
Molti risparmiatori hanno sicuramente perso soldi e qualche speculatore ha guadagnato sul titolo Alitalia negli ultimi dieci giorni. Presentiamo un grafico dell'andamento dell'azione in borsa, con improvvisi "strappi" al rialzo e al ribasso in corrispondenza di prese di posizione dell'offerente ufficiale Air France-Klm e dei "rumors" su ipotetiche offerte rilanciati da Berlusconi. La Consob può fare di più?
Intanto in Italia di mercato non c'è che una parvenza ed in ogni caso i controllati nominano i controllori. Continuiamo a nasconderci che al di là di ogni altra considerazione c'è un conflitto di interessi in capo a Berlusconi che stavolta mette in campo i suoi figli oltre a straparlare ed a "mettere in mezzo" aziende ed istituzioni di cui millanta l'interesse puntualmente smentito. Sarà perchè Berlusconi apprezza Tremonti e ne segue i concetti applicando i "valori" di cui lo stesso Tremonti parla nella sua ultima "opera". Non siamo ben messi! Proprio no! Luigi Zoppoli
Non mi risulta che ci sia mai stata una proposta di "delisting", cioè di ritiro dal listino di borsa del titolo Alitalia. Se qualcuno avesse voluto offrire una via d'uscita agli azionisti, avrebbe dovuto lanciare un'Opa e poi procedere al delisting. Non poteva, però, farlo lo Stato -azionista di maggioranza della società- nazionalizzandola dopo averla privatizzata. C'è da chiedersi chi altri avrebbe potuto fare un'operazione del genere.
Ma in che Paese viviamo? Perchè qualcuno può essere autorizzato a violare apertamente le leggi e regole di diritto e pretendre, al temo stesso si vinvere le elezioni, senza che ciò che un'ondata di proteste e di indignazione da parte dei cittadini tutti, e uno tra i pochi che ricorda che certi comportamenti costituiscono un illecito viene deprecato e bollato come "giustizialista" e quindi non ascoltato? Mi auguro che Consob e Pretura di Roma facciano qualcosa!
Trovo assurdo come un canditato premier possa fare certe dichiarazioni, soprattutto in piena campagna elettorale, ma quello che mi lascia più perplesso è che nessuno glielo impedisca o quantomeno chieda spiegazioni a riguardo, almeno per ora. Il titolo Alitalia ha subito delle oscillazioni impressionanti, è forse da maligni pensare che queste siano servite a speculazioni da rumors magari proprio da parte dei diretti interessati? Una sorta di ultimate gain su un titolo con rischi elevati e con basse prospettive di rialzo visto lo scudo politico e sindacale alla proposta di Air-France? Alitalia oltretutto è stato trasformato in uno strumento da campagna elettorale con argomentazioni poco concrete e molto "populiste". La politica investe pesantemente il mercato, in una situazione già particolarmente delicata per la società "di bandiera". E intanto il titolo si presta bene a balzi e cadute dell'ultimo minuto in barba a qualsiasi trasparenza di mercato, dando un ulteriore bella immagine dell'Italia nel mondo. E i piccoli risparmiatori sono come al solito quelli maggiormente danneggiati.
Quando l'ideologia "gioca in borsa".
Il vero fatto gravissimo è che non si sia sospesa la quotazione dal momento in cui è iniziata la trattativa con Airfrance. Era facile prevedere che una trattativa complessa e lunga con il coinvolgimento dei sindacati avrebbe portato ad altalena delle quotazioni in base a semplici notizie od indiscrezioni sull'andamento delle discussioni in corso. E questo indipendentemente dal successivo intervento di Berlusconi.
Si è già visto in passato (mi riferisco all'intervento di Beppe Grillo all'assemblea dei soci Telecom Italia) come la Consob abbia spesso un approccio molto discutibile alla tutela degli interessi degli investitori. Il sospetto molto concreto è che vi siano sempre alcuni investitori (pochi e ben conosciuti) molto più uguali degli altri (tanti). A quando una Consob europea? Con il nostro sistema di selezione della classe dirigente il minimo che ci si possa attendere è che chiunque arrivi a certe posizioni lo fa solo per meriti "politici"... inevitabile poi che le decisioni prese da tali dirigenti siano "polarizzate". Ritengo che l'unica nostra possibilità di salvezza consista in organismi di sorveglianza comunitari con reali poteri di rimuovere i dirigenti respondabili in caso di evidenti derive rispetto alle leggi e/o normative in vigore. Paolo Rossi
In un altro paese tutto ciò non sarebbe forse successo perché la regola sacrosanta é che in ogni caso le comunicazioni "importanti" riguardanti una società quotata si fanno a borse chiuse. Strano che né Berlusconi né Spinetta né la Consob lo sappiano. Arrivare a parlare di aggiottaggio o insider trading é già un passo successivo.