
Un tempo la cenerentola dei servizi pubblici, la raccolta dei rifiuti va ora trattata come un'attività industriale. L'Italia, almeno sul piano legislativo, ha fatto propri principi e obiettivi moderni e in linea con l'Europa. Ma se non sempre riesce ad attuarli, è perché non ha ben compreso i problemi economici sollecitati dalla crescente complessità della filiera. Manca ancora la consapevolezza delle conseguenze della trasformazione sul lato dell'organizzazione economica, dei modelli di regolazione, dell'assetto delle competenze e delle responsabilità.
Il problema è solo nelle soluzioni. Le soluzioni devono essere semplici; la semplicità vuole anche dire che è ora di finirla con la storia della raccolta differenziata. La differenziazione del rifiuto deve essere effettuata centralmente; non è un problema al giorno d'oggi produrre apparati in grado di differenziare automaticamente le tipologie di rifiuto e, quindi, di procedere al riciclo che deve arrivare almeno al 95% del totale (e sottolineo almeno) e niente inceneritori che oltre alla diossina producono polveri cancerogene. Per il resto basta con i cassonetti (anti estetici e anti igienici), ma raccolta effettuata nei centri urbani tramite strutture interrate che convoglino (con sistemi pneumatici) tutti i rifiuti verso un unico centro di raccolta che si occuperebbe della differenziazione e dello smistamento verso gli apparati di riciclo. Il rifiuto va in pratica trattato come l'acqua di fogna ! Solo per i rifiuti più grandi (p.es. televisori, frigoriferi, lavatrici, etc.) va prevista una raccolta "porta a porta" a spese del cittadino.
Manca la consapevolezza? Ma la consapevolezza si crea con una corretta informazione e questa manca. Manca perchè il solito pool di politici disinteressati che ci governano ufficialmente e il solito pool di magnati Iinteressati che ci governano ufficiosamente, traggono immensi guadagni dall'incenerimento dei rifiuti. Ricordiamoci che le famose cip6 che paghiamo con la bolletta dell'Enel sono tasse che sovvenzionano gli inceneritori, i quali, senza sostegno dello stato, non sarebbero economicamente convenienti. Creiamo la consapevolezza, benissimo! Ma ore che io ho la consapevolezza pretendo di essere messa in condizioni di applicarla. Vorrei trovare al supermercato un dispenser per i detersivi e per tutti quei prodotti che posso acquistare portando da casa il mio solito contenitore. Vorrei potere salire su un autobus elettrico. Vorrei potere differenziare i rifiuti in maniere intelligente. Consiglio di visionare i documenti ai seguenti link http://www.nanodiagnostics.it/images/O_i_rifiuti_o_noi.pdf http://www.nanodiagnostics.it/images/Nanopatologie.pdf
Bene. Perfetto. Pochi commenti brevi. 1. Se conviene che la raccolta la gestisca il pubblico, allora bisogna che funzioni il "mercato politico". I Campani hanno solo quello che meritano, mi pare. 2. Ci vuole la dimensione giusta. Che come in altri servizi pubblici, è spesso più prossima a quella delle provincie italiane che dei comuni. Di provincie si discuteva anche su La Voce, mi pare, a proposito di costi della politica. Proposta: e se invece delle Provincie si abolissero i Comuni? O più realisticamente, si togliesse loro tutto ciò che si fa meglio a scala provinciale? 3. Scrivo da dove vivo ora, a Vienna, a 300 metri dal termovalorizzatore - opera d'arte di Hundertwasser (http://www.hundertwasser.at/english/fernwarme.htm). Leggo che Renzo Piano vuole lavorare per l'Expo di Milano. Perchè non disegna invece il termovalorizzatore di Acerra?