
Nell'entusiasmo per l'assegnazione dell'Expo 2015 a Milano, forse è meglio non accettare in maniera acritica affermazioni non dimostrate sugli effetti benefici della manifestazione. Perché le incertezze sono molte. A partire dal bilancio finale dell'organizzatore: eventuali perdite sarebbero pagate dallo Stato italiano. Nel calcolo dell'impatto occupazionale non si considera l'effetto sostituzione. Quanto alle infrastrutture, seppure utili, la loro costruzione non dipende dall'evento.
Temo che l'unico significato dell'Expo a Milano sia dare un contentino alla nostra ex "capitale morale", ed al suo compulsivo bisogno di riconoscimento. Se si volesse fare qualcosa per i milanesi, si aprirebbero parchi e si pianterebbero alberi, non grattacieli. Ma evidentemente il modo in cui è finita la 'Milano da bere' degli anni 80 non ha insegnato niente.
Sono contento dell'Expo a Milano però occorre fare tesoro delle ultime esperienze (piano parcheggi, Citylife, Garibaldi e Santa Giulia) dove non si è affrontato un progetto ed una prospettiva. Milano è la città più cara d'Italia, dove si costruisce meno, dove stanno nascendo dei veri e propri ghetti. E' questo che vogliamo fare vedere al mondo ? Spero che non sia come spesso in Italia la solita occasione persa. Si concilia in questa mia visione con la disamina di questo articolo. Tante belle parole e proclami, ma cosa serve davvero a Milano per l'Expo ed avere un futuro ed una speranza? Grazie a tutti