
Chi ha accolto con sollievo l'abbandono della trattativa da parte di Air France dovrebbe capire che nel caso di Alitalia l'amministrazione straordinaria porta dritti al fallimento perché la compagnia, così com'è, non è in grado di generare le risorse necessarie a soddisfare i creditori. I sindacati del settore sono riusciti a perdere anche quel poco di credibilità che ancora avevano. Insieme ad alcuni politici hanno mostrato un'irresponsabilità insostenibile. Mentre la cordata fantasma resta tale.
Perchè ostinarsi a far sopravvivere un inutile carrozzone,oramai una barzelletta mondiale per la sua cronica inefficienza e inaffidabilità? Air France era disposta ad accollarsi il risamento di questo autentico buco-nero mangia-soldi e cosa fanno i sindacati? Si mettono a dettare le condizioni... Incredibile! L’ unica vera e risolutiva soluzione è il fallimento. Si avrebbero molti vantaggi: 1) L’ Italia per una volta si comporterebbe da paese “normale”, per parafrasare D’ Alema e soci. In un paese normale, infatti, una compagnia aerea già fallita di fatto porta i libri in tribunale. Chiari esempi non mancano: Swissair e Sabena; 2) La politica per una volta verrebbe rimessa al suo posto, senza interferire in vicende estranee al suo controllo. Inoltre, quando si materializzerà la fantasmagorica cordata italiana premessa dal Cavaliere? 3) La follia sindacale per una volta verrebbe limitata. Scherzano col fuoco e non l’ hanno ancora capito. Cosa serve a farli riatterrare sul pianeta terra? Le cannonate? 4) Colpirne pochi per educarne molti. A tutti i livelli, l’ Alitalia è il paradiso degli imboscati, raccomandati e scansa-fatiche. Avanti così, l’ ammaina bandiera è vicino!
Il commento di Boitani cade nel peccato di analizzare un problema semplificando, omettendo se non distorcendo una serie di fatti. Per esempio un commentatore attento non accuserebbe i sindacati di volere il commissariamento di Alitalia avendo ascoltato le dichiarazioni di tutte le sigle sindacali rilasciate dall'inizio della vicenda. Un commentatore scrupoloso non scriverebbe acriticamente che la separazione voluta da Cimoli era inevitabile perché i fatti dicono che questa separazione ha peggiorato i conti della compagnia invece di migliorarli. Le attività sono "in perdita" perché si è voluto che lo fossero, perché su Servizi sono stati scaricati una serie di costi di Fly senza contropartita. Un commentatore corretto poi non tirerebbe in ballo le rotte da e per Malpensa che non sono mai state sul tavolo della trattativa. Vogliamo poi parlare della "esplicita rottura del fronte sindacale" voluta e coperta dai vertici aziendali, con una manifestazione illegittima di due ore di circa 200 persone quando nei giorni precedenti più del triplo di dipendenti hanno espresso il loro dissenso verso la proposta AF rimettendoci di tasca loro?
Quello che non apprezzo dell'attuale governo sono le prese di posizione di T.P.S, di Letta, di Damiano, di Bianchi o dello stesso presidente Prodi. Non sappiamo se siano stati fatti passi avanti sui " diritti di traffico" che portano un grado maggiore di libertà e crescita di investimenti ma si continuano a privilegiare aspetti sociali che nulla hanno a che fare con la vendita. L'insistenza su Air France, ricorda la vicenda SME, meglio il Commissariamento.
I tempi della politica italiana (perché all’estero non è così, vedi Singapore Airlines) – che ha sempre gestito Alitalia – sono troppo lunghi per quelli del mercato. L’obiettivo di redditività oggi si scontra con quello di avere un ammortizzatore sociale ed occupazionale come Alitalia. Quindi, Air France vuole Alitalia? Bene. Esuberi? Ce ne saranno, per forza. Troppi? Meno dei 20.000 a cui si andrebbe incontro rifiutando o facendo miseramente cadere l’offerta. E meno di quelli previsti dal Piano Cimoli del 2003 (3000 esuberi). Alitalia rischia di diventare un “ala” low-cost di AirFrance? Tempo fa, 16 anni fa, c’era tempo di evitarlo e di far decollare l′azienda. Oggi non più. Per essere salvata, Alitalia deve poter essere flessibile anche a questo. Alitalia deve essere italiana? C’è ancora spazio per questi ragionamenti di fronte all’economia globale? La Buitoni è Svizzera (Nestlè)! No, non c’è spazio…e nemmeno molto tempo.
Notizia di oggi su Tgcom: Berlusconi dichiara che la sua ipotetica cordata scenderà in campo solo quando Air France sarà andata via definitivamente... sottolineo, lo dice il sito internet delle reti Mediaset... Io penso che l'analisi di Boitani sia troppo generosa sui motivi per cui i politici fanno le loro "incaute" dichiarazioni... Berlusconi è tutto meno che uno stupido, e mi pare che non abbia il retaggio del politico "da economia pianificata", abituato ad essere protetto dalle infinite finanze statali... Ha invece un grandissimo senso dell'opportunismo, è capace di gettarsi al volo su un affarone come Alitalia (quando non ci sarà più una prospettiva in alternativa), per farne che cosa? Lo sanno solo lui e la cordata da lui sponsorizzata, se esiste... Ci attenderemmo che un'offerta seria, pubblicizzata per il tramite di un uomo di Stato (futuro Presidente del Consiglio?) che ha a cuore il destino del Paese e della sua compagnia aerea di bandiera, si manifestasse quando è ancora possibile valutare almeno due alternative... no? Se invece questo non succede, qualche sospetto viene, non vi pare?
...e pensare che Ichino aveva già descritto una situazione analoga nel suo "A cosa serve il sindacato". Bastava leggerlo e riflettere in modo critico sugli errori già commessi dai "rappresentanti" dei lavoratori. Invece temo che solo in pochi abbiano (davvero) letto quel testo.Pertanto aspettiamoci lo stesso finale, che si tradurrà in ammortizzatori sociali (Cigs e mobilità indennizzate, prepensionamenti) pagati - come sempre - dai contribuenti.
Tra i lavoratori del settore, ci si chiede come un'azienda forte creditrice delle banche (Airone) possa acquisire un'azienda sull'orlo del fallimento. Sarebbe piacevole sentire un commento di uno di voi, esperti de lavoce.info. L'informazione ha fin'ora snobbato questo lato della questione, la reale floridità dei conti del gruppo Toto.