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Commenti

IL NODO DI MALPENSA

di Mario Sebastiani, Categoria Infrastrutture e Trasporti, Data 28.03.2008

Ostacoli insormontabili nella trattativa per la vendita di Alitalia non sono né la salvaguardia degli occupati né il prestito-ponte. E in fin dei conti neanche la richiesta di indennizzo della Sea. Il vero conflitto riguarda il futuro assetto del mercato fra Fiumicino, Malpensa e gli hub di riferimento di Air France-Klm. E' qui che deve intervenire il ruolo negoziale del governo. Perché una soluzione di mercato non può prevedere condizioni protezionistiche a vantaggio di qualcuno.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Clausola di gradimento da parte del sindacato
    Nome: lodovico malavasi  Data: 03.04.2008

    Se l'Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro, dopo il no del sindacato alla trattativa con Air France Klm, perchè non promuovere un referendum tra i lavori di Alitalia? Questo referendum potrebbe aiutare nel suo complesso la politica italiana, in quanto definirebbe meglio i compiti o le competenze del sindacato.

  • Il vero nodo sono gli accordi bilaterali
    Nome: Paolo Migliavacca  Data: 03.04.2008

    L'aeroporto di Malpensa è oggi un gioiello tecnologico ben gestito, che si affaccia su una grande bacino d'utenza, interessante per molti paesi stranieri. Indipendentemente dall'EXPO 2015. Inoltre Malpensa ha ancora una grossa possibilità di crescita, cosa che non hanno più i maggiori hub europei, rendendo l'aeroporto varesino interessante per gli operatori del trasporto aereo di molti paesi stranieri, in particolar modo per i superpetrolieri mediorientali e i paesi asiatici in genere. C'è però un problema: questi operatori non possono più servire Malpensa con voli di linea, perchè Alitalia si è portata in dote a Fiumicino la possibilità esclusiva di operare certe rotte. Ricapitolando, Malpensa può offrire servizi a compagnie aeree disposte a pagarli, innaugurando un nuovo concetto di hub, ma il sistema normativo non consente di farlo, perchè ha attribuito ad Alitalia la facoltà di operare in maniera esclusiva sulle destinazioni intercontinentali migliori. Ciò non avverrebbe se fossero rinegoziati molti degli accordi bilaterali, togliendo Alitalia dalla posizione di privilegio che oggi occupa e che penalizza Malpensa e tutto il settore del trasporto aereo in Italia.

  • L'assegnazione dell'Expo cambia la situazione Malpensa!!!
    Nome: Camillo Nardone  Data: 02.04.2008

    Dunque ieri sera un'altra smaronata di Fini. Entusiasta della vittoria di MI per l'expo del 2015 (che pare sia stato aggiudicato grazie alle raccomandazioni di Silvio Berlusconi (e questo la dice lunga sulla serietà della persona) non ha tenuto conto che mancano ben 7 anni e se n'è uscito dicendo che alla luce della notizia "è lunare" pensare a proseguire nel ridimensionamento dell'aeroporto. Ma ci rendiamo conto? Dovremmo continuare ad avere perdite per centinaia di milioni di euro per attendere che, nel 2015, arrivino a Milano frotte di turisti! Ma queste persone si incaricano di prendere decisioni per l'Italia? Poveri noi!

  • La scelta di Sophie senza dramma o rimorso alcuno
    Nome: Maria Lena  Data: 30.03.2008
    Il discorso è chiaro. solo un governo romanocentrico come l'attuale avrebbe consentito una trattativa capestro per salvare una compagnia agonizzante a totale danno di un'area come il nord. E' chiaro che Air France farà di tutto per ammazzare definitivamente Malpensa per recuperare su Fiumicino il rischio dell'acquisto di Alitalia. Il tutto gestito nel periodo immediatamente precedente la designazione dell'Expo rischia di aggiungere danno a danno. Nessuno ha voglia di pagare per sempre il deficit di Alitalia, ma solo un governo così lontano dalle esigenze del nord avrebbe potuto uccidere volontariamente un figlio per un'altro: una schelta di Sophie senza neanche l'ombra del dramma interiore.
  • La prova dei numeri
    Nome: Pietro Spirito  Data: 30.03.2008

    Ora che da oggi Alitalia si è ripresa la libertà di organizzare il proprio network in funzione delle convenienze economiche dell'impresa, ed ora che Malpensa deve ripensare al proprio futuro senza la compagnia di bandiera, sarebbe anche bene che parlassero i numeri. Sarebbe proprio interessante verificare, tra un mese, quali sono gli effetti reali sui conti economici delle due imprese di queste scelte. Se ciò che risparmia di minori perdite Alitalia dovesse essere maggiore del lucro cessante per Sea, allora, comunque poi vadano le cose dal punto di vista del destino proprietario di Alitalia, si potrebbe misurare il danno economico protrattosi per un decennio di aver inchiodato Alitalia ad una prospettiva industriale insostenibile e di aver conservativamente immaginato che il destino di Malpensa era connesso solo al destino della compagnia nazionale di banidera, senza aver per tempo immaginato altre soluzioni di mercato per l'allocazione di slot che erano fittiziamente tenuti in piedi dalle perdite di conto economico dell'Alitalia. Quanto poteva durare ancora una soluzione così drogata, e così poco liberale?

    Risposta:

    Condivido i commenti di Pietro Spirito, ad eccezione del riferimento, come chiave di giudizio dell'operazione, alla futura verifica se le minori perdite di Alitalia eccederanno le perdite di Malpensa. Aspetto che viene generalizzato, quasi portato a sistema di valutazione generale, dal commento di Lena e da posizioni largamente riportate dai media L'idea che l'abbandono di Malpensa sia giustificato solo se i benefici per Alitalia sopravanzano i costi per Malpensa (e per il nord in generale), sconta il retaggio che vede la compagnia ancora sottoposta a "oneri di servizio pubblico", come strumento della politica sociale dello Stato. Alitalia è una compagnia privata, sia giuridicamente (e tanto basta) che come compagine sociale maggioritaria. Come tale deve fare unicamente il proprio interesse, lasciando allo Stato il compito di provvedere alle istanze sociali e territoriali. Proviamo a metterci nei panni degli azionisti privati: che ne
    pensano della sortita berlusconiana, secondo il quale(cito a braccio) Alitalia deve restare a Malpensa "perché i benefici sociali della permanenza sono maggiori delle perdite della compagnia"?
    MS

  • Malpensa oh cara!
    Nome: Umberto Bocus  Data: 29.03.2008
    Anni fa parlando alla SDA Bocconi di Milano affermai di fronte a colleghi lombardi che se le cose continuavano su quella piega l'aeroporto di Malpensa sarebbe stato destinato a sicura rovina. Dissi che intanto io l'avevo cancellato dai miei hub. Nessuno ricorda i furti? E la perdita dei bagagli in una estate non lontana: E molte altre sarebbero le manchevolezze da evidenziare. Nel Veneto si dice "con le ciacole no se impasta fritole!" E' giorno per giorno con costanza che si risolvono i giorni. Basta con i parolai di professione!
  • Fallimento
    Nome: Massimo GIANNINI  Data: 28.03.2008

    Non si é ancora capito qual'é l'interesse di Air France Klm in Alitalia. E dire che la Klm nell'aprile 2000 lo ricordo ci rimise 150 milioni di euro più interessi e spese legali perdendo l'arbitrato che dichiarò illegittima la rottura dell'alleanza decisa degli olandesi. Allora come ora una delle questioni strategiche di rottura fu Malpensa. Possibile che la Klm e Air france hanno voglia di riprovarci? Meglio lasciar perdere.