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EXPO VUOL DIRE SVILUPPO?

di Jerome Massiani, Categoria Infrastrutture e Trasporti, Data 01.04.2008

Nell'entusiasmo per l'assegnazione dell'Expo 2015 a Milano, forse è meglio non accettare in maniera acritica affermazioni non dimostrate sugli effetti benefici della manifestazione. Perché le incertezze sono molte. A partire dal bilancio finale dell'organizzatore: eventuali perdite sarebbero pagate dallo Stato italiano. Nel calcolo dell'impatto occupazionale non si considera l'effetto sostituzione. Quanto alle infrastrutture, seppure utili, la loro costruzione non dipende dall'evento.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Un contentino
    Nome: Dario Quintavalle  Data: 07.04.2008

    Temo che l'unico significato dell'Expo a Milano sia dare un contentino alla nostra ex "capitale morale", ed al suo compulsivo bisogno di riconoscimento. Se si volesse fare qualcosa per i milanesi, si aprirebbero parchi e si pianterebbero alberi, non grattacieli. Ma evidentemente il modo in cui è finita la 'Milano da bere' degli anni 80 non ha insegnato niente.

  • Un'occasione da non per dere ...
    Nome: Angelo GARDINI  Data: 07.04.2008

    Sono contento dell'Expo a Milano però occorre fare tesoro delle ultime esperienze (piano parcheggi, Citylife, Garibaldi e Santa Giulia) dove non si è affrontato un progetto ed una prospettiva. Milano è la città più cara d'Italia, dove si costruisce meno, dove stanno nascendo dei veri e propri ghetti. E' questo che vogliamo fare vedere al mondo ? Spero che non sia come spesso in Italia la solita occasione persa. Si concilia in questa mia visione con la disamina di questo articolo. Tante belle parole e proclami, ma cosa serve davvero a Milano per l'Expo ed avere un futuro ed una speranza? Grazie a tutti

  • Expo e Sviluppo
    Nome: Stefano Lalatta Costerbosa  Data: 02.04.2008
    Apprezzo molto l'oggettività dell'esposizione e credo che siano giustamente compresi tutti i motivi di cautela verso queste manifestazioni. Aggiungerei due ulteriori considerazioni: - purtroppo l'esperienza (Italia 90) insegna che tra le aspettative e la realizzazione passa un'abisso. Molte delle infrastrutture previste per i mondiali non sono mai state realizzate e altre abbandonate subito dopo - se si guarda ad alcuni esempi virtuosi (Barcellona 92) i grandi eventi sono dei momenti unici e irripetibili di mobilitazione di energie, risorse, progettualità che consentono alle città/paesi organizzatori di fare dei "salti in avanti" considerevoli.
  • Expo
    Nome: marco ponti  Data: 01.04.2008
    Bravissimo, voce davvero fuori dal coro! Scrivo cose analoghe in un pezzetto sulla parte milanese della Repubblica di domani. Anche Ramella ha scitto nell'identico senso sulle olimpiadi di Torino. Dobbiamo tenerci in contatto, siamo un club davvero troppo piccolo. Truly Marco Ponti