioni è entrato senza permesso nelle case degli italiani ed ha intascato i soldi della pubblicità, comodamente seduto! Si è mai confrontato con la concorrenza, con la vitalità dei paesi emergenti, con le nuove tecnologie che in ogni parte del mondo saltano fuori?No! Per questo è urgente fare la legge sul conflitto d'interessi
Davvero un'ottima idea, quella lanciata: che ha il vantaggio della semplicità, pur con le difficoltà di attuazione prospettate. Il concetto di "italianità" che qualcuno rispolvera ha una valenza e un ritorno certo maggiore riferita alle nostre merci che non ai passeggeri: andrebbe ad aggredire il tema della competitività oggi tanto discusso, e una logistica moderna che si potesse avvalere di un robusto polo di supporto aereo avrebbe una ricaduta positiva su tutto il tessuto industriale del nostro paese alle prese con la globalizzazione, che prima di tutto è geografica e necessita di interconnessioni. Troppo bello perchè il progetto possa interessare alla nostra dispersiva classe politica?